Guide turistiche, "sì alla tutela della qualità, no alla confusione"

Confguide si dissocia da "qualunque iniziativa che generi strumentalmente ambiguità e confusione, anziché contribuire a risolvere una vicenda normativa complessa e delicata, con rischio di ulteriori danni per la categoria".

Alcune associazioni di rappresentanza delle guide turistiche, prevalentemente di livello locale, hanno manifestato il 9 gennaio scorso a Roma davanti al Mibact per protestare contro la possibile intesa Stato-Regioni sulla guida nazionale, già firmata dalla Conferenza delle Regioni il 21 dicembre 2017. Confguide, l'Associazione di categoria delle guide turistiche di Confcommercio, commenta sottolineando che "da sempre sostiene che le norme debbano garantire in primis l'alta qualità delle competenze delle guide turistiche operanti oggi e nel futuro in Italia", dissociandosi nel contempo da "qualunque iniziativa che generi strumentalmente ambiguità e confusione, anziché contribuire a risolvere una vicenda normativa complessa e delicata, con rischio di ulteriori danni per la categoria". E coglie l'occasione per ribadire che per l'accesso alla professione occorrono "standard professionali a garanzia della qualità, in particolare la laurea in materie specifiche; bandi, esami e commissioni pubblici ed uniformi sull'intero territorio nazionale; esami che prevedano prova scritta a tema, prova orale che accerti le competenze linguistiche della lingua italiana per i candidati stranieri e della lingua straniera per i candidati italiani; tirocini e corsi di aggiornamento post abilitazione per garantire la qualità nel tempo e non corsi privati abilitanti". Quanto all'altra questione aperta, ovvero l'individuazione dei siti di particolare interesse storico-artistico-culturale per i quali occorre una specifica abilitazione, dal 2013 Confguide "sostiene l'urgenza e la necessità di individuare pochi siti (una decina in tutta Italia), tra quelli che attraggono il maggior numero di turisti e visitatori, per assicurare poi un efficace e puntuale controllo". L'Associazione ribadisce infine che "il riconoscimento dell'alto valore culturale dell'attività di guida turistica deve partire da una sua migliore definizione" e "chiede un riordino complessivo e sistematico dell'intera disciplina che reola le figure professionali legate al turismo e alla cultura".

10 gennaio 2018