L'autotrasporto rallenta per protesta

L'autotrasporto rallenta per protesta

Operazione "tir lumaca" in Emilia Romagna, Campania e Sicilia, Abruzzo e Lazio. Gli autotrasportatori marciano a passo d'uomo per richiamare l'attenzione del governo sui problemi del settore. Uggè chiede l'intervento di Berlusconi.

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20 ottobre 2001

Torna "Tir lumaca" contro la disattenzione ai problemi dell'autotrasporto

 

Autorasportatori in mobilitazione oggi 20 ottobre in Emilia-Romagna, Campania, Sicilia, Abruzzo e Lazio. Complessivamente sono sulle strade 500 automezzi e gli imprenditori coinvolti sono 42.000.

"L'iniziativa - si legge in una nota congiunta di Cuna e Fita – si è resa necessaria, per richiamare l'attenzione del Governo sui problemi dell'autotrasporto". "Il governo, dicono gli autotrasportatori, non ha convocato le associazioni di categoria (Fita-Cna, Cuna, Ancs.T Lega Coop, Agci/Ancosel) per discutere l'attuazione dei provvedimenti concordati sulla ristrutturazione del comparto e sull'abbattimento di quei costi che stanno ponendo le imprese italiane fuori dal mercato europeo".

Motivo scatenante della protesta è il rischio che alle imprese venga richiesto il recupero del bonus fiscale di 1.800 miliardi senza che l'esecutivo fornisca le certezze necessarie a garantire condizioni di competitività europea.

Secondo il Segretario generale del Cuna Paolo Uggè "il Ministro Tremonti, che doveva assicurare in breve tempo le certezze di cui abbiamo bisogno, non ha fornito risposte né sulle risorse da inserire in Finanziaria né sulla non emanazione delle cartelle esattoriali attraverso le quali verrebbe richiesto alle imprese il recupero del bonus fiscale". Per questo, Uggè chiede l'intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al fine di evitare "il fermo generale dell'autotrasporto in tempi brevi". Più in dettaglio, gli autotrasportatori chiedono anche la riduzione delle accise sul gasolio fino al 31 dicembre 2002, l'aumento delle risorse per agevolare l'uso delle autostrade, l'armonizzazione dei divieti di circolazione a livello europeo, l'estensione a ll'autotrasporto dell'uso dei distributori/contenitori mobili, il mantenimento delle risorse della Legge 454/97 a favore della riorganizzazione dell'autotrasporto, il recupero Iva sulla telefonia mobile, modifiche concertate al Codice della Strada e alla legge sull'accesso alla professione.

Dopo la protesta del 20 ottobre, il 27 ottobre sarà la volta di Brescia e di altre località ancora da definire, mentre nella settimana ancora successiva i gruppi dirigenti di Cuna e Fita si riuniranno per valutare gli sviluppi della situazione e decidere ulteriori, eventuali iniziative di protesta.

 

 

 

 

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