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Elezioni europee: imprenditori e candidati, confronto tra giovani

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio ha organizzato a Roma il dibattito "L'impresa per la giovane Europa", ospiti alcuni candidati "under 42" dei principali partiti italiani.

"È importante creare un legame saldo tra i futuri eletti al Parlamento europeo e i giovani imprenditori del terziario di mercato. Ci interessa sapere da loro cosa pensano di fare per i giovani, per le start up e per l'autoimprenditorialità, anche se quello che più ci preme conoscere è la loro posizione sul futuro digitale e sul tema della formazione e delle competenze". Così Andrea Colzani, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio, ha introdotto il dibattito dal titolo "L'impresa per la giovane Europa", organizzato dal Gruppo Giovani stesso a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio, ospiti alcuni candidati "under 42" dei principali partiti italiani. Dopo un breve intervento di Andrea Gelfi, Presidente di Jeune-Young Entrepreneurs Organization of the European Union - per il quale quello che stiamo attraversando è un "momento storico molto importante per l'Europa" e che ha sottolineato come sia "importante creare un ecosistema favorevole alle pmi"- il primo a intervenire è stato Brando Benifei (PD): "bisogna dotare l'Unione Europea del potere di fare la cose che Confcommercio ha elencato nei suoi sette punti. La mia proposta principale è quella di aumentare i piani di investimento comuni con maggiore attenzione alle pmi, ha detto. Per Lara Comi (FI), invece, "in Europa da soli non si va da nessuna parte, serve fare gioco di squadra, anche con le associazioni di categoria. Oggi si fatica a creare un'Europa condivisa perché i Paesi di Visegrad ne hanno un'idea diversa. La mia proposta è di renderla più snella, con il Consiglio ridotto a una funzione consultiva, altrimenti ci si dovrà arrendere all'idea di creare un'Europa a due velocità". La parola è quindi passata a Marco Zullo (M5S), secondo il quale "oggi l'Europa è un'entità che può fare la differenza, e se si è presenti con competenza nelle istituzioni europee i risultati arrivano. Non ci piace l'Europa in cui si vogliono forzare le dinamiche per ottenere risultati territoriali". Francesco Galtieri di + Europa ha proseguito sottolineando che "nei Trattati c'è una grossa parte rimasta incompiuta: bisogna rafforzare gli aspetti della cittadinanza rilanciando un'Europa di prossimità vera che spinga i cittadini a fare pressione sugli Stati per una integrazione più profonda". Nicola Procaccini (FDI) ha infine evidenziato che "serve un'altra Europa, che forse non c'è mai stata.. La nostra è quella che aggredisce l'attuale deficit di democrazia politica ed economica, in cui le pmi abbiano un'interlocuzione privilegiata con la Commissione al contrario di quanto succede oggi a beneficio delle grandi aziende".

17 maggio 2019