Congiuntura Confcommercio: economia in rallentamento

I consumi non ripartono

Congiuntura Confcommercio: economia in rallentamento

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12 ottobre 2018
130/2018

130/2018
Roma, 12.10.2018

 

PIL MENSILE

Ad agosto la produzione industriale ha registrato, al netto dei fattori stagionali, un miglioramento dell'1,7% su base mensile e una diminuzione dello 0,8% su base annua. L'occupazione ha presentato, nello stesso mese, una variazione congiunturale positiva dello 0,3%.

Segnali positivi sono giunti anche dal sentiment delle famiglie e degli operatori del manifatturiero che hanno registrato a settembre un miglioramento, rispettivamente, dello 0,6% (m/m) e dello 0,7% (m/m).

Questi miglioramenti non modificano le prospettive a breve, essendo, in molti casi recuperi marginali rispetto ai deludenti risultati dei mesi precedenti.

La debolezza del quadro congiunturale è confermata dalla stima, per ottobre 2018, di una variazione congiunturale nulla del PIL mensile e di una crescita tendenziale dello 0,7%, in rallentamento rispetto allo 0,8 di settembre (tab. 1).

Nel complesso del terzo trimestre 2018 si stima una crescita dello 0,1% del PIL in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe allo 0,9%.

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

 

A settembre 2018[1] l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato una flessione dello 0,3% in termini congiunturali ed un aumento della stessa entità nel confronto con lo stesso mese del 2017 (tabb. 2 e 3), segnalando il permanere di difficoltà da parte della domanda delle famiglie di instradarsi su un sentiero di crescita consolidato.

In termini di media mobile l'evoluzione degli ultimi mesi segnala una stabilizzazione della domanda (fig. 2).

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

La diminuzione dello 0,3% registrata in termini congiunturali dall'ICC nel mese di settembre, che segue l'aumento dello 0,7% di agosto, è sintesi di una variazione dello 0,5% della domanda relativa ai servizi e di una flessione dello 0,6% di quella per i beni.

Per quanto concerne le singole macro-funzioni di spesa si segnala una generalizzata tendenza al ridimensionamento. Gli unici due segmenti che hanno registrato una variazione positiva, rispetto ad agosto, sono stati quelli relativi alla spesa per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,6%) e per i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,3%). Per contro la flessione più significativa, in termini congiunturali, si è registrata per i beni e i servizi per la mobilità (-1,6%) su cui ha pesato l'andamento decisamente negativo della domanda di autovetture da parte dei privati. Più contenute sono risultate le diminuzioni della domanda per i beni e i servizi per la casa (-0,6%) e per l'abbigliamento e le calzature (-0,5%). Un modesto decremento (-0,1%) si è registrato, rispetto al mese precedente, per la spesa per i beni e i servizi per la cura della persona, per i beni e i servizi ricreativi e per gli alimentari, le bevande ed i tabacchi.

LE DINAMICHE TENDENZIALI

A settembre 2018 l'ICC è risultato, nel confronto su base annua, in aumento dello 0,3%. Il dato dell'ultimo mese è sintesi di un'evoluzione positiva della domanda relativa ai servizi (+2,0%) e di una flessione dello 0,4% della spesa per i beni.

Relativamente alle diverse funzioni di spesa l'incremento più sensibile, rispetto a settembre del 2017, è stato quello della domanda di beni e di servizi per le comunicazioni (+2,9%), determinato in larga parte dalla sensibile crescita della spesa per i beni inclusi nell'aggregato. Lievemente più contenuto è risultato l'aumento relativo agli alberghi, ai pasti e le consumazioni fuori casa (+2,3%), segmento che si conferma come uno dei più dinamici. Incrementi moderati si sono registrati per la domanda per i beni e i servizi ricreativi e per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,8%). Sostanzialmente stabile è risultata la spesa per i beni e i servizi per la casa (+0,2%), al cui interno si rilevano andamenti molti articolati. Per contro, riduzioni di un certo rilievo continuano ad interessare la domanda relativa all'abbigliamento e alle calzature (-1,6%) e agli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-0,8%). In ridimensionamento, rispetto a settembre dello scorso anno, è risultata, infine, la domanda per i beni e i servizi per la mobilità (-0,5%), andamento su cui hanno pesato le difficoltà nel segmento delle auto.

PREZZI: LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo[1], per il mese di ottobre 2018 si stima, rispetto a settembre, un aumento dello 0,3%. Nel confronto con lo stesso mese del 2017 la variazione dei prezzi dovrebbe collocarsi al +2,0%, in aumento rispetto al dato di settembre (+1,5%). Sull'andamento del mese pesano le dinamiche degli energetici, regolamentati e non, i cui prezzi risentono in misura significativa delle tensioni sul petrolio.

CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO è uno strumento di analisi che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo del PIL, della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Il PIL mensile viene calcolato utilizzando la metodologia descritta in Mariano, R. S., Y. Murasawa, (2003). A new coincident index of business cycles based on monthly and quarterly series, Journal of Applied Econometrics, 18(4), 427-443. Questa metodologia permette di gestire in modo ottimale indicatori economici osservati con diversa frequenza temporale e con diversa tempestività. Si considerano 6 indicatori mensili (indice di produzione industriale, indicatore dei consumi Confcommercio (ICC), numero di occupati, clima di fiducia delle famiglie, delle imprese manifatturiere e del commercio al dettaglio e indice dei nuovi ordinativi) e 2 indicatori trimestrali (PIL e indice del fatturato delle imprese dei servizi). Le stime del PIL mensile rispettano l'identità contabile della contabilità nazionale che collega i livelli mensili a quelli trimestrali, quindi il PIL trimestrale pubblicato dall'ISTAT è dato dalla somma delle stime mensili nel trimestre.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati dall'ICC sono attualmente 29, che complessivamente rappresentano, nell'anno 2017, il 57% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,5% e per i beni è dell'83,5%. Escludendo le spese relative ai fitti figurativi dal totale dei consumi e dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 66,4% per il totale dei consumi e al 45,7% per i servizi.

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (Sito Confcommercio › Ufficio Studi).

PROSSIMA USCITA: 15 novembre 2018


[1] Stima mensile sull'andamento dei prezzi nel mese in corso relativa al NIC (Numero indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività). Il dato è riferito ad un insieme più ampio di beni e servizi rispetto a quelli considerati nell'ICC.


[1] Come di consueto ad ottobre è stata effettuata una revisione delle serie storiche dei diversi aggregati di spesa che compongono l'ICC. I dati pubblicati in questo numero differiscono pertanto da quelli diffusi in precedenza.

I dati dell'ultimo mese devono essere considerati come stime provvisorie in quanto ottenuti attraverso l'integrazione dei dati disponibili con uno specifico modello di previsione ARIMA applicato alle singole serie mensili che compongono l'ICC.

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