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XI Forum Giovani Imprenditori - Sirmione 2018

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22 novembre 2018

 

Sirmione, 22 novembre 2018
Dichiarazione di Andrea Colzani, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio

"Siamo preoccupati perché l'economia è in rallentamento e gli andamenti dello spread e il loro impatto sui conti pubblici possono produrre ripercussioni importanti sul sistema produttivo. Ma siamo preoccupati anche e soprattutto per la recente bocciatura della manovra economica da parte dell'Europa.

Le imprese per tornare ad investire hanno bisogno di una prospettiva meno incerta.

Bene ha fatto il governo a scongiurare l'aumento dell'Iva perché questo sarebbe stato letale per la domanda interna, ma rimane un'incognita il destino della nostra manovra che contiene peraltro alcune cose condivisibili, come la flat tax, e altre, invece, un po' meno, come il reddito di cittadinanza.

Incertezza e sfiducia che sembrano il sentimento dominante oggi tra i giovani imprenditori visto che solo 1 su 3 è convinto che nel prossimo futuro ci sarà spazio per un giovane che voglia fare impresa con le proprie forze.

Abbiamo bisogno, soprattutto per le imprese del terziario e quelle giovani, di una prospettiva di crescita più robusta e diffusa.

Ecco perché chiediamo politiche per il terziario di mercato più attente a questo segmento imprenditoriale. Meno burocrazia e meno tasse che sono i problemi che da sempre riducono le potenzialità espansive della nostra economia e delle nostre imprese. Ma al di là di questi difetti strutturali, in questa fase abbiamo bisogno, nello specifico, di una maggiore deducibilità degli interessi passivi che gravano sulle imprese, misure per il lavoro. Evitando errori fatti in passato come la cancellazione dei voucher, che ha tolto molte chance sia agli imprenditori che ai lavoratori.

Ma c'è una nota di ottimismo nel futuro che è quella di una nuova generazione di giovani imprese che puntano sull'innovazione e sull'ecosostenibilità. Elementi che, in un'economia sempre più terziarizzata, non possono essere ignorati.

L'economia sta cambiando pelle da molti anni: sempre più terziario, servizi e turismo e sempre meno industria. Puntare sui settori in grado di creare nuova e buona occupazione è, quindi, una via obbligata."

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