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Decreto "Natale", saranno Feste all'insegna del rigore

Governo al lavoro per il provvedimento che entrerà in vigore il 4 dicembre. Alcun allargamento sostanziale della "stretta" in vista. Stop allo sci, Confturismo: “a rischio 2,4 miliardi di consumi”.

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27 novembre 2020

Riapertura delle scuole il 7 gennaio, mantenimento del coprifuoco alle 22, niente apertura delle piste da sci. Sono questi, allo stato dell'arte, gli orientamenti del Governo in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 4 dicembre. 

Restano comunque diversi altri punti da definire per il "decreto di Natale". Uno è quello degli orari di apertura delle attività commerciali per lo shopping dei regali e di quelle di ristorazione. L'altro quello degli spostamenti tra regioni per raggiungere i parenti: anche su questo l'orientamento prevalente del governo sarebbe rigoroso, con il divieto totale, a prescindere dalle colorazioni, al massimo con qualche deroga. Il nuovo Dpcm sulle misure anti contagio dovrebbe comunque confermare l'impianto del decreto attuale, con la divisione delle Regioni in tre fasce, e introdurre specifiche restrizioni per il Natale. In particolare - questo è l'orientamento - dovrebbero restare gli automatismi legati al monitoraggio, che prevedono il passaggio progressivo da zona gialla ad arancione o rossa o viceversa (senza "salti" di due da rossa a gialla). Ma è ancora aperta nel governo la discussione sulle misure per il Natale, che dovrebbero confluire con le altre in un unico dpcm invece dei due provvedimenti di cui si è parlato per giorni.

 

Stop allo sci, Confturismo: “a rischio 2,4 miliardi di consumi”

Chiudere gli impianti nei comprensori sciistici “costa” - tra alloggio, ristorazione, impianti sciistici, shopping, intrattenimento e servizi vari - circa 2,4 miliardi di euro solo nell’arco alpino tra dicembre e marzo. Una cifra a cui si devono aggiungere anche la mancata spesa per l’acquisto di accessori, abbigliamento e attrezzature per lo sci e l’ulteriore perdita di spesa complessiva derivante dalle altre località sciistiche del nostro Paese. È una situazione che preoccupa fortemente imprese e lavoratori del settore, che corrono il rischio di vedere compromessa la stagione invernale e che rende necessario e urgente un “coordinamento neve”, anche a livello europeo. È la posizione di Confturismo-Confcommercio, che sottolinea che “in condizioni di normalità il numero di presenze turistiche complessive atteso nello stesso periodo in quell’area, inteso come numero di notti a destinazione, è di circa 20 milioni. Cifra che contempla anche il numero dei turisti presso le seconde case di proprietà ed esclude gli ‘escursionisti’, cioè coloro che vanno e vengono in giornata senza pernottare”.

“E anche nell’ipotesi di una riapertura degli impianti – conclude Confturismo – sempre tenendo conto delle restrizioni alla mobilità dei turisti sia per l’ingresso dai confini nazionali sia per lo spostamento tra regioni/aree del Paese, verrebbero a mancare oltre 12 milioni di notti a destinazione, pari ad una perdita stimata di spesa di almeno 1,7 miliardi di euro”.

 

Confcommercio Trentino: "non solo sci, a rischio tutto il settore"

La questione dell’apertura degli impianti di risalita non è un fatto circoscritto agli sciatori o alle piste: in gioco c’è l’intero settore del terziario che, tra turismo e commercio rischia un danno di 1 miliardo di euro. Confcommercio Trentino, per bocca del presidente Giovanni Bort, chiede che vengano assunte scelte in modo estremamente responsabile e ponderato, considerando in maniera realistica e accurata l’impatto che far saltare o anche solo rinviare la stagione invernale provocherà sul Trentino. No alle chiusure indiscriminate, dunque, e si faccia un’analisi seria che salvaguardi le imprese.

"Non è solo una questione limitata alle piste. Lo sci per il Trentino - spiega Bort - significa alberghi, bar, ristoranti, negozi, grossisti, servizi. È ormai acclarato che il turismo valga un 20% del nostro Pil. Chiudere gli impianti significa far chiudere per sempre centinaia di imprese, con un effetto a cascata incalcolabile sull’intera economia provinciale".

"Chiediamo - è l’appello del presidente di Confcommercio Trentino - che si valuti rigorosamente ogni possibile opzione, consapevoli dell’efficacia dei protocolli attuali e di altri possibili, sottoscritti ad hoc per far funzionare la 'macchina' del turismo invernale. Di certo non accetteremo una chiusura come via più semplice. Mi fa piacere che la Giunta provinciale dimostri sensibilità verso la questione e sia al fianco degli operatori: abbiamo bisogno che Governo ed Europa riflettano attentamente e lavorino per garantire questa stagione turistica. Una stagione che già in queste condizioni porterà cali a due cifre: annullarla sarebbe il disastro".

 

LE MISURE PREVISTE

  • apertura dei negozi con una fascia oraria più ampia per evitare gli assembramenti
  • apertura dei centri commerciali anche nei festivi
  • ingressi contingentati in negozi e strade a maggior afflusso, apertura di pub e ristoranti anche in orario serale.
  • spostamenti con le regole previste dall'attuale decreto: se le regioni sono rosse o arancioni saranno quindi vietati

 

Extra cashback di Natale, Governo al lavoro

Il governo sta pensando di accelerare l'extra cashback: un rimborso fino a 150 euro per chi fa almeno 10 spese con carte e app da ricevere già a dicembre. La misura dovrebbe partire nei primi giorni del prossimo mese e rappresenta il tassello numero uno del pacchetto di interventi, voluto dal premier Giuseppe Conte, per diffondere i pagamenti digitali.  Un obiettivo, ha più volte sottolineato lo stesso presidente del Consiglio, che non vuole però penalizzare chi continuerà a utilizzare i contanti.

Il 'tesoretto' natalizio dovrebbe arrivare quindi in anticipo rispetto alle intenzioni (si era parlato di febbraio nelle scorse settimane) e ha chiaramente anche l'obiettivo di rendere più dinamici gli acquisti. Fa parte di un tris di misure a cui il governo lavora da più di un anno e che, a conti fatti, potrebbe portare nelle tasche di ciascuno fino a un massimo di 3450 euro nel 2021 sommando i vari rimborsi (extracashback, 300 euro di cashback e 3000 euro di super cashback).

A essere premiati, in quest'ultimo caso, saranno i primi 100mila che riusciranno a fare compere digitali e i rimborsi saranno suddivisi in due tranche, una ogni sei mesi. A differenza del bonus Natale, per il cashback il rimborso scatterà con almeno 50 pagamenti. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti, idraulico compreso.

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