Decreto sicurezza bis, "collaborazione ok, ma emendare la norma"

Per Federalberghi audizione alla Camera sulla comunicazione delle generalità delle persone alloggiate, che i titolari delle strutture ricettive devono trasmettere alle Questure entro le ventiquattr'ore successive all'arrivo dei clienti. Giù il sipario sul tax credit per la riqualificazione, Bocca: "a rischio gli investimenti del 2019".

Le Commissioni I e II della Camera dei Deputati hanno svolto l'audizione di Federalberghi sulla proposta di legge C1913, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza (cosiddetto decreto-legge "sicurezza bis"). L'audizione ha riguardato la comunicazione delle generalità delle persone alloggiate, che i titolari delle strutture ricettive devono trasmettere alle Questure entro le ventiquattr'ore successive all'arrivo dei clienti, ai sensi dell'articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. In particolare, l'attenzione si è concentrata sull'articolo 5 del decreto-legge, che riduce sensibilmente i termini per tale comunicazione, stabilendo che - nei casi in cui il soggiorno ha una durata inferiore alle ventiquattro ore - essa debba avvenire "con immediatezza". Il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, "nel confermare la piena e consueta disponibilità degli albergatori a collaborare con le forze dell'ordine per contribuire alla tutela della sicurezza pubblica", ha segnalato "la necessità di emendare il decreto-legge, al fine di evitare di arrecare disagi ai turisti e di non imporre alle imprese adempimenti talvolta impossibili da realizzare". "Sino ad oggi gli alberghi hanno consegnato la chiave della camera agli ospiti subito dopo aver richiesto il documento di identità. La registrazione dei dati e la trasmissione dei dati alla Questura avvenivano in un momento successivo. Con il passaggio alla comunicazione immediata, i clienti dovranno invece attendere che si concluda la procedura. Nelle ore di punta, si potrebbero creare lunghe code. E l'albergatore si troverà combattuto tra il desiderio di risparmiare l'attesa al cliente che arriva in albergo, magari dopo un lungo viaggio, e il rischio di incorrere in una sanzione penale, che può comportare sino a tre mesi di arresto". Federalberghi quindi propone di emendare l'articolo 5 del decreto-legge "definendo un termine congruo e ragionevole, chiaro ed univoco, entro il quale effettuare la comunicazione e consentendo che tale comunicazione venga effettuata mediante collegamento diretto tra i sistemi gestionali aziendali e il portale del Ministero dell'Interno". Nucara ha concluso il proprio intervento chiedendo "di differire di qualche mese l'entrata in vigore della normativa, per dare al Ministero dell'Interno il tempo necessario per aggiornare le procedure di acquisizione telematica dei dati e consentire il collegamento diretto ed automatico tra il cervellone del Viminale e gli alberghi".

 

Giù il sipario sul tax credit per la riqualificazione, Bocca: "a rischio gli investimenti del 2019"

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo ha pubblicato la graduatoria del bando 2019 per la concessione del credito d'imposta per gli investimenti di riqualificazione delle strutture ricettive e termali. A fronte di 2.538 istanze presentate, sono state ammesse a fruire dell'incentivo 1975 imprese, per complessivi 116,7 milioni di euro, con un importo mediamente pari a 58.734 euro per impresa. I risultati di una prima analisi della graduatoria, svolta dal Centro studi di Federalberghi su circa 2.200 istanze approvate (oltre il 90% del totale), evidenziano che la provincia con il maggior numero è quella di Bolzano, con 189 imprese ammesse a fruire del beneficio per circa 18,6 milioni di euro, seguita da Rimini (114 imprese ammesse e 4,9 milioni di euro) Napoli (97 imprese e 7,1 mln), Venezia (88 imprese e 5,1 mln), Milano (84 imprese e 5,8 mln), Trento (77 imprese e 4,4 mln), Roma (69 imprese e 4,8 mln), Verona (53 imprese e 2,8 mln), Sondrio (41 imprese e 1,7 mln) e Salerno (39 imprese e 2,8 mln). Nei cinque anni di applicazione dell'istituto, la misura ha interessato 8.874 imprese, per complessivi 356 milioni di euro, con un importo medio di 40.117 euro.   ìIl presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nell'esprimere "soddisfazione per il coraggio dimostrato dagli imprenditori del settore che - nonostante mille difficoltà - continuano a credere nel futuro e ad investire, ricorda come, nell'arco dei cinque anni, moltissimi interventi siano rimasti esclusi dall'incentivo, a causa della insufficiente dotazione finanziaria. Guardando all'immediato futuro, Bocca lancia un grido d'allarme: "la legge di bilancio per l'anno 2019 non ha stanziato le risorse necessarie per rifinanziare il tax credit e pertanto, se non vi sarà un intervento urgente, calerà tristemente il sipario sull'unica misura nazionale che offre un sostegno concreto - seppur di dimensioni esigue - alle imprese che investono nel turismo". Secondo il presidente degli albergatori italiani, la direzione da prendere è chiara: "chiediamo che si dia celermente attuazione a quanto previsto dal Documento di Economia e Finanza 2019, con il quale il Governo si è impegnato a conferire particolare attenzione al tax credit e, in particolare, chiediamo di aumentare le risorse disponibili e di superare il meccanismo del click day, adottando una modalità analoga a quella prevista per la ristrutturazione delle abitazioni private, per assicurare la doverosa copertura a tutti coloro che effettuano un investimento". Bocca conclude "esprimendo rammarico per la mancata approvazione degli emendamenti al decreto crescita che avrebbero consentito l'immediata riattivazione dell'istituto e chiedendo che con la prossima legge di bilancio vengano garantite le risorse necessarie e venga corretta una procedura iniqua, che assegna il credito a chi ha il dito più veloce o la linea internet più performante, per non parlare delle le peripezie che hanno caratterizzato l'ultimo click day".

04 luglio 2019