Racket, Confcommercio Foggia: "al minimo dubbio denunciare"

Il presidente Gelsomino sull'arresto di 15 persone accusate, tra l'altro, di attentati esplosivi e richieste estorsive ai danni di esercizi commerciali del capoluogo dauno: "auando si ha la percezione di qualcosa che non va, occorre parlare con le forze dell'ordine".

"L'imprenditore al minimo sospetto deve subito denunciare. Questo è quello che noi professiamo tutti i giorni con i nostri associati. Se si ha qualsiasi dubbio bisogna denunciare. Quando si ha la percezione di qualcosa che non va, quantomeno occorre parlare con le forze dell'ordine e confrontarsi su quello che è successo". E' il commento di Damiano Gelsomino, presidente di Confcommercio Foggia, a proposito dell'operazione delle forze dell'ordine che hanno arrestato 15 persone accusate, tra le altre cose, di alcuni attentati esplosivi e richieste estorsiveai danni di esercizi commerciali del capoluogo dauno."Come ho già detto in precedenza – aggiunge Gelsomino - le forze dell'ordine stanno facendo un lavoro egregio su Foggia. Peraltro era una operazione già preannunciata dal prefetto che aveva detto che erano su una buona pista. Quella di oggi, pur non conoscendo i dettagli, è una risposta agli episodi successi nei giorni scorsi". Per il presidente di Confcommercio "non ci sono altre strade. La via maestra, per i commercianti e gli imprenditori, è quella della collaborazione e della vicinanza alle forze dell'ordine. Solo in questo modo possiamo sconfiggere questo brutto male che esiste nel nostro territorio". Peraltro dalle indagini emerge che almeno in un caso i malavitosi hanno prima ordito un attentato esplosivo e poi hanno avanzato la richiesta estorsiva. Un segnale pericoloso "segnale forse di un cambio modalità", si limita ad aggiungere. Questa operazione e le altre precedenti la spingono ad avere una maggiore fiducia circa le possibilità di sconfiggere il racket? "Bisogna essere cauti e vigili su questi argomenti, non dare nulla per scontato", afferma Gelsomino."Prima di dire con certezza che sono stati debellati bisogna andare con i piedi di piombo". Questi sono fenomeni che "non si debellano da un momento all'altro". Dalle indagini viene fuori anche il ritratto di famiglie criminali che si tramandano di padre in figlio la tendenza a  delinquere. "Noi siamo molti di più", dice Gelsomino. "Se prendiamo  coscienza e ci mettiamo insieme diventiamo una forza. La forza della società civile e della gente perbene che non vuole vivere in questo clima e sotto scacco di alcune bande malavitose. Mettiamoci insieme e  saremo più forti sia numericamente che sostanzialmente".

05 febbraio 2019