Visco: "nel migliore dei casi Pil 2020 in calo tra il 9 e l'11%” - Asset Display Page

Visco: "nel migliore dei casi Pil 2020 in calo tra il 9 e l'11%”

Considerazioni finali del Governatore di Bankitalia: "le moratorie sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti alle imprese riducono drasticamente il rischio di effetti di amplificazione ulteriori, associati a una diffusa crisi di liquidità".

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29 maggio 2020

"Nello scenario di base la flessione dell'attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9 per cento, superiore a quella sofferta in due riprese tra il 2008 e il 2013; il calo si concentrerebbe nei primi due trimestri dell'anno, con un parziale recupero a partire dall'estate. Senza il sostegno alla domanda fornito dalle politiche di bilancio finora definite la contrazione dell'attività economica supererebbe l'11 per cento". A  Indicarlo il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali, l'analisi di scenario per l'economia italiana, presentata a metà maggio, basata su ipotesi alternative in merito alla durata e all'estensione dell'epidemia, alle ricadute sull'economia globale e alle sue ripercussioni finanziarie. Stime che, aggiornate nell'ambito dell'esercizio previsivo coordinato dell'Eurosistema, verranno pubblicate il 5 giugno.

"Le moratorie sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti alle imprese riducono drasticamente il rischio di effetti di amplificazione ulteriori, associati a una diffusa crisi di liquidità. Nel 2021 il prodotto recupererebbe circa metà della caduta. Queste stime presuppongono che prosegua il contenimento dei contagi a livello nazionale e globale", spiega Visco.

"In un secondo scenario basato su ipotesi più negative, anche se non estreme, in merito all'evoluzione dell'epidemia, all'entità del calo del commercio mondiale e all'intensità del deterioramento delle condizioni finanziarie, il prodotto si ridurrebbe del 13 per cento quest'anno e la ripresa nel 2021 sarebbe molto più lenta. In entrambi gli scenari la caduta del prodotto nell'anno in corso sarebbe dovuta per metà alle limitazioni connesse con i provvedimenti di sospensione dell'attività e la conseguente contrazione del reddito disponibile; per l'altra metà rifletterebbe il rallentamento del commercio internazionale e il sostanziale arresto dei flussi turistici internazionali".

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