Misery Index Confcommercio: occupazione in peggioramento e disagio sociale alto

74/2013

Misery Index Confcommercio: occupazione in peggioramento e disagio sociale alto

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30 aprile 2013
74

74/2013
Roma, 30.04.2013

 

MISERY INDEX CONFCOMMERCIO: OCCUPAZIONE IN PEGGIORAMENTO E DISAGIO SOCIALE ALTO

 

 

 

A marzo 2013 il mercato del lavoro ha registrato un nuovo peggioramento in termini congiunturali. Rispetto a febbraio gli occupati sono diminuiti di 51mila unità a cui si è associata una flessione di 14mila persone in cerca di occupazione, determinando una stabilità del tasso di disoccupazione (11,5%). Con il dato di marzo 2013 si avvia a completamento il processo di distruzione di tutti i posti di lavoro creati tra il 2005 ed il 2008; il numero di occupati torna ai livelli di settembre 2005.

 

Aumentano gli inattivi di 69mila unità. Rispetto alle esigenze di trovare un'occupazione ad ogni costo torna a prevalere lo scoraggiamento.

 

Dai dati dell'Osservatorio INPS emerge che da agosto 2012 a gennaio 2013 la percentuale di tiraggio (ore effettivamente utilizzate) è calata progressivamente sia per la CIG ordinaria (dal 56,3% al 3,1%) che per quella straordinaria ed in deroga (dal 47,2% al 24,8%). Nel mese di marzo sono state autorizzate circa 97 milioni di ore di CIG, in aumento rispetto ai 79 milioni di febbraio. Quest'evoluzione ha determinato, secondo le nostre stime provvisorie - che riportano le ore autorizzate ad ore utilizzate, ricondotte poi a ULA - un aumento del numero di persone in CIG, da 76mila di febbraio a 100mila di marzo 2013.

 

Il numero di scoraggiati è stimato in aumento da 719mila persone di febbraio a 739mila.

Aggiungendo ai disoccupati ufficiali la stima delle persone in CIG e degli scoraggiati otteniamo un tasso di disoccupazione esteso del 14,4% per marzo 2013, in aumento rispetto al 14,2% del mese precedente.

 

Nel mese di marzo il Misery Index Confcommercio (MIC) - che misura mensilmente il disagio sociale causato dalla disoccupazione estesa (disoccupati, cassaintegrati e scoraggiati) e dalla variazione percentuale dei prezzi dei beni ad alta frequenza d'acquisto - è calato di due decimi di punto raggiungendo un valore stimato di 19,6 (tabella 1) dal 19,8 di febbraio.

 

Tale riduzione è da imputare totalmente al ridimensionamento registrato dall'inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto, passata dal 2,4% di febbraio al 2,0% di marzo. La stima della disoccupazione estesa, al contrario, appare in aumento. Gli effetti positivi della riduzione dell'inflazione hanno più che compensato gli effetti negativi dell'andamento occupazionale

 

 

 

 

 

Tabella 1: Prezzi, disoccupazione e Misery Index Confcommercio (MIC) in Italia

Anno

Disoccupazione Ufficiale (%)

Disoccupazione Estesa (%) *

Δ% Prezzi-Alta Frequenza di Acquisto

MIC *

2007

6,1

7,8

2,9

12,0

2008

6,8

8,7

4,9

14,6

2009

7,8

10,7

0,8

14,1

2010

8,4

11,6

2,0

16,2

2011

8,4

11,5

3,6

17,2

2012-I trim.

10,0

13,3

4,4

20,1

2012-II trim.

10,6

13,9

4,4

20,8

2012-III trim.

10,7

14,1

4,3

21,0

2012-Ottobre

11,2

14,6

4,0

21,4

2012-Novembre

11,2

14,4

3,5

20,7

2012-Dicembre

11,2

14,4

3,1

20,5

2013-Gennaio

11,7

14,8

2,7

20,8

2013-Febbraio

11,6

14,6

2,4

20,3

 

 

Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l'Italia su dati ISTAT ed INPS.

Legenda: per le definizioni si veda la nota tecnica. * I dati degli ultimi tre mesi sono frutto di stime (cfr. la nota tecnica a pag. 3).

 

 

Nel medio periodo (figura 1) il MIC è passato da poco meno di 12 punti di inizio 2007 ad oltre 21 punti del 2012, disegnando un percorso di rapida crescita del disagio sociale.

 

Nota tecnica sul calcolo del Misery Index Confcommercio (MIC)

 

Il Misery Index (MI) tradizionale è dato dalla semplice somma di tasso di disoccupazione e tasso d'inflazione. I pesi assegnati ai due "mali" sono dunque identici e pari a 1.

Il Misery Index Confcommercio (MIC) è calcolato in modo da leggere con maggiore precisione la dinamica del disagio sociale, misurato in una metrica macroeconomica. Le due componenti del MIC sono il tasso di disoccupazione esteso, definito più sotto, e la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati in alta frequenza (fonte ISTAT): le dinamiche di prezzo di questo paniere dovrebbero influenzare in modo più diretto la percezione dell'inflazione da parte delle famiglie, correlandosi direttamente con le preoccupazioni (disagio) in merito al proprio potere d'acquisto.

Si assegnano pesi diversi alle due componenti, disoccupazione ed inflazione, rispettivamente 1,2647 e 0,7353. Ciò sulla base degli studi scientifici internazionali che, utilizzando dati Eurobarometro sul benessere dei cittadini europei (si veda Di Tella, MacCulloch ed Oswald, 2001), hanno dimostrato come il costo della disoccupazione in termini di soddisfazione di vita sia molto superiore a quello dell'inflazione.

D'altra parte, tutte le recenti ricerche sociali evidenziano come prima preoccupazione dei cittadini sia la questione del lavoro, e quindi la paura della disoccupazione. Il Misery Index tradizionale, che assegna pesi uguali ai due mali, tende, dunque, a sottostimare i costi economici, psicologici e sociali - diretti ed indiretti - della disoccupazione. La quantificazione dei due pesi adottata nel MIC si basa sulla regressione 1 della Tabella 2 contenuta in Becchetti, Castriota e Giuntella (2010), in cui si stima che, per lasciare indifferente un cittadino medio europeo, l'aumento di un punto di disoccupazione deve essere compensato da una diminuzione di 1,72 punti di inflazione. Di conseguenza, i pesi della disoccupazione e dell'inflazione valgono, rispettivamente,  (1,72/2,72)x2=1,2647 e (1/2,72)x2=0,7353. I pesi sono moltiplicati per due in modo da lasciare la loro somma uguale a due per consentire una lettura non ambigua dei risultati (anche nel calcolo del Misery Index tradizionale la somma dei pesi è pari a due).

 

Il tasso di disoccupazione esteso è il termine in parentesi quadra a destra nella seguente formula:

MIC=0,7353 × (infl. AF) + 1,2647 × [(disocc.+FL pot.+ CIG)/(occ.+disocc.+FL pot.) × 100]

 

Al numeratore del tasso di disoccupazione esteso compaiono sia le forze di lavoro potenziali, come definite più sotto, sia i cassaintegrati equivalenti a zero ore. Questo concetto si esemplifica facilmente: se le ore di cassa integrazione sono otto in un giorno, quattro per una persona e quattro per un'altra persona, i cassaintegrati equivalenti sono pari a uno dal momento che un dipendente a tempo pieno lavora otto ore. Le forze di lavoro potenziali correggono opportunamente anche il denominatore, estendendo il concetto tradizionale di forze di lavoro a coloro che hanno svolto l'ultima azione di ricerca da due a tre mesi fa e che, quindi, sono più facilmente assimilabili ai disoccupati che agli inattivi; i cassaintegrati equivalenti, invece, non compaiono al denominatore perché già conteggiati (nella rilevazione dell'ISTAT figurano tra gli occupati).

Di seguito la descrizione delle singole variabili e le fonti:

-       Tasso di inflazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto: dati mensili di fonte ISTAT, variazione tendenziale;

-       Tasso di disoccupazione, occupati e disoccupati: dati mensili destagionalizzati di fonte ISTAT;

-       Ore CIG: dati mensili INPS sulle ore di CIG effettivamente utilizzate (tiraggio, confronti omogenei); tale stima costituisce un'approssimazione dal momento che le comunicazioni delle aziende all'INPS non sono sempre contestuali al periodo di fruizione del sussidio da parte del lavoratore;

-       CIG: numero di CIG-teste, calcolate dividendo le Ore CIG totali per 2000 ore annue (166,6 al mese);

-       Forze di lavoro potenziali: sottoinsieme delle persone che (1) si dichiarano in cerca di lavoro, (2) sono disponibili a lavorare nelle prossime due settimane e (3) anche se non lo hanno fatto nelle ultime quattro settimane, affermano di aver compiuto una o più azioni di ricerca da 2 a 3 mesi prima dell'intervista. I dati sulle forze lavoro potenziali, forniti dall'ISTAT su base trimestrale, sono stati mensilizzati.

 

Per il presente numero

-       I dati sulle ore di CIG effettivamente utilizzate negli ultimi due mesi sono stimati moltiplicando le ore di CIG autorizzate per il coefficiente di tiraggio dell'ultimo mese disponibile (gennaio 2013);

-       I dati sulle forze di lavoro potenziali per i primi tre mesi del 2013 sono stimati applicando ai dati trimestrali un modello autoregressivo alle differenze prime che tenga conto delle ciclicità stagionali; la previsione è stata poi opportunamente mensilizzata.

 

 

Prossima uscita: 30 maggio 2013

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