Fioroni (presidente di Confcommercio Professioni): "Libere professioni volano per la crescita e l'occupazione"

Anna Rita Fioroni, presidente di Confcommercio Professioni, ha illustrato progetti e linee guida della nuova federazione in aperura del convegno "Professionisti 4.0: protagonisti del cambiamento" che si è tenuto a Roma nella sede di Confcommercio. "Oggi il nostro terzo convegno annuale è l'occasione per presentare la nuova Federazione: Confcommercio Professioni che coinvolge associazioni di professioni nuove o tradizionali, regolamentate e non. Il nostro obiettivo è di affermare un nuovo protagonismo per il lavoro autonomo professionale nell'economia della conoscenza e della rivoluzione digitale. Il lavoro autonomo professionale è, infatti, sempre più la risposta alla richiesta di servizi professionali avanzati ed ad alto contenuto cognitivo". "La nostra sfida principale - ha detto Fioroni - è quella di dare un'identità associativa a questa platea di lavoratori che devono trovare in Confcommercio Professioni un interlocutore attento e un interprete responsabile delle istanze diffuse di chi investe su valore e competenze ed ha il coraggio di scegliere l'autonomia. Scelta ancora non semplice nel nostro paese dove permangono difficoltà di contesto non indifferenti. Troppa burocrazia, pressione fiscale inadeguata per chi deve competere nel libero mercato. Difficoltà nell'affermarsi come interlocutori autorevoli da parte dei professionisti intellettuali a causa della crisi economica e sociale che stiamo vivendo. E invece con la disoccupazione giovanile e quella di ritorno che incombe, è il momento di guardare alle libere professioni come volano per la crescita e lo sviluppo dell'occupazione. Di rivolgere ad esse una nuova attenzione per le politiche attive del lavoro". "A questo proposito - ha osservato Fioroni - proprio per dare strumenti di riflessione condivisi che partano da un'analisi obiettiva di cosa è stato fatto e cosa resti da fare, abbiamo commissionato ad ADAPT, un rapporto volto a ricostruire il quadro normativo di riferimento in materia di professioni. Il rapporto ricostruisce la disciplina contrattuale, la rappresentanza, la previdenza, le competenze, i sistemi di certificazione e i sistemi reputazionali e si sofferma su due leggi principali che, grazie alle recenti innovazioni, regolamentano oggi in Italia il lavoro autonomo professionale: la legge n. 4/2013 e la legge n. 81/2017 o Jobs act degli autonomi. In particolare, la legge n. 4/2013 è un punto di riferimento per l'attività associativa che vuole coniugare la rappresentanza del lavoro autonomo autentico e la valorizzazione delle competenze. La legge n. 81/2017, per prima, cerca di dare invece risposte organiche alle esigenze di tutele dei professionisti che si confrontano con un mercato sempre più difficile e complesso e sono a rischio di impoverimento". "Non dimentichiamoci - ha continuato Fioroni - che con le misure contenute nelle Leggi di bilancio 2017 e 2018 altre novità importanti sono state introdotte anche a seguito delle nostre richieste: la riduzione strutturale dell'aliquota contributiva della gestione separata Inps al 25%, l'estensione dell'operatività dei Confidi a tutti i professionisti senza distinzioni tra ordinistici e non. L'introduzione del principio dell'equo compenso. Il nuovo Governo ha invece abolito lo split payment che, esteso ai professionisti, tante difficoltà creava nei rapporti con la P.A. Oggi vogliamo puntare l'attenzione su alcuni aspetti che riteniamo cruciali per sbloccare le criticità che impediscono il pieno sviluppo e l' occupazione nel nostro settore". Il presidente di Confcommercio Professioni ha detto che "il primo aspetto riguarda le competenze e la qualità del servizio offerto dal professionista. Noi crediamo in un mercato sano e concorrenziale in cui si premia il merito anche ai fini della determinazione dei compensi. La legge 4/2013 va modificata per dare maggiore spazio alla qualificazione e certificazione delle competenze in cui un ruolo importante è riconosciuto alle associazioni. Va rafforzata la loro funzione nel garantire un controllo di qualità che rispetti le istanze di trasparenza del mercato e sia compresa nell'ambito dell'attività di rappresentanza". "Le associazioni possono avere un ruolo forte anche nella relazione con i centri per l'impiego cui viene riconosciuto nuovo protagonismo dall'attuale governo. La legge 81/2017, infatti, dà la possibilità alle associazioni di rappresentanza di stipulare convenzioni con i centri per l'impiego per creare matching per il lavoro autonomo professionale attivando gli sportelli del lavoro. In particolare, le associazioni che svolgono questo servizio potrebbero garantire la qualità della prestazione realizzata dal professionista. Il nostro impegno è volto da tempo alla creazione di un raccordo tra sistema della normazione tecnica Uni e Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali istituito dal d.lgs. n. 13/2013. Non è possibile viaggiare su due binari paralleli perché questo crea incertezza per i professionisti e per il mercato". "Per i liberi professionisti rimangono tuttavia - ha continuato Fioroni -problemi attuativi con riferimento alle misure del Piano impresa 4.0. In Resto al Sud, si sono esclusi i professionisti come se le professioni non determinassero opportunità occupazionali anche per il Mezzogiorno e per i giovani. Apprendiamo però con piacere che le nostre richieste sono state recepite dal Governo nella Legge di bilancio". "La nostra battaglia per l'equo compenso è una battaglia per l'autonomia dei professionisti che non potrà mai realizzarsi se non ci sarà vera indipendenza economica rispetto ai committenti più forti e soprattutto nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Una prima risposta si è avuta con il collegato fiscale alla legge di bilancio 2018 che introduce il principio dell'equo compenso. Ma ancora non viene applicato. Va chiarito infatti l'ambito di applicazione con particolare riguardo alle professioni non organizzate in ordini e collegi, per cui mancano i parametri dei decreti ministeriali previsti per le professioni ordinistiche. Fortunatamente alcune buone pratiche stanno iniziando a consolidarsi a livello regionale, nell'adozione di linee guida per le pubbliche amministrazioni, e dovrebbero essere estese a livello nazionale. Se come dicevo burocrazia e adempimenti amministrativi pesano sull'efficienza e competitività di professionisti e imprese in un destino comune, per le professioni sarebbe opportuno una volta per tutte escludere dal pagamento dell'IRAP i lavoratori autonomi privi dell'"autonoma organizzazione", definendo i "confini" dell'esclusione dall'imposta per tali soggetti. Con riferimento invece alle attuali misure contenute nel decreto fiscale e nella Legge di bilancio non possiamo che dare un giudizio positivo per l'estensione della platea di beneficiari del regime forfettario. Con questa misura un numero maggiore di lavoratori autonomi beneficerà, sia di una riduzione del carico fiscale sia di una semplificazione degli adempimenti burocratici, anche se, se non si corregge adeguatamente estendendola alle partite Iva che partecipano a società di persone, associazioni e srl, potrebbe disincentivare le aggregazioni che invece favoriscono la competitività dei professionisti. Comunque si tratta di un intervento di manutenzione di un regime già esistente e non di una vera e propria riforma del sistema fiscale del nostro Paese che dovrebbe essere una priorità. Anche le misure di semplificazione legate alla fatturazione elettronica non sono sufficienti perché non eliminano una serie di adempimenti fiscali che sono ormai superflui. In ogni caso deve essere evitata l'applicazione di sanzioni fino al 31 dicembre 2019 per le irregolarità commesse nell'emissione delle fatture elettroniche per salvaguardare gli operatori nel caso di errori in buona fede che in una prima fase potranno aversi. "Con riguardo alla previdenza - ha poi sottolineato Fioroni - la nostra attenzione si rivolge in particolare ai professionisti senza Cassa iscritti alla gestione separata INPS che necessitano di maggiori interventi al momento. Occorrono risposte e soluzioni alla frammentarietà delle carriere lavorative con la connessa discontinuità della contribuzione, come l'incremento dei periodi rispetto ai quali individuare i versamenti dovuti per l'accesso alle prestazioni previdenziali. Non viene incentivata a sufficienza l'adesione alle forme di previdenza complementare per integrare le pensioni future. Per i giovani non c'è nulla nella gestione separata, almeno una contribuzione agevolata sarebbe auspicabile. Aggiungo sotto altro punto di vista che ancora si trascura una criticità fondamentale: la mancanza di tutele per la riduzione o la sospensione dell'attività lavorativa".