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Franceschini: "Per il turismo serve una strategia Paese condivisa da tutti"

Secondo il Il ministro dei Beni culturali e del Turismo, "occorre aumentare la domanda cercando di definire un percorso nel quale tutti si riconoscano" e nel contempo "lavorare molto sull'immagine del Paese puntando sul connubio turismo-cultura, che sta funzionando".

CERNOBBIO - Il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha inaugurato con il suo intervento i lavori del panel "Crescita e occupazione: le strategie nel turismo". "Abbiamo cercato di recuperare il ritardo accumulato negli ultimi anni – ha esordito - e ora finalmente vediamo i risultati: il bilancio del turismo è aumentato del 27% e c'è l'impegno di tutto il governo a far diventare il turismo centrale". D'altra parte, "nel 2015 è finalmente tornato a crescere il turismo interno e in tutti i Paesi del mondo la prima meta desiderata è l'Italia". Insomma, ha sottolineato il ministro, "c'è una crescita strutturale, tanto che ci stiamo ponendo il tema di come governarla, visto che il sistema italiano – fatto di città d'arte - è fragile e bisogna tenerne conto". Sul versante della strategia, Franceschini  ha sottolineato che "occorre aumentare la domanda cercando di definire una strategia-Paese nella quale tutti si riconoscano  e serve una strategia mirata da parte dell'Enit" e nel contempo "lavorare molto sull'immagine del Paese lavorando sul connubio turismo-cultura, che sta funzionando: cinque milioni di persone in più negli ultimi due anni nei musei statali. Investire in cultura è il principale veicolo per aumentare la nostra competitività". Quanto al sostegno al sistema turismo, Franceschini ha ricordato il tax credit per la ristrutturazione del  sistema ricettivo, che andrà rifinanziato, e l'importanza di definire regole e parametri uguali per tutti, tenendo presente che alcuni fenomeni, come i b&b, non possono essere fermati. Il ministro ha quindi evidenziato la necessità di "diffondere il turismo su tutto il territorio nazionale: basta con il trittico Roma, Firenze e Venezia". Bisogna invece  "valorizzare l'Italia come straordinario museo diffuso, promuovendo all'estero il resto del Paese, visto che solo il 15% del turismo internazionale va sotto Roma: è un'opportunità che ora è diventata vera urgenza". Il ministro ha concluso sottolineando che "serve puntare a un target alto di persone che cercano in Italia l'eccellenza, non il mordi&fuggi".

18 marzo 2016