Misery index Confcommercio: a giugno prosegue riduzione occupati

In aumento le ore di CIG ordinaria, straordinaria e in deroga

Misery index Confcommercio: a giugno prosegue riduzione occupati

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31 luglio 2013
149/2013

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Roma, 31.7.2013

 

 

In aumento le ore di CIG ordinaria, straordinaria e in deroga

 

Misery Index Confcommercio: a giugno prosegue riduzione occupati
 

Nel mese di giugno 2013 il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 12,1%, in diminuzione rispetto al 12,2% del mese precedente. Questo apparente miglioramento è dovuto al fatto che la riduzione del numero di disoccupati (-31mila persone rispetto a maggio) è stata maggiore della riduzione del numero di occupati (-21mila persone). Questo comporta, comunque, una riduzione delle forze di lavoro di 52mila unità rispetto al mese precedente portando il numero di occupati ai livelli di nove anni fa (agosto 2004).

I giovani (15-24 anni) in cerca di occupazione sono 642mila, mentre il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato di 0,8 punti, dal 38,3% di maggio al 39,1%.

 

Nel mese di giugno sono state autorizzate 90,7 milioni di ore di CIG, dato sostanzialmente stabile rispetto agli 89,3 milioni di maggio. La percentuale di tiraggio, ovvero le ore effettivamente utilizzate, è aumentata nel mese di aprile sia per la CIG ordinaria che per quella straordinaria ed in deroga (dal 45% al 49% la prima e dal 39% al 49% le ultime due).

L'aumento del numero di ore di CIG autorizzate ha determinato, secondo i nostri calcoli provvisori – che riportano le ore autorizzate ad ore utilizzate, ricondotte poi a ULA – un lieve incremento del numero di persone in CIG, passato dalle 266mila stimate per maggio alle 270mila previste per giugno.

 

Il numero di scoraggiati è previsto in lieve diminuzione da 713mila persone di maggio a 700mila. Aggiungendo ai disoccupati ufficiali la stima delle persone in CIG e degli scoraggiati otteniamo per giugno un tasso di disoccupazione esteso del 15,4%, in diminuzione di 0,1 punti rispetto ai due mesi precedenti.

L'inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza di acquisto è tornata a crescere dall'1,5% di aprile e maggio all'1,7% di giugno. Con il dato dell'ultimo mese, quindi, si è interrotta la lunga discesa iniziata nel mese di settembre 2012 in cui tale valore era pari al 4,7%.

La diminuzione del tasso di disoccupazione estesa (0,1 punti) viene compensata dall'incremento dell'inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto (0,2 punti), sicchè il MIC di giugno si attesta ad un valore stimato di 20,8 come nel mese di maggio (tabella 1).

 

Nel medio periodo (figura 1) il MIC è passato dagli 11 punti di inizio 2007 ad oltre 20 del 2013 – con un picco di quasi 22 punti nel settembre 2012 – disegnando un percorso di rapida crescita del disagio sociale.

 

 

Nota tecnica sul calcolo del Misery Index Confcommercio (MIC)

Il Misery Index (MI) tradizionale è dato dalla semplice somma di tasso di disoccupazione e tasso d'inflazione. I pesi assegnati ai due "mali" sono dunque identici e pari a 1.

Il Misery Index Confcommercio (MIC) è calcolato in modo da leggere con maggiore precisione la dinamica del disagio sociale, misurato in una metrica macroeconomica. Le due componenti del MIC sono il tasso di disoccupazione esteso, definito più sotto, e la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati in alta frequenza (fonte ISTAT): le dinamiche di prezzo di questo paniere dovrebbero influenzare in modo più diretto la percezione dell'inflazione da parte delle famiglie, correlandosi direttamente con le preoccupazioni (disagio) in merito al proprio potere d'acquisto.

Si assegnano pesi diversi alle due componenti, disoccupazione ed inflazione, rispettivamente 1,2647 e 0,7353. Ciò sulla base degli studi scientifici internazionali che, utilizzando dati Eurobarometro sul benessere dei cittadini europei (si veda Di Tella, MacCulloch ed Oswald, 2001), hanno dimostrato come il costo della disoccupazione in termini di soddisfazione di vita sia molto superiore a quello dell'inflazione.

D'altra parte, tutte le recenti ricerche sociali evidenziano come prima preoccupazione dei cittadini sia la questione del lavoro, e quindi la paura della disoccupazione. Il Misery Index tradizionale, che assegna pesi uguali ai due mali, tende, dunque, a sottostimare i costi economici, psicologici e sociali - diretti ed indiretti - della disoccupazione. La quantificazione dei due pesi adottata nel MIC si basa sulla regressione 1 della Tabella 2 contenuta in Becchetti, Castriota e Giuntella (2010), in cui si stima che, per lasciare indifferente un cittadino medio europeo, l'aumento di un punto di disoccupazione deve essere compensato da una diminuzione di 1,72 punti di inflazione. Di conseguenza, i pesi della disoccupazione e dell'inflazione valgono, rispettivamente, (1,72/2,72)x2=1,2647 e (1/2,72)x2=0,7353. I pesi sono moltiplicati per due in modo da lasciare la loro somma uguale a due per consentire una lettura non ambigua dei risultati (anche nel calcolo del Misery Index tradizionale la somma dei pesi è pari a due).

 

Il tasso di disoccupazione esteso è il termine in parentesi quadra a destra nella seguente formula:

MIC=0,7353 × (infl. AF) + 1,2647 × [(disocc.+FL pot.+ CIG)/(occ.+disocc.+FL pot.) × 100]

 

Al numeratore del tasso di disoccupazione esteso compaiono sia le forze di lavoro potenziali, come definite più sotto, sia i cassaintegrati equivalenti a zero ore. Questo concetto si esemplifica facilmente: se le ore di cassa integrazione sono otto in un giorno, quattro per una persona e quattro per un'altra persona, i cassaintegrati equivalenti sono pari a uno dal momento che un dipendente a tempo pieno lavora otto ore. Le forze di lavoro potenziali correggono opportunamente anche il denominatore, estendendo il concetto tradizionale di forze di lavoro a coloro che hanno svolto l'ultima azione di ricerca da due a tre mesi fa e che, quindi, sono più facilmente assimilabili ai disoccupati che agli inattivi; i cassaintegrati equivalenti, invece, non compaiono al denominatore perché già conteggiati (nella rilevazione dell'ISTAT figurano tra gli occupati).

Di seguito la descrizione delle singole variabili e le fonti:

  • Tasso di inflazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto: dati mensili di fonte ISTAT, variazione tendenziale;
  • Tasso di disoccupazione, occupati e disoccupati: dati mensili destagionalizzati di fonte ISTAT;
  • Ore CIG: dati mensili INPS sulle ore di CIG effettivamente utilizzate (tiraggio, confronti omogenei); tale stima costituisce un'approssimazione dal momento che le comunicazioni delle aziende all'INPS non sono sempre contestuali al periodo di fruizione del sussidio da parte del lavoratore;
  • CIG: numero di CIG-teste, calcolate dividendo le Ore CIG totali per 2000 ore annue (166,6 al mese);
  • Forze di lavoro potenziali: sottoinsieme delle persone che (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle prossime due settimane e (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell'intervista. I dati sulle forze lavoro potenziali, forniti dall'ISTAT su base trimestrale, sono stati mensilizzati.

 

Per il presente numero

  • I dati sulle ore di CIG effettivamente utilizzate negli ultimi due mesi sono stimati moltiplicando le ore di CIG autorizzate per il coefficiente di tiraggio dell'ultimo mese disponibile (aprile 2013);
  • I dati sulle forze di lavoro potenziali per gli ultimi tre mesi del 2013 sono stimati applicando ai dati trimestrali un modello autoregressivo alle differenze prime che tenga conto delle ciclicità stagionali; la previsione è stata poi opportunamente mensilizzata.

 

Riferimenti

  1. Becchetti L., Castriota S., Giuntella O. (2010), "The Effects of Age and Job Protection on the Welfare Costs of Inflation and Unemployment", European Journal of Political Economy, Vol. 26, pp. 137-146.
  1. Di Tella R., MacCulloch R., Oswald A. (2001), "Preferences over Inflation and Unemployment: Evidence from Surveys of Happiness", American Economic Review, Vol. 91, pp. 335-341.

 

 

 

 

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