Confcommercio su "Impegno Italia": buone proposte da tradurre in pratica

Dubbi su calo tasse e debito indicati nel documento

Confcommercio su "Impegno Italia": buone proposte da tradurre in pratica

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13 febbraio 2014
35/2014

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Roma, 13.02.2014

La crisi che l'Italia fatica a lasciarsi alle spalle esige di passare dai programmi ai fatti concreti che possano migliorare da subito la condizione di famiglie e imprese e il nuovo documento del Governo "Impegno Italia" contiene molte idee valide e condivisibili anche se la premessa del documento stesso, a firma del Presidente del Consiglio, suscita qualche perplessità nei contenuti e, soprattutto, nella perentorietà dei toni. Questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio a quanto contenuto nel documento presentato ieri dal Presidente Letta.

Nel testo, infatti – prosegue la nota - si afferma che il Governo nel corso del 2013 ha iniziato, seppure gradualmente, a ridurre tasse, debito pubblico e deficit. Nel primo caso, le valutazioni dello stesso Ministro Saccomanni sulla Legge di Stabilità – in occasione dell'audizione del 29 ottobre scorso - indicano un incremento della pressione fiscale dal 44% del 2012 al 44,3% del 2013; inoltre, le entrate tributarie e contributive che costituiscono il numeratore della pressione fiscale crescono in tutte le loro componenti. E su queste indicazioni convergono anche i principali istituti di ricerca nazionali e internazionali.
Quanto al debito pubblico, è la Banca d'Italia a certificarne l'aumento: a fine novembre 2013 circa 67 miliardi di euro in più rispetto ad aprile 2013 (inizio del Governo Letta) e 115 miliardi in più rispetto a dicembre 2012. E in percentuale del Pil, anche le valutazioni dello stesso Governo, simili a quelle dei più prestigiosi istituti di ricerca, indicano una crescita dal 127% del 2012 al 132,9% del 2013.
Lo stesso indebitamento netto solo nel 2014 dovrebbe scendere (al 2,5%), restando invece costante, in rapporto al Pil, nel biennio 2012-2013 (3%).
Infine, nella premessa a "Impegno Italia" si sostiene che nell'ultima parte del 2013 "il PIL ha registrato il primo segno positivo". A questo riguardo conviene ricordare come il calcolo del Pil nell'ultimo quarto del 2013 è atteso per domani, quando l'Istat diffonderà le sue stime, peraltro preliminari.

E dunque – conclude Confcommercio – se non è ben chiaro a cosa si riferiscano le riduzioni di "tasse, debito pubblico e deficit" si può condividere l'augurio per un ultimo trimestre 2013 finalmente in ripresa.

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