Confcommercio su fiducia: elementi di fragilità e voglia di reagire

Confcommercio su fiducia: elementi di fragilità e voglia di reagire

I dati sulla fiducia nel mese di novembre sono lo specchio di una situazione che, pur rimanendo molto incerta, mostra elementi di apprezzabile vitalità.

Le famiglie, dopo un quadrimestre di progressivo ridimensionamento della fiducia, sono tornate a mostrare un atteggiamento più positivo sia per la situazione personale, sia per quella del Paese. Permangono, comunque, timori su un possibile peggioramento dell’occupazione.

In chiaroscuro le indicazioni che provengono dalle imprese che evidenziano  un deterioramento della fiducia, fenomeno, però, sintesi di indicazioni molto articolate.

La manifattura ed il commercio mostrano, infatti, timidi segnali di miglioramento. Gli operatori del turismo evidenziano, invece, attese di un peggioramento della domanda. D’altra parte, dopo il miglior bimestre di tutti i tempi per le presenze turistiche di agosto e settembre, sarebbe stato piuttosto temerario prevedere un’ulteriore crescita congiunturale del giro d’affari.

Mettendo a sistema i dati sul sentiment con i principali indicatori congiunturali - tra cui la tenuta dell’occupazione e la stabilizzazione dei livelli della produzione industriale - la parte finale dell’anno in corso appare contraddistinta dalla convivenza di segnali di fragilità assieme a spunti di confortante reattività del sistema economico.

Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi.

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