Fare rete per combattere l'usura

Fare rete per combattere l'usura

Presentato nella sede nazionale di Confcommercio il libro di Mauro Bazzucchi e Lugi Ciatti  "Sotto strozzo. Una storia vera". La collaborazione tra istituzioni, associazioni d'impresa e forze dell'ordine è fondamentale per aiutare le vittime. Indagine con Format Research: per le imprese del terziario l'usura continua a crescere. 

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17 novembre 2023

La sede di Confcommercio a Roma ha ospitato il 17 novembre scorso la presentazione istituzionale del libro di Mauro Bazzucchi e Lugi Ciatti "Sotto strozzo. Una storia vera", edito da Solferino. Insieme agli autori del libro sono intervenuti Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, Chiara Colosimo, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Maria Grazia Nicolò, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia con incarico per la Legalità e la Sicurezza, e Luigi Imperatore, comandante del Reparto Anticrimine di Roma dell’Arma dei Carabinieri.

I "numeri" dell'usura

Nel corso dell'evento è stato presentata un'indagine di Confcommercio, realizzata in collaborazione con Format Research, sulla percezione dell'usura tra le imprese del terziario di mercato. L'usura continua a crescere per le imprese del terziario di mercato: il 27,8% degli imprenditori ritiene che quest'anno sia aumentata; un imprenditore su quattro ha avuto notizia del fenomeno nella propria zona di attività; aumenta fortemente la percentuale di imprenditori molto preoccupati per il rischio di esposizione all'usura (25,2%), +8,7 punti percentuali su marzo 2023), un timore che è più alto al Sud (29%) e al Centro (28,5%); di fronte all'usura il 61,4% delle imprese ritiene che si dovrebbe denunciare e il 21,6% non saprebbe cosa fare; Forze dell'ordine (38,4%) con associazioni di categoria e organizzazioni antiusura (29,6%) sono i soggetti sentiti più vicini agli imprenditori minacciati; il fenomeno penalizza lo sviluppo delle imprese, frena la crescita, scoraggia l'attività imprenditoriale: per sei imprenditori su dieci incide negativamente sul "fare impresa"; l'usura si nutre delle imprese più fragili a causa della riduzione del volume di affari, della mancanza di liquidità e della difficoltà di ottenere un finanziamento: oltre la metà delle imprese (52,8%) ha registrato una maggiore difficoltà di accesso al credito rispetto allo scorso anno e quasi il 40% ha ottenuto meno credito di quanto richiesto. 

Sangalli: "L'usura trova spazio nel silenzio"

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, nel suo intervento di apertura nel corso della presentazione del libro "Sotto strozzo" ha sottolineato che gli autori "Bazzucchi e Ciatti con questo libro hanno raccontato il fenomeno dell’usura in un modo ricco di umanità e denso di significati universalmente validi". "L’usura, purtroppo, è un fenomeno diffuso e in crescita, un fenomeno che si nutre delle crisi di contesto. Difficoltà di accesso al credito, mancanza di liquidità, contrazione dei consumi sono infatti i pioli di una scala sui quali sale rapido il rischio usura. E sappiamo che un imprenditore su quattro ritiene con grave preoccupazione che il rischio usura sia aumentato nell’ultimo anno".

"Tuttavia - ha detto Sangalli - se l’usura è un fenomeno codardo e diffuso, è altrettanto vero che lo possiamo raccontare e contrastare in modo efficace attraverso la storia, i volti, la voce, il coraggio delle singole persone, delle singole famiglie, delle singole comunità che l’hanno vissuto sulla propria pelle. Come ho avuto modo di scrivere anche nella prefazione del libro, la condivisione, costruita anche attraverso la capacità di raccontare la propria storia, è tappa fondamentale della stessa “riabilitazione” economica e sociale di chi è vittima degli usurai. Usiamo il termine riabilitazione non casualmente, quando parliamo di questo tema".  "L’usura, infatti, oltre l’incolumità, la sicurezza e la possibilità di investire sul proprio futuro, toglie alle vittime, drammaticamente, anche la sensazione di essere abili, cioè di essere capaci: capaci socialmente, capaci economicamente, persino capaci nei rapporti con le persone che amiamo. L’usura trova spazio nel silenzio, nel silenzio di chi - prima di cadere nell’usura - non ha saputo o potuto chiedere un aiuto differente e poi il silenzio di chi non riesce a denunciare. L’usura si combatte invece nella condivisione, che restituisce dignità a chi si è rivolto agli strozzini e per questo soffoca la propria vita e spesso quella dei propri cari. La condivisione restituisce dignità perché fa di una drammatica esperienza personale un insegnamento a disposizione di altri. E così cambia la vita di tutti. "Di fronte al coraggio della condivisione - ha concluso Sangalli -  le istituzioni, le forze dell’ordine, ma anche le organizzazioni imprenditoriali come la nostra, devono essere pronte a rispondere. Un libro come questo parla alle donne e agli uomini che oggi vedono solo buio, suggerendo una via d’uscita. A loro dice: alzate la testa, vedrete che non siete soli".

Colosimo: "Nella lotta all'usura ruolo centrale dell'associazionismo"

La presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha voluto evidenziare un concetto molto importante: "Nella lotta contro racket e usura le associazioni di categoria hanno un ruolo centrale. Quello che abbiamo registrato in tutte le città in cui siamo stati è che c’è solo un modo per uscire dalla solitudine: stare insieme, fare rete con le associazioni, le forze di polizia, le amministrazioni e le istituzioni". "La sensazione chiara è che c’è solo una possibilità per uscire dal vortice dell’usura: cedere non è mai la strada. Dobbiamo dire con estrema chiarezza che la denuncia è la condizione irrinunciabile per sottrarsi al cappio dell’usura". Infine Colosimo ha sollevato un'altra questione di notevole importanza: "Dobbiamo parlare anche con le banche e fare opera di sensibilizzazione. Chi ha il coraggio di denunciare deve avere la possibilità di essere aiutato maggiormente dagli istituti di credito. Certo non basta solo il sostegno economico, bisogna rompere il legame perverso che si crea tra aguzzino e vittima".

 

Nella seconda parte dell'evento si è tenuta una tavola rotonda nella quale si è parlato con gli ospiti presenti del contenuto del libro e dei fenomeni criminali legati all'usura e al racket. Mauro Bazzucchi nel suo libro racconta l'esperienza diretta vissuta da suo padre con gli usurai. "La storia di usura di mio padre nasce da un prestito negato dalla banca e finì per essere schiavizzato dagli usurai dato che aveva un'impresa di ristrutturazione edilizia. Negli anni Novanta quando è accaduto a noi, l'usura si muoveva con le persone che vivevano nel nostro quartiere, persone che vedevamo tutti i giorni, che mi offrivano il gelato, ero un bambino, e anche andavano alla stadio con noi''. "Tutte le vittime di usura hanno degli elementi in comune. La sensazione di isolamento che hanno le vittime di scollamento dalla realtà, di disperazione". Mazzucchi ha poi sottolineato che la legalità non è un concetto astratto: "partendo dall’esperienza di mio padre posso dire che ha denunciato per uscire dall’isolamento e soprattutto dall’idea e dalla possibilità di vedere una via d’uscita". 

Il co-autore del libro Luigi Ciatti ha parlato dell’ambulatorio antiusura: "una struttura in grado di accogliere la vittima e che possa accompagnarla nel suo percorso per tornare ad una vita normale. Un sostegno a trecentosessantagradi non solo legale ma anche psicologico. Un tavolo attorno al quale la vittima possa trovare professionisti (avvocati, commercialisti, psicologi) per avere un sostegno importante nel suo percorso di uscita dal tunnel dell’usura".

 


Il prefetto Maria Grazia Nicolò, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, ha posto l'accento sull'importanza della vicinanza alle vittime. "Le vittime di usura finiscono per distruggere le loro famiglie, le imprese. Noi dobbiamo essergli vicini come associazioni di categoria, istituzioni e Stato per aiutarli a denunciare i loro aguzzini. Per questo è necessario intervenire sui territori per coordinare le varie iniziative''.

 

"È necessario incentivare la cultura della denuncia". Il comandante del Reparto Anticrimine di Roma dell’Arma dei Carabinieri, Luigi Imperatore, ha definito il reato dell’usura come "una spia dell’infiltrazione della criminalità nel tessuto sociale". "La figura dell’usuraio ha avuto un evoluzione dai cravattari di un tempo si è arrivati ad organizzazioni strutturate che attraverso l’usura ripuliscono il denaro proveniente dai traffici illegali e si appropriano di attività commerciali e immobili". Altro aspetto spesso ignorato è, secondo Imperatore, quello che lega psicologicamente la vittima al proprio carnefice. "Lo svolgimento delle attività investigative fanno spesso emergere una forte omertà tra la vittima e il carnefice. Addirittura in alcuni casi la vittima avvisa il proprio carnefice dell’interesse delle forze dell’ordine nei suoi confronti".

 


Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio con incarico per la Legalità e la Sicurezza, ha ribadito che "Confcommercio è da sempre in prima linea per non far sentire gli imprenditori isolati". "Il fenomeno dell’usura - ha detto Di Dio - è quasi sempre legato alla criminalità organizzata che pervade il territorio in modo sempre più massiccio anche approfittando della crisi economiche che ha messo in difficoltà molte imprese e molti imprenditori. Noi vogliamo trasferire un senso di comunità per raggiungere dei soggetti in difficoltà".

 a cura di 

Ugo Da Milano

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