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Elezioni: finisce in parità la partita delle Regionali

In Toscana Giani "respinge" l'assalto leghista. Emiliano stacca Fitto. Successo bulgaro per Zaia e De Luca. Le Marche al centrodestra. Successo per le liste dei governatori, soprattutto a destra.

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22 settembre 2020

Se i giochi per il referendum sono risultati subito chiari, con il Sì che si è affermato con quasi il 70 per cento dei voti, sulle Regionali la partita è sembrata più in bilico in due regioni: Toscana e Puglia che invece sono andate entrambe al centrosinistra.

Il centrodestra tiene Veneto e Liguria e conquista le Marche. Zaia, Toti, De Luca ed Emiliano trionfano grazie soprattutto alle liste personali, quasi in rappresentanza di un nuovo partito, quello dei "governatori". Giorgia Meloni è la vera vincitrice nelle Marche, dove Fratelli d'Italia triplica i voti delle europee del 2019, quando si era fermata ad appena il 5,8%. L'affluenza definitiva alla chiusura dei seggi, come comunicato dal Viminale, è stata del 57,21% (calcolata, però, solo su quattro regioni, perché Toscana, Marche e Valle D'Aosta hanno effettuato il conteggio autonomamente).

Eugenio Giani dunque dà continuita al governo del centrosinistra in Toscana: diventa governatore con il 48% dei consensi, mentre Susanna Ceccardi, nome del centrodestra, si ferma al 40%. Michele Emiliano conserva la Puglia, ottenendo oltre il 47% dei consensi e staccando il candidato del centrodestra Raffaele Fitto, fermo intorno al 38%. In Veneto stravince Luca Zaia, che raggiunge il 77% dei voti, con un consenso personale che praticamente triplica quelli portati a casa dalla Lega. Si ferma poco sopra il 16% il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni.

In Campania risponde Vincenzo De Luca attestandosi al 69%. Debacle per Stefano Caldoro, nome scelto dal centrodestra, dato poco sopra il 17%. Ferma all'11% la candidata pentastellata Valeria Ciarambino. Giovanni Toti, a cinque anni dalla sua prima elezione a presidente della Liguria, viene riconfermato governatore con il 56%. Si ferma in zona 39% Ferruccio Sansa, unico candidato comune tra Pd e M5S. Passano dal centrosinistra al centrodestra le Marche con Francesco Acquaroli al 49%, mentre il candidato Pd Maurizio Mangialardi si ferma intorno al 37%.

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