Federsicurezza incontra Molteni

La filiera della sicurezza a colloquio al Viminale con il sottosegretario all'Interno. Gabriele: "se il Ministero, come sta dimostrando di fare, e ancor di più il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ricominciassero ad interpellarci per un confronto preventivo, molti problemi si risolverebbero a monte".

Le tre principali associazioni di categoria del comparto della sicurezza privata sono state ricevute al Viminale dal sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni. Un incontro che nasce dal "pretesto" della circolare ministeriale del 18 luglio scorso che modifica la circolare Gabrielli, ma con l'auspicio, più a lungo termine, di avviare un tavolo tecnico permanente tra le partii. Franco Cecconi,presidente di AISS, ha sottolineato come anche la nuova circolare, non faccia altro che aumentare la confusione che regna sovrana intorno ai concetti di safety e security in Italia, aggravando una già delicata situazione di mancato rispetto delle competenze e della professionalità degli operatori del settore della sicurezza privata. I tecnici del Ministero presenti all'incontro hanno chiarito come la circolare riguardi esclusivamente le misure di safety e non si riferisca invece alla security. "Il problema - ha detto da parte sua Luigi Gabriele, presidente di FederSicurezza - non si esaurisce purtroppo nella sola circolare Gabrielli, della quale possiamo sì comprendere le motivazioni ma non l'approccio ad un sistema sicurezza che, data la varietà e la complessità delle competenze, dovrebbe essere prima politico che tecnico.  E' la prima lettura quella che purtroppo conta per il mercato, che vuole sicurezza ma non vuole spendere, e di certo non si preoccupa di verificare se nel frattempo l'amministrazione emette correttivi alle norme. Norme che, paradossalmente, vengono periodicamente revisionate in senso peggiorativo per le nostre categorie, fino a farci sentire completamente ignorati e bypassati come interlocutori. Prima eravamo in grado di fare da filtro diretto alle istanze delle imprese, mentre, almeno fino ad oggi, la politica dell'amministrazione sembra essere quella di  non rispondere, svilendo così anche il nostro ruolo di Associazioni. Se il Ministero, come sta dimostrando di fare, e ancor di più il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ricominciassero ad interpellarci per un confronto preventivo, molti problemi si risolverebbero a monte, piuttosto che trascinarsi a valle generando incomprensioni e difficoltà operative". Il sottosegretario Molteni, nel riaffermare l'interesse del Ministero dell'Interno ad investire in sicurezza, elemento fondamentale per il nuovo Governo, ha ribadito non solo la disponibilità assoluta al confronto per individuare la soluzione ottimale e il più chiara possibile in termini di manifestazioni pubbliche e sicurezza, ma anche l'interesse del suo ufficio a comprendere nei dettagli il comparto della sicurezza privata, ad oggi evidentemente ancora troppo poco conosciuto nelle sue specificità.

09 agosto 2018