Confcommercio: quasi 270 mila imprese rischiano di sparire dal mercato

Tra i settori più a rischio ambulanti, abbigliamento, ristorazione, attività di intrattenimento e alberghi

Confcommercio: quasi 270 mila imprese rischiano di sparire dal mercato

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11 maggio 2020
67/2020

Sono quasi 270 mila le imprese del commercio e dei servizi che rischiano la chiusura definitiva se le condizioni economiche non dovessero migliorare rapidamente, con una riapertura piena ad ottobre. Una stima prudenziale che potrebbe essere anche più elevata perché, oltre agli effetti economici derivanti dalla sospensione delle attività, va considerato anche il rischio, molto probabile, dell’azzeramento dei ricavi a causa della mancanza di domanda e dell’elevata incidenza dei costi fissi sui costi di esercizio totali che, per alcune imprese, arriva a sfiorare il 54%. Un rischio che incombe anche sulle imprese dei settori non sottoposti a lockdown. Questa la stima dell’Ufficio Studi Confcommercio del rischio di chiusura delle imprese del terziario di mercato.

Su un totale di oltre 2,7 milioni di imprese del commercio al dettaglio non alimentare, dell'ingrosso e dei servizi – prosegue la nota – quasi il 10% è, dunque, soggetto ad una potenziale chiusura definitiva. I settori più colpiti sarebbero gli ambulanti, i negozi di abbigliamento, gli alberghi, i bar e i ristoranti e le imprese legate alle attività di intrattenimento e alla cura della persona. Mentre, in assoluto, le perdite più consistenti si registrerebbero tra le professioni (-49 mila attività) e la ristorazione (-45 mila imprese). Per quanto riguarda la dimensione aziendale, il segmento più colpito sarebbe quello delle micro imprese – con 1 solo addetto e senza dipendenti – per le quali basterebbe solo una riduzione del 10% dei ricavi per determinarne la cessazione dell’attività.

Si tratta di stime – conclude l’Ufficio Studi - che incorporano un rischio di mortalità delle imprese superiore al normale per tener conto del deterioramento del contesto economico, degli effetti della sospensione più o meno prolungata dell’attività, della maggiore presenza di ditte individuali all’interno di ciascun settore e del crollo dei consumi delle famiglie.

Tab. 1 - Potenziali chiusure definitive delle imprese del commercio fisso al dettaglio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi

 

Totale imprese

% ditte individuali sul totale

Imprese a rischio chiusura definitiva

% Imprese a rischio chiusura definitiva su totale imprese

 

 

 

 

 

INGROSSO, DETTAGLIO, RIPARAZIONE AUTO/MOTO

119.012

54,8

7.855

6,6

INGROSSO

373.224

60,3

38.924

10,4

DETTAGLIO NON ALIMENTARE

325.473

62,2

38.997

12,0

 - commercio al dettaglio di mobili per la casa

13.625

38,6

1.646

12,1

 - abbigliamento e calzature

79.503

61,0

12.790

16,1

AMBULANTI

83.278

93,3

24.344

29,2

ALTRO COMMERCIO

24.085

60,9

2.256

9,4

TOTALE COMMERCIO (escluso dettaglio fisso alimentare)

925.071

64,8

88.032

9,5

ALLOGGIO

56.433

39,8

7.584

13,4

RISTORAZIONE E BAR

279.786

51,2

45.341

16,2

ATTIVITÀ IMMOBILIARI

244.974

15,3

11.356

4,6

ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE, TECNICHE

790.615

84,2

49.433

6,3

NOLEGGIO, AGENZIE DI VIAGGIO, SERVIZI IMPRESE

153.040

54,2

16.012

10,5

ATTIVITÀ ARTISTICHE, SPORTIVE, INTRATTENIMENTO

73.523

62,0

10.552

14,4

ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI

215.357

77,8

20.221

9,4

 - parrucchieri e trattamenti estetici

132.735

82,4

18.275

13,8

TOTALE SERVIZI

1.813.729

64,0

178.775

9,9

TOTALE COMMERCIO + SERVIZI 

2.738.800

64,3

266.807

9,7

Fonte: elaborazioni e stime Ufficio Studi Confcommercio

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