Confcommercio: "più risorse per il Fondo Ristori e risposte sulle moratorie fiscali" - Asset Display Page

Confcommercio: "più risorse per il Fondo Ristori e risposte sulle moratorie fiscali"

Audizione sul disegno di legge di Bilancio 2021: "le scelte operative verranno sulla scorta di risorse ancora attese". Gualtieri: "per le partite Iva eventuali misure nel 'Ristori quater'".

Confturismo: “rischio business azzerato fino a Pasqua”

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24 novembre 2020

Per molti aspetti, l’impianto del disegno di legge di bilancio per il 2021 si configura come uno schema di preparazione di scelte operative che verranno sulla scorta di risorse ancora attese. Il riferimento va alle norme di  gestione e controllo del Piano nazionale di ripresa e resilienza in attesa della sua definizione ed approvazione in sede europea ed alla attivazione degli investimenti strategici e delle riforme, che dovrebbero condurre alla rimozione dei “colli di bottiglia” del sistema Paese”: così Confcommercio in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul disegno di legge 2021.

Si pensi, ad esempio, al decollo degli  interventi infrastrutturali,  tema rispetto al quale il disegno di legge reca – intanto e tra l’altro - l’istituzione del Fondo per la perequazione infrastrutturale  tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale.  E si pensi - ancora ad esempio - alla valorizzazione dello strumento della decontribuzione per sostenere l’occupazione dei giovani, delle donne e nel Mezzogiorno, strumento che dovrebbe però accompagnarsi ad  importanti scelte di potenziamento delle politiche attive per il lavoro e di riforma strutturale degli ammortizzatori sociali”.

Quanto alla istituzione del “Fondo Ristori”,  la dotazione di 3,8 miliardi di euro per il prossimo anno andrà certamente e fortemente  rafforzata sulla scorta dell’annunciato prossimo scostamento di bilancio nell’ordine dei 20 miliardi di euro. Inoltre – continua Confcommercio - i ristori dovrebbero essere resi più inclusivi rispetto ai principi di “zonizzazione” territoriale e di individuazione dei beneficiari per codice ATECO, tenendo conto di quanto l’emergenza economica e sociale si sia fatta, anche in termini di cadute dei fatturati, pervasiva e trasversale”.

Servono risposte determinate anche sul fronte delle moratorie fiscali a partire dal calendario fiscale di quest’ultima parte dell’anno. Quanto all’estensione della  moratoria creditizia fino a giugno 2021, bene.  Ma è fin d’ora chiaro che, anche in questo caso, sarà necessario fare di più. Si punta, inoltre, al decollo del “cashless”. Ma le misure di abbattimento dei costi di utilizzo della moneta elettronica vanno decisamente rafforzate. Restano poi aperti i temi della prosecuzione del bonus 110 per cento oltre la scadenza di giugno 2021 e dell’ampliamento della platea dei suoi beneficiari. Bene il ripristino dell’operatività degli indennizzi per la cessazione di attività commerciali. Ma la previsione di incremento, nel 2022,  dell’aliquota contributiva destinata al Fondo di razionalizzazione della rete commerciale – conclude Confcommercio - va sicuramente rivista”.

 

Gualtieri: "per le partite Iva eventuali misure nel 'Ristori quater'"

 

La manovra, ha sottolineato in audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il ministro Gualtieri, vale 39 miliardi, di cui 14,5 di fondi europei che arriveranno ma intanto saranno anticipati grazie a un apposito fondo per far partire, man mano che saranno autorizzati, i vari progetti del Recovery plan italiano, di cui faranno parte il rafforzamento di Impresa 4.0, la decontribuzione al Sud, il fondo per le politiche attive per il lavoro. Per quanto riguarda le stime macroeconomiche, "con una caduta congiunturale del Pil nel quarto trimestre fino al 4%"verrebbe confermata la stima del "-9% nel 2020".

Sul fronte delle partite Iva, "se si riuscirà anche in questo decreto a costruire e anticipare qualche misura il governo è disponibile a sviluppare un confronto sul tema nelle prossime ore".

 

Confturismo: “rischio business azzerato fino a Pasqua”

Sette italiani su 10 non prendono neanche in considerazione l'ipotesi di fare una vacanza, fosse anche solo di 2 giorni, da qui a fine gennaio. Lo ha sottolineato Confturismo in occasione dell'audizione alla Commissione attività produttive della Camera sulla legge di Bilancio in base all'indagine mensile condotta da Swg. "Uno scenario dettato in parte dalle misure di restrizione alla circolazione delle persone attualmente in vigore e, in parte, dall'emotività, che, se venisse confermato dai fatti, vedrebbe praticamente azzerato il business del settore per le settimane bianche, Carnevale e Pasqua".

Secondo la Confederazione aderente a Confcommercio, tutto il turismo si trova in un contesto di semi lockdown ininterrottamente da marzo di quest'anno ed è destinato a restare in questa situazione ancora per diversi mesi. Per questo la richiesta nella Legge di Bilancio deve trovare spazio una "manovra" ampia e dedicata. Ciò che serve al settore è "un'iniziativa di ampio respiro" che vada a intervenire "anche su grandi temi, come quello dell'imposta sul valore aggiunto, dove altri Paesi della stessa Unione Europea si stanno dimostrando maggiormente reattivi nella crisi, o quello dei canoni e degli affitti contrattati per attività che si svolgono su concessioni, che non possono essere lasciati al di fuori di un processo di rideterminazione dei valori che oggi è in corso ad ogni livello".

Tra le richieste di Confturismo, l'estensione alle imprese del settore della possibilità di accedere agli incentivi per l'efficienza energetica e la riattivazione, con le opportune modifiche e integrazioni, del tax credit digitalizzazione.

 

Federalberghi prevede una perdita di 14 miliardi

"In Italia, la pandemia ha colpito duro sulle imprese ricettive e termali, che sono senza dubbio tra le più colpite, se non le più colpite in assoluto. In queste settimane stiamo assistendo a una replica di quanto già visto durante il lockdown primaverile, quando Istat registrò un calo del 91% delle presenze negli esercizi ricettivi. Fosche prospettive incombono sulle festività natalizie e sulle vacanze invernali". La denuncia è venuta dal direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, nell'audizione davanti alla Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati.

Nel 2020 verranno meno 165 milioni di presenze straniere (-74,6%) e 81 milioni di presenze italiane (-37,5%). Le presenze totali saranno ben 245 milioni in meno (-56,2%). Il fatturato del comparto ricettivo subirà una perdita di 14 miliardi di euro (-57%).

 

Fiavet: “agenzie di viaggio allo stremo”

Le agenzie di viaggio sono allo stremo e gli aiuti promessi non si sono visti in termini reali. Lo ha affermato la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic, nel corso dell'audizione alla Commissione Attività produttive della camera sulla legge di Bilancio. Nel complesso, le misure messe in campo fino ad oggi si sono rivelate "insufficienti e non in grado di sostenere adeguatamente" il settore.

Per la Fiavet, gli aiuti sono stati estremamente circoscritti: l'erogazione dei contributi a fondo perduto prevista dal decreto Rilancio ha sicuramente rappresentato il primo sostegno, ma "è necessario pensare in anticipo a misure in grado di rilanciare i flussi turistici non appena la pandemia avrà 'allentato la morsa' e quando la ripresa dei flussi turistici potrà avvenire in assoluta sicurezza".

Le proposte della Federazione aderente a Confcommercio sono:

  • riduzione 'temporanea' delle aliquote Iva per la cessione dei "pacchetti turistici" dal primo gennaio 2021 fino al 31 dicembre successivo, dal 22 al 5 per cento o, in alternativa, al 10 per cento;
  • modifica del Bonus vacanze ed estensione dell'ambito applicativo del credito d'imposta;
  • cancellazione dell'Imu per le agenzie di viaggio per l'anno 2021;
  • possibilità per le imprese che hanno iniziato l'attività nel 2020 di accedere ai ristori.

 

Fto: “gli effetti del Covid sul turismo saranno permanenti”

Sul turismo la pandemia avrà effetti permanenti. Lo ha detto il direttore della Federazione turismo organizzato, Gabriele Milani, nell'audizione alla Commissione Attività produttive della Camera, sulla legge di Bilancio. Milani ha citato Bill Gates, secondo cui anche nel post emergenza il 50% dei viaggi d'affari sarà smantellato. Bisogna quindi organizzare dei corridoi turistici e intervenire guardando al futuro. In primo luogo riqualificando gli operatori con la formazione, poi rafforzando le imprese rendendole più internazionali e digitalizzate. “E' necessario - ha sottolineato infine - programmare la ripresa della filiera e fare un grande lavoro di squadra per rendere di nuovo il turismo protagonista".

 

Fipe: “ristorazione settore devastato, perdita di 33 miliardi”

Il settore delle ristorazione "è devastato, la situazione realmente drammatica: la perdita è stimata in 33 miliardi, con un crollo del 35% del fatturato, con 60mila imprese e oltre 300mila posti di lavoro a rischio”. Lo ha detto Roberto Calugi direttore di Fipe Confcommercio, nel corso dell'audizione alla Commissione Attività produttive della Camera sulla legge di Bilancio.

Fipe ha chiesto tra le varie cose un intervento sui canoni di locazione: "gli operatori in moltissimi casi non hanno più i soldi per pagare gli affitti. Abbiamo due scelte: o riempiamo i tribunali di contenziosi, cosa che sta già avvenendo o troviamo delle normative che, a basso costo per lo Stato, permettono di arrivare a nuovi accordi tra locatori e locatari, almeno fino a quando ci sarà lo stato di crisi. Noi proponiamo che si adottino forme di cedolare secca  che favoriscano le rinegoziazione tra proprietari e gestori".

"Siamo consapevoli - ha proseguito Calugi - che il settore per lungo tempo non sarà lo stesso, che ci saranno conseguenze strutturali: per questo abbiamo apprezzato l'articolo 71 che prevede l'indennizzo per la cessazione di attività commerciale, ma ci chiediamo se non sia necessario rimettere mano alla normativa sulla crisi d'impresa per separare la vita dell'impresa dalla vita dell'imprenditore, perché il rischio è che salteranno tante imprese e quegli imprenditori che non hanno colpa, si troveranno con una croce sulle spalle e non saranno più in grado di ridare vita a nuove imprese. Per questo chiediamo un fondo per accompagnare le imprese che usciranno dal mercato".

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