Misery index Confcommercio: disoccupazione in crescita a maggio; disagio sociale resta elevato

Misery index Confcommercio: disoccupazione in crescita a maggio; disagio sociale resta elevato

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1 luglio 2013
118/2013

 

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Roma, 1.7.2013

 

 

MISERY INDEX CONFCOMMERCIO: DISOCCUPAZIONE IN CRESCITA A MAGGIO, DISAGIO SOCIALE RESTA ELEVATO

 

 

A maggio 2013 il mercato del lavoro ha registrato un nuovo peggioramento in termini congiunturali. Rispetto ad aprile gli occupati sono diminuiti di 27mila unità a cui si è associato un aumento di 56mila persone in cerca di occupazione, determinando un incremento del tasso di disoccupazione ufficiale passato dal 12% al 12,2%. Con il dato di maggio 2013 continua il processo di distruzione dei posti di lavoro creati tra il 2005 ed il 2008; il numero di occupati rimane ai livelli di aprile 2005.

Il numero di giovani (15-24 anni) in cerca di occupazione è leggermente diminuito dalle 656mila unità di aprile a 647mila di maggio, portando il tasso di disoccupazione giovanile al 38,5% dal 39,9% dei due mesi precedenti.

Nel mese di maggio sono state autorizzate circa 90 milioni di ore di CIG, in diminuzione rispetto ai 100 milioni di aprile. L'INPS ha rivisto i dati precedentemente diffusi sulle ore autorizzate di CIG nei primi quattro mesi del 2013. Sebbene il numero totale di ore si discosti poco dal conteggio precedente è evidente come, soprattutto nel mese di aprile, vi sia stato uno spostamento di ore dalla CIG straordinaria a quella in deroga (circa 25,6 milioni di ore in meno nella prima a fronte di un pari aumento nella seconda).

La percentuale di tiraggio, ovvero le ore effettivamente utilizzate, si è ridotta nel mese di marzo – utilizzata per le nostre previsioni di aprile e maggio – sia per la CIG ordinaria che per quella straordinaria ed in deroga (dal 59% al 45% la prima e dal 55% al 39% le ultime due). Questa diminuzione del numero di ore di CIG autorizzate e della percentuale di tiraggio ha determinato, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, una diminuzione del numero di persone in CIG, passato dalle 248mila stimate per aprile alle 221mila previste per maggio.

Il numero di scoraggiati è previsto in lieve diminuzione da 726mila persone di aprile a 713mila.

Aggiungendo ai disoccupati ufficiali la stima delle persone in CIG e degli scoraggiati otteniamo per maggio un tasso di disoccupazione esteso del 15,4%, stabile rispetto al dato di aprile. L'aumento del numero di disoccupati di fonte ISTAT è stato compensato dalla diminuzione del numero stimato di persone in CIG e scoraggiate.

L'inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza di acquisto si è stabilizzata all'1,5% - come ad aprile - dopo una lunga discesa iniziata nel mese di settembre 2012 in cui tale valore era pari al 4,7%.

La sostanziale stabilità dei tassi di disoccupazione estesa e di inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto ha portato il MIC di maggio ad attestarsi ad un valore stimato di 20,60 rispetto al 20,54 di aprile (tabella 1).

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l'Italia su dati ISTAT ed INPS.
Legenda: per le definizioni si veda la nota tecnica. * I dati degli ultimi cinque mesi sono frutto di stime (cfr. la nota tecnica a pag. 3).

 

Nel medio periodo (figura 1) il MIC è passato da poco più di 11 punti di inizio 2007 ad oltre 20 del 2013 – con picchi di oltre 21 punti nel 2012 – disegnando un percorso di rapida crescita del disagio sociale.

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l'Italia su dati ISTAT ed INPS.
Legenda: per le definizioni si veda la nota tecnica. I dati degli ultimi quattro mesi sono frutto di stime (cfr. la nota tecnica a pag. 3).

 

Nota tecnica sul calcolo del Misery Index Confcommercio (MIC)

 

Il Misery Index (MI) tradizionale è dato dalla semplice somma di tasso di disoccupazione e tasso d'inflazione. I pesi assegnati ai due "mali" sono dunque identici e pari a 1.

Il Misery Index Confcommercio (MIC) è calcolato in modo da leggere con maggiore precisione la dinamica del disagio sociale, misurato in una metrica macroeconomica. Le due componenti del MIC sono il tasso di disoccupazione esteso, definito più sotto, e la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati in alta frequenza (fonte ISTAT): le dinamiche di prezzo di questo paniere dovrebbero influenzare in modo più diretto la percezione dell'inflazione da parte delle famiglie, correlandosi direttamente con le preoccupazioni (disagio) in merito al proprio potere d'acquisto.

Si assegnano pesi diversi alle due componenti, disoccupazione ed inflazione, rispettivamente 1,2647 e 0,7353. Ciò sulla base degli studi scientifici internazionali che, utilizzando dati Eurobarometro sul benessere dei cittadini europei (si veda Di Tella, MacCulloch ed Oswald, 2001), hanno dimostrato come il costo della disoccupazione in termini di soddisfazione di vita sia molto superiore a quello dell'inflazione.

D'altra parte, tutte le recenti ricerche sociali evidenziano come prima preoccupazione dei cittadini sia la questione del lavoro, e quindi la paura della disoccupazione. Il Misery Index tradizionale, che assegna pesi uguali ai due mali, tende, dunque, a sottostimare i costi economici, psicologici e sociali - diretti ed indiretti - della disoccupazione. La quantificazione dei due pesi adottata nel MIC si basa sulla regressione 1 della Tabella 2 contenuta in Becchetti, Castriota e Giuntella (2010), in cui si stima che, per lasciare indifferente un cittadino medio europeo, l'aumento di un punto di disoccupazione deve essere compensato da una diminuzione di 1,72 punti di inflazione. Di conseguenza, i pesi della disoccupazione e dell'inflazione valgono, rispettivamente, (1,72/2,72)x2=1,2647 e (1/2,72)x2=0,7353. I pesi sono moltiplicati per due in modo da lasciare la loro somma uguale a due per consentire una lettura non ambigua dei risultati (anche nel calcolo del Misery Index tradizionale la somma dei pesi è pari a due).

 

Il tasso di disoccupazione esteso è il termine in parentesi quadra a destra nella seguente formula:

MIC=0,7353 × (infl. AF) + 1,2647 × [(disocc.+FL pot.+ CIG)/(occ.+disocc.+FL pot.) × 100]

 

Al numeratore del tasso di disoccupazione esteso compaiono sia le forze di lavoro potenziali, come definite più sotto, sia i cassaintegrati equivalenti a zero ore. Questo concetto si esemplifica facilmente: se le ore di cassa integrazione sono otto in un giorno, quattro per una persona e quattro per un'altra persona, i cassaintegrati equivalenti sono pari a uno dal momento che un dipendente a tempo pieno lavora otto ore. Le forze di lavoro potenziali correggono opportunamente anche il denominatore, estendendo il concetto tradizionale di forze di lavoro a coloro che hanno svolto l'ultima azione di ricerca da due a tre mesi fa e che, quindi, sono più facilmente assimilabili ai disoccupati che agli inattivi; i cassaintegrati equivalenti, invece, non compaiono al denominatore perché già conteggiati (nella rilevazione dell'ISTAT figurano tra gli occupati).

Di seguito la descrizione delle singole variabili e le fonti:

  • Tasso di inflazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto: dati mensili di fonte ISTAT, variazione tendenziale;
  • Tasso di disoccupazione, occupati e disoccupati: dati mensili destagionalizzati di fonte ISTAT;
  • Ore CIG: dati mensili INPS sulle ore di CIG effettivamente utilizzate (tiraggio, confronti omogenei); tale stima costituisce un'approssimazione dal momento che le comunicazioni delle aziende all'INPS non sono sempre contestuali al periodo di fruizione del sussidio da parte del lavoratore;
  • CIG: numero di CIG-teste, calcolate dividendo le Ore CIG totali per 2000 ore annue (166,6 al mese);
  • Forze di lavoro potenziali: sottoinsieme delle persone che (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle prossime due settimane e (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell'intervista. I dati sulle forze lavoro potenziali, forniti dall'ISTAT su base trimestrale, sono stati mensilizzati.

 

Per il presente numero

  • I dati sulle ore di CIG effettivamente utilizzate negli ultimi due mesi sono stimati moltiplicando le ore di CIG autorizzate per il coefficiente di tiraggio dell'ultimo mese disponibile (marzo 2013);
  • I dati sulle forze di lavoro potenziali per i primi cinque mesi del 2013 sono stimati applicando ai dati trimestrali un modello autoregressivo alle differenze prime che tenga conto delle ciclicità stagionali; la previsione è stata poi opportunamente mensilizzata.

 

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