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Nel terzo trimestre la crescita si arresta

La stima dell'Istat indica un dato invariato rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua c'è un aumento dello 0.8%. Pesa la "perdurante debolezza dell'attività industriale". Nell'Eurozona Pil a +0,2% e +1,7% rispettivamente.

Nel terzo trimestre del 2018 l'Istat stima che il prodotto interno lordo (Pil) sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, nei dati preliminari corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. Il tasso  tendenziale di crescita è pari allo 0,8%. Il terzo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero rispetto al terzo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +1%.Tra giugno e settembre scorsi cala il valore aggiunto dell'industria rispetto al trimestre precedente, mentre aumenta nei comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi. Dal lato della domanda, la stima provvisoria indica un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. La stima del Pil riflette, spiega l'Istat, "dal lato dell'offerta la perdurante debolezza dell'attività industriale - manifestatasi nel corso dell'anno dopo una fase di intensa espansione, appena controbilanciata dalla debole crescita degli altri settori".
 
Nell'Eurozona +0,2%, +1,7% annuo
 
Cresce leggermente il Pil di Eurolandia e Unione europea nel terzo trimestre del 2018: il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,2% nell'area dell'euro e dello 0,3% nell'intera Unione a 28 rispetto al trimestre precedente. E' quanto emerge dalla stima flash preliminare pubblicata da Eurostat. Nel secondo trimestre del 2018, il Pil era cresciuto dello 0,4% nell'area dell'euro e dello 0,5% nell'UE a 28.Secondo l'ufficio statistico dell'Unione europea, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il Pil destagionalizzato è aumentato dell'1,7%. nell'area dell'euro e all'1,9% nell'UE28 nel terzo trimestre del 2018: nel secondo trimestre si era attestato rispettivamente a +2,2% e +2,1%.
 
30 ottobre 2018