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Decreto Dignità, Fimaa: "bene l'emendamento che esclude le banche dall'intermediazione immobiliare"

La Consulta Interassociativa Nazionale dell'Intermediazione, composta dalle associazioni rappresentative degli agenti immobiliari italiani Fimaa, Fiaip e Anama, plaude all'emendamento presentato alle Commissioni riunite Finanze (VI) e Lavoro pubblico e privato (XI) della Camera che esclude le banche dall'attività di intermediazione immobiliare. "Questo emendamento - dichiarano i tre presidenti Santino Taverna, Gian Battista Baccarini e Paolo Bellini all'unisono – costituisce un preciso segnale di contrasto ai poteri forti e avvalora la tesi che Fimaa, Fiaip e Anama hanno sempre sostenuto e cioè che le banche, non essendo ‘parte terza' nei confronti dei clienti-consumatori, non possono considerarsi mediatori e che, quindi, la costituzione delle società di intermediazione immobiliare degli istituti di credito contrasta con le norme che regolano la mediazione sia immobiliare che creditizia". "Infatti - continuano i tre presidenti - gli istituti di credito avvantaggiati dalla loro posizione dominante, e dalla conoscenza di abitudini e condizioni economico-patrimoniali della propria clientela (profilazione), possono utilizzare i dati in loro possesso per favorire le proprie società d'intermediazione immobiliare, a discapito degli altri player del comparto, con svantaggi ed eventuali ripercussioni negative sui risparmi per i consumatori". "Ci auguriamo che l'emendamento presentato, in fase di discussione di conversione in legge del decreto dignità possa ottenere una vasta convergenza parlamentare tra maggioranza e opposizioni – concludono Taverna, Baccarini e Bellini - perché evita l'insorgere di forme di concentrazione nel settore delle compravendite immobiliari, rappresentando senza alcun dubbio una battaglia di civiltà a difesa dei consumatori per una concorrenza libera, ma non sleale."

 

23 luglio 2018