Indicatore consumi Confcommercio: a maggio nessun punto di svolta per la domanda interna

Per luglio, previsto ulteriore rallentamento dell'inflazione

Indicatore consumi Confcommercio: a maggio nessun punto di svolta per la domanda interna

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3 luglio 2014
125/2014

125/14
Roma, 3.7.2014

 

La diminuzione dello 0,7% tendenziale e dello 0,3% congiunturale (tabb. 2 e 3), unita al contenuto regresso della media mobile a tre mesi corretta dai fattori stagionali (fig. 2), evidenzia come le misure di alleggerimento del carico fiscale attuate fino ad oggi appaiano insufficienti a ridare slancio alla domanda delle famiglie che stenta ancora ad avviarsi su un reale sentiero di crescita; sul versante dell'occupazione sembrano emergere timidi segnali di stabilizzazione, evidenziati anche dai dati relativi alla CIG, che segnalano anche a maggio una riduzione del complesso delle ore autorizzate (-3,9%), anche se queste indicazioni non lasciano ancora intravedere un sicuro punto di svolta del mercato del lavoro. E' quanto emerge dall'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) relativo al mese di maggio.

A giugno il sentiment delle imprese, dopo un bimestre caratterizzato da un contenuto ripiegamento, ha mostrato un miglioramento, sintesi di andamenti non univoci delle aspettative degli operatori dei diversi settori produttivi. Infatti, stando alle stime di Confindustria, a giugno, è proseguito il lento recupero della produzione industriale (+0,4% rispetto a maggio) e i dati sugli ordini hanno registrato una crescita dello 0,6%; in controtendenza, invece, è risultato il clima di fiducia delle famiglie, che a giugno, dopo alcuni mesi di forte recupero, ha evidenziato un modesto peggioramento.

Quanto al mercato del lavoro, a maggio 2014, gli occupati sono aumentati di 52mila unità rispetto ad aprile, portando ad un aumento, nei confronti di dicembre del 2013, di 56mila unità. Il confronto su base annua, pur risultando ancora negativo (-61mila unità), evidenzia una decisa attenuazione della tendenza all'espulsione di forza lavoro dal processo produttivo. Nello stesso mese si è registrato un aumento dei disoccupati (+26mila unità su base congiunturale). Anche in questo caso, da dicembre dello scorso anno si nota una tendenza all'attenuazione del fenomeno. Queste dinamiche hanno portato ad una stabilizzazione del tasso di disoccupazione che rimane attestato da alcuni mesi al 12,6%. 

La dinamica tendenziale dell'ICC di maggio riflette una lieve crescita dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e un calo significativo dell'1,3% della spesa per i beni.

A maggio 2014, variazioni positive, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, si rilevano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+7,6%) da attribuirsi in larga parte all'acquisto di beni, per i beni e servizi per ricreativi (+0,6%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,1%). Una riduzione particolarmente significativa ha interessato i beni ed i servizi per la mobilità in quanto le vendite di auto e motocicli a privati hanno registrato a maggio un segno negativo. Riduzioni dei consumi si sono registrate anche per l'abbigliamento e le calzature (-1,9%), per i beni e servizi per la casa (-1,6%), per gli alimentari, bevande e tabacchi (-1,2%). In leggero calo è risultata anche la spesa per i beni e servizi per la cura della persona (-0,8%).

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

I dati destagionalizzati mostrano a maggio un contenuto ridimensionamento (-0,3%, tab. 3). In termini di media mobile a tre mesi, l'indicatore segnala un modesto regresso (fig.2), a conferma delle difficoltà dei consumi di avviarsi su un sentiero di recupero. Il dato di maggio riflette una flessione dello 0,5% della domanda per la componente relativa ai beni, mentre la componente relativa ai servizi non registra alcuna variazione.

Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa i dati destagionalizzati confermano le difficoltà per l'abbigliamento e le calzature (-0,4%), per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,4%), per i beni e servizi per la casa (-0,3%). In forte calo gli alimentari, bevande e tabacchi (-1,1%). Hanno registrato un aumento rispetto ad aprile sia i beni e servizi ricreativi (+0,5%), sia i beni e servizi per le comunicazioni (0,2%). 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di luglio 2014 si stima una variazione congiunturale nulla, con un tasso di crescita tendenziale dei prezzi pari allo 0,2%, in ridimensionamento rispetto allo 0,3% registrato a giugno.

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Concorsi e pronostici

Beni e servizi per la cura della persona

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Sanità

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Prodotti farmaceutici e terapeutici

strumenti musicali

Prodotti di profumeria e cura della persona

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Abbigliamento e calzature

Altri prodotti

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Alberghi

Beni e servizi per la casa

Pubblici esercizi

Affitti

Beni e servizi per la mobilità

Energia elettrica

Motocicli

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Automobili

Elettrodomestici, radio, tv, registratori

Carburanti

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Pedaggi

Utensileria per la casa e ferramenta

Trasporti aerei

Alimentari, bevande e tabacchi

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari e bevande

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per l'informatica

Tabacchi

Foto-ottica e pellicole

 

 

FONTI: AISCAT, AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE.

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2012, al 57,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,7% e per i beni è dell'82,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 66,4% per il totale dei consumi e al 45,9% per i servizi

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/ufficio-studi)

PROSSIMA USCITA: 4 settembre 2014

 

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