Fimaa: "Serve un governo, il Paese e l'immobiliare non possono attendere"

Il presidente Taverna: "Il rischio è che i timidi segnali di ripresa dell'economia e del settore immobiliare, registrati negli ultimi tempi, si dissolvano a causa del prolungarsi della crisi politica e della conseguente perdita di fiducia di cittadini e imprese".

"Dopo il terzo giro di consultazioni, rimaniamo ancora con un nulla di fatto per la formazione del nuovo governo del Paese. Il rischio è che i timidi segnali di ripresa dell'economia e del settore immobiliare, registrati negli ultimi tempi, si dissolvano a causa del prolungarsi della crisi politica e della conseguente perdita di fiducia di cittadini e imprese, con ulteriore contrazione dei consumi". Questo il preoccupato commente del presidente di Fimaa, Santino taverna, sulla attuale situazione politica. "Uno stallo - osserva Taverna - che sta diventando un gioco al massacro con ripercussioni negative e pesanti per la collettività. Come Fimaa ribadiamo il nostro appello alla responsabilità di tutte le forze politiche per superare l'attuale situazione, insostenibile per il Paese. I cittadini, le famiglie, le imprese e gli investitori attendono risposte esaustive capaci di agevolare e rafforzare i segnali di ripresa, evitando un'altra fase di indebolimento del mercato. Confcommercio, a cui FIMAA aderisce, evidenzia che negli ultimi dieci anni gli immobili delle famiglie italiane hanno perso in media il 14 per cento del loro valore. Dati preoccupanti verso i quali i partiti e i politici eletti dovrebbero dimostrare ben altro ‘senso di responsabilità'. Secondo Taverna, "ci si deve smarcare dalla zavorra della burocrazia e dalle norme che rallentano ed impediscono il normale esercizio delle attività di chi ha ancora il coraggio di fare impresa. Servono soluzioni al problema occupazionale. Si devono scongiurare gli aumenti delle aliquote iva, che se non evitati potrebbero rivelarsi un altro colpo mortale per la ripresa. Non è più possibile sostenere l'attuale carico fiscale sugli immobili e non possiamo attendere i tempi necessari per un'altra campagna elettorale di promesse e dai toni probabilmente più duri di quella appena trascorsa".

08 maggio 2018