A Pasqua si torna (finalmente) a viaggiare, ma nei ristoranti incassi in calo

A Pasqua si torna (finalmente) a viaggiare, ma nei ristoranti incassi in calo

Secondo i dati di Federalberghi saranno circa 14 milioni gli italiani che partiranno per le prossime festività, mentre Fipe sottolinea che calano clienti e incassi rispetto al 2019.

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13 aprile 2022

Nonostante il periodo di crisi economica, a Pasqua saranno circa 14 milioni gli italiani in viaggio, che spenderanno in media 504 euro (comprensivi di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) per un giro d’affari di 7,06 milioni. Questi i dati emersi da una ricerca condotta dall’Istituto ACS Marketing solutions per Federalberghi. Vediamone nel dettaglio i risultati.

DESTINAZIONI PREFERITE - L’89,5% degli intervistati ha deciso di rimanere in Italia. Tra le mete più gettonate troviamo il mare (28,9%), le località d’arte (28,7%), la montagna (16,4%), i laghi (4,6%) e le località termali (2,2%). Per quanto riguarda chi ha scelto di partire per l’estero troviamo in pole position le grandi capitali europee (57,8%), seguite dalle località marine (13,3%), dalle grandi capitali extraeuropee (11,1%) e dai viaggi in crociera (10%).

ALLOGGIO - Tra i preferiti spiccano le case di parenti e amici (28,9%), subito dopo troviamo gli alberghi (25,5%), le case di proprietà (16,6%) e i bed & breakfast (15,5%). La vacanza avrà una durata media di 4,7 notti.

MOTIVAZIONI - Per la maggior parte dei viaggiatori, le vacanze pasquali saranno un momento di riposo e relax (68%). Il 29,1% degli italiani approfitterà di questa occasione per raggiungere la propria famiglia. Tra le altre motivazioni troviamo il divertimento (32,2%), l’abitudine (14,8%) e la scoperta di posti nuovi (12,8%).

ATTIVITÀ - Le preferite saranno le passeggiate (50,8%), escursioni e gite (37,6%), visite a monumenti (23,3%) o a mostre e musei (16,5%).

Bocca: “non si può cantare vittoria, ma è un bel segnale”

“A dispetto delle difficoltà oggettive che avrebbero potuto ostacolare il progetto di un viaggio, gli italiani confermano la predilezione per le festività pasquali, intese come momento di riposo e relax in anticipo sull’estate”. Questo il commento decisamente ottimista del presidente di Federalberghi, la Federazione delle associazioni italiane alberghi e turismo, Bernabò Bocca. Con il progressivo abbandono delle restrizioni per arginare la pandemia, come si legge nella road map approvata dal governo, sono sempre di più gli italiani pronti a partire per una vacanza.

“Per noi la Pasqua - ha proseguito Bocca - rappresenta un test importantissimo in previsione della regina della vacanze che è solitamente l’estate. È segno che siamo nella direzione giusta per far ripartire un comparto che si conferma strategico per l’economia di tutto il Paese”. Secondo l’indagine, inoltre, il 25% degli intervistati ha scelto le strutture alberghiere come alloggio per la propria vacanza. “Questo ci fa comprendere - ha aggiunto Bocca - che sono percepite come luoghi sicuri, dove si vigila in modo estremamente accurato sul rispetto delle regole sanitarie”. Malgrado però l’abbattimento delle restrizioni, “riteniamo sia essenziale procedere con prudenza, dando la possibilità ai visitatori di sentirsi protetti dai nostri protocolli”, ha concluso Bocca.

 

Fipe: a Pasqua 5,7 milioni di clienti al ristorante, incassi in calo rispetto al 2019

Saranno 5,7 milioni le persone che nella domenica di Pasqua mangeranno al ristorante, il 10% in meno rispetto al 2019. Nove su dieci i locali aperti, che offriranno per lo più un menu degustazione al prezzo medio di 55 euro circa, bevande incluse, per un fatturato complessivo di 317 milioni di euro. Sono le stime dell'Ufficio Studi di Fipe, per il quale "anche quest'anno la piena ripresa è rimandata: nei giorni di Pasqua dieci milioni di turisti, tra italiani e stranieri, sono pronti a mettersi in moto lungo tutta la Penisola, ma gli incassi attesi per i ristoranti sono in calo rispetto ai livelli pre crisi". I turisti stranieri, secondo la Federazione, non supereranno i tre milioni e tra questi non ci saranno americani, russi e giapponesi, ovvero gli 'alto spendenti', tradizionalmente piu' propensi sia ad andare al ristorante che a spendere cifre importanti.

"Ancora una volta - commenta il vicepresidente Aldo Cursano - le imprese della ristorazione dimostrano un senso di responsabilità che non appartiene ad altre realtà. Mentre l'industria alimentare, i fornitori di servizi di trasporto, i gestori di energia e carburante scaricano ogni loro extra costo a valle, con i titolari dei locali costretti ad acquistare prodotti a prezzi anche raddoppiati, questi ultimi continuano a tenere quanto più fermi possibile i listini. Una scelta dettata dallo stretto rapporto che ci lega alla nostra clientela che sappiamo essere in difficoltà economica in questo periodo, ma che vogliamo comunque possa godere della socialità e della professionalità del mondo del fuori casa. Il risultato è che i prezzi del menu di Pasqua sono più o meno in linea con quelli di tre anni fa. Ma non si può tirare troppo la corda: occorre un patto di filiera che veda tutti gli operatori impegnati a svolgere la funzione di ammortizzatori sociali per contenere i prezzi al consumo. Questo, in attesa di una vera ripresa per tutti".

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