Trasporto aereo: indagine Antitrust, Fiavet soddisfatta

Trasporto aereo: indagine Antitrust, Fiavet soddisfatta

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sull'uso degli algoritmi di prezzo sulle rotte verso Sicilia e Sardegna.

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20 novembre 2023

Fiavet-Confcommercio ha appreso con soddisfazione l’avvio dell’indagine conoscitiva Antitrust sull'uso degli algoritmi di prezzo nel trasporto aereo passeggeri sulle rotte tra la penisola e la Sicilia e la Sardegna, caratterizzate da particolari esigenze di mobilità. L’intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato segue l’iniziativa che la Federazione ha concretizzato con l’audizione davanti alla  Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

“I collegamenti aerei verso le isole sono imprescindibili dal turismo e ad esso strettamente legati – afferma il presidente di Fiavet-Confcommercio, Giuseppe Ciminnisitanto che il costo dei trasporti influenza l’andamento di una destinazione”.

In Parlamento Fiavet aveva fatto osservare le difficoltà nel gestire la biglietteria dei vettori che si sono aggiudicati i bandi della continuità territoriale verso Sicilia e Sardegna. Coordinare le prenotazioni presso i call center di questi vettori è molto difficile, quindi Fiavet ha chiesto di vendere le tariffe di continuità territoriale tramite GDS. Allo stesso tempo, , per i turisti dovrebbe essere fissato un tetto massimo di tariffa, perché spesso si trovano a pagare biglietti che costano molto di più di quelli dei residenti. E sarebbe anche auspicabile che chi si trova a viaggiare spesso per lavoro verso le isole possa godere di una tariffa quantomeno agevolata.

Un altro grave disagio che si è registrato per la continuità territoriale in Sardegna, è quello che costringe i passeggeri della Regione, in caso di più voli consecutivi, a ritirare i bagagli e ripetere il check-in senza passare per i transiti, come avviene per qualunque altro passeggero delle regioni italiane che debba, dopo lo scalo a Roma o a Milano, raggiungere altre destinazioni nazionali o internazionali. Allo stesso modo il bagaglio a mano e da stiva dovrebbe essere compreso nella tariffa del biglietto, altrimenti le compagnie in continuità territoriale operano come le low cost emettendo biglietteria a tariffa bassa, ma obbligando, di fatto, il passeggero ad acquistare uno spazio per il bagaglio che supera, il più delle volte, il costo di un biglietto aereo medio.

Infine Fiavet-Confcommercio aveva sollevato nel corso della sua audizione in Parlamento la circostanza che Aeroitalia per il rimborso delle tasse aeroportuali versate per l’acquisto di biglietteria in continuità territoriale, nel caso in cui i biglietti siano annullati, applica una tassa amministrativa di 30 euro “che appare iniqua e esorbitante”, soprattutto perché si tratta di tasse che non sarebbero esigibili visto che il passeggero non ha volato.

 

Normativa pacchetti turistici, da Fiavet lettera a Bruxelles

Fiavet-Confcommercio ha scritto alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al ministro del turismo Daniela Santanchè, ai capi delegazione Italia del Parlamento Europeo, agli europarlamentari italiani in Commissione Trasporti e turismo e all’Ectaa in merito alla prossima pubblicazione della proposta sulla nuova Direttiva Pacchetti turistici.

Alla vigilia dell’avvio dell’iter legislativo del provvedimento che condiziona le regole di un mercato vastissimo e che rappresenta la maggior parte dei fatturati del settore, Fiavet-Confcommercio ha manifestato la propria preoccupazione di fronte ad una impostazione di base errata che “sarà difficile correggere in corsa, se non con il rischio di una forte contrapposizione tra le componenti dell’industria e dei consumatori - ipotesi da scongiurare - ovvero di varare una normativa iniqua e squilibrata che rafforzerà solo sulla carta i diritti dei consumatori, in realtà rendendoli più precari e di difficile esercizio”. In particolare la Federazione fa riferimento all’ipotesi di introdurre limitazioni degli anticipi per il pacchetto turistico, frutto di una errata impostazione di fondo nata da una criticità emersa in occasione della pandemia Covid-19.

In caso di ripetizioni di situazioni simili alla recente pandemia, secondo Fiavet il legislatore europeo potrebbe valutare il rimborso con voucher assistiti da garanzie come quelle previste nella direttiva già esistente, ampliandone il raggio di azione. Il voucher rappresenta infatti uno strumento che garantisce le imprese dai problemi di liquidità e allo stesso tempo attribuisce al consumatore uno strumento di diritto per il recupero del proprio credito. “Si potrebbero anche prevedere forme di cessione dei voucher al sistema bancario e creditizio, per coprire anche l’ipotesi di quei consumatori che non vogliano attendere la scadenza naturale del voucher e monetizzarlo prima”, si trova scritto nella lettera.

Inoltre, Fiavet-Confcommercio ritiene fondamentale fissare regole uguali per tutti i componenti della filiera. Attualmente, infatti, in caso di recesso dal contratto da parte del consumatore per cause di forza maggiore il rimborso del prezzo è espressamente previsto a carico dell’organizzatore del pacchetto turistico, il quale deve poi rivalersi presso ogni singolo fornitore. Non essendoci una regolamentazione sui contratti di fornitura legati al pacchetto (B2B) né l’espressa previsione dell’obbligo del rimborso anche da parte dei fornitori, l’organizzatore del pacchetto turistico si trova dunque in serie difficoltà per recuperare quanto investito per il consumatore. È altrettanto importante, poi, evitare nuove norme che consentano a soggetti diversi dalle agenzie di viaggio di creare il pacchetto. Se a qualunque fornitore fosse concesso di costruire un pacchetto turistico aggregando più servizi, oltre a creare una concorrenza sleale nella filiera, si priverebbe il consumatore del regime di tutela e responsabilità previsto attualmente nella vendita di pacchetti turistici da parte di professionisti deputati all’organizzazione del viaggio.

“Qualche giorno fa l’Ectaa, che rappresenta a livello europeo il comparto, ha scritto una lettera aperta ai vertici delle istituzioni europee che evidenzia molti dei temi sopra evidenziati. Abbiamo quindi ritenuto necessario appoggiare e ribadire tale posizione, considerando che proprio le circostanze prese come metro per ipotizzare l’aumento del livello di protezione dei consumatori, in realtà hanno palesato, pur nella loro straordinarietà, la tenuta dell’attuale livello di tutela”,  conclude Fiavet-Confcommercio nella lettera.

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