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Federalberghi su decreto dignità: "A rischio 500 mila posti di lavoro"

Critico il giudizio sul decreto dignità della Federalberghi. "Una cosa è certa: si illude chi crede che questo provvedimento genererà anche un solo nuovo contratto a tempo indeterminato". Questo il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca,  alla stretta sui contratti a termine prevista nel decreto dignità. "Durante la stagione estiva, lavorano nel settore del turismo più di mezzo milione di persone assunte a tempo determinato, da oggi esposte ad una grande incertezza", spiega. Per Bocca "un settore come il turismo, in cui la stagionalità del lavoro costituisce una caratteristica strutturale, anche in seno alle aziende aperte tutto l'anno, non può essere assoggettato alle medesime regole previste per le banche e le fabbriche". Ecco che "amaramente ma realisticamente, intravediamo due possibili conseguenze: qualcuno rinuncerà ad assumere a tempo determinato, altri potrebbero essere tentati di ricorrere a forme di lavoro non dichiarato", avverte Bocca. Entrambe le strade, aggiunge, "sono dannose e deleterie per il settore e per il Paese". A questo punto, sottolinea, "o si modifica radicalmente l'impianto della legge, o si introduce una clausola di salvaguardia per le imprese ed i lavoratori del turismo". Tra le modifiche principali attese dagli albergatori vi sono, rimarca, "l'integrale salvaguardia di tutti i contratti stagionali, l'esclusione del settore turismo dal contributo aggiuntivo e la reintroduzione dei voucher".

05 luglio 2018