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Nuova Imu: Rete Imprese Italia, "c'è un macigno fiscale sugli immobili produttivi di reddito"

Audizione in Commissione Finanze della Camera. "La tassazione patrimoniale, con Imu e Tasi, nonostante l'eliminazione dell'imposizione sulla 'prima casa', rappresenta un carico fiscale di quasi il 150% più alto rispetto a quello che era dato dall'Ici, in vigore fino al 2011".

"Il settore immobiliare nel nostro Paese è gravato da un macigno fiscale, soprattutto di tipo patrimoniale, che colpisce tutte le tipologie di immobili: da quelli locati (abitazioni, negozi, uffici) a quelli che non si riescono neppure ad affittare; alle case di villeggiatura come pure a quelle ereditate e lasciate deperire per mancanza di risorse. Ma soprattutto, per l'attività di rappresentanza della piccola imprese svolta da Rete imprese Italia, colpisce gli immobili produttivi di reddito d'impresa che già danno un loro contributo, in termini di gettito, in quanto concorrono alla determinazione del reddito imponibile. Questa situazione determina conseguenze pesanti per la nostra economia, contribuendo ad ingenerare un progressivo senso dimpoverimento delle famiglie, comprimendo la spesa per consumi e servizi e condizionando l'occupazione con inevitabili ricadute negative sul Pil". Così Alessandro Ambrosi, vicepresidente incaricato per il Fisco e il Mezzogiorno di Confcommercio, in rappresentanza di Rete imprese Italia durante l'audizione nella commissione Finanze della Camera sulle pdl per la Nuova Imu. "Il peso delle imposte patrimoniali in esame - ha aggiunto Ambrosi - impone una seria riflessione in ordine alla possibile riconfigurazione della base imponibile e ad una necessaria rimodulazione delle aliquote. A tale riguardo, va osservato che la base imponibile corrisponde al valore catastale, ottenuto moltiplicando la rendita per specifici coefficienti univoci su base nazionale. La rendita catastale, nella sua attuale configurazione, presenta carattere fortemente anelastico e basato su variabili d'estimo calcolate in periodi molto risalenti. Nel caso, per esempio, degli immobili destinati ad uso abitativo la rendita è determinata dalla tariffa di estimo della specifica classe e categoria in cui è stata classata ab origine, moltiplicata per il dato della consistenza corrispondente al numero di vani che compongono la stessa unità immobiliare. Un sistema complesso e difficile da aggiornare senza l'attuazione di un processo particolarmente gravoso sotto il profilo finanziario ed organizzativo che richiede il necessario coinvolgimento di diversi attori istituzionali".