Ruote d'Italia: Legge di bilancio, attivazione procedimenti sulle risorse e permeabilità alpina

Ruote d'Italia: Legge di bilancio, attivazione procedimenti sulle risorse e permeabilità alpina

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13 dicembre 2023

Le problematiche del settore rimaste aperte certamente sono ancora tante e tutte, soprattutto quelle di natura economica, sono vincolate alle disponibilità di cassa dello Stato. Questo non significa che si possano accantonare tutte le tematiche inerenti al tavolo delle regole, così come la riforma del codice della strada. Di sicuro la nostra attenzione, al momento attuale, è rivolta prioritariamente agli stanziamenti economici. Il perché è semplice: il Governo sta cercando di reperire risorse per far fronte alle necessità dei cittadini che, ahimè, sono tante. La ragione delle difficoltà riscontrate, se si vuole essere onesti, risiede soprattutto nell’aumento del debito pubblico dovuto al reddito di cittadinanza e al bonus per le ristrutturazioni degli edifici (il 110%). Entrambe sono misure volute da chi oggi a gran voce chiede risorse, dimenticando però che governando il Paese ha determinato una situazione non semplice da gestire. Pertanto, è bene essere coscienti che tagli potrebbero esserci. Ecco perché mi soffermo su questo aspetto. Non certo per generare allarmismi, ma per informare le imprese della reale situazione.

La nostra attività non potrà che concentrarsi su questi grandi temi che si trascineranno nel prossimo anno nel quale, come più volte evidenziato, troveremo i partiti impegnati a conquistare consensi per le elezioni europee, che si svolgeranno nel mese di giugno.

Il nostro settore è coinvolto dalle scelte che saranno effettuate in materia di politica ambientale e le nostre aziende sono particolarmente interessate e attente agli sviluppi della situazione. Se fossero portate avanti, come richiedono alcune forze politiche, le posizioni ambientaliste che hanno dominato negli ultimi anni, le nostre attività potrebbero essere gravemente compromesse. Per questo raddoppiamo gli sforzi.

Intanto, come evidenziato nel corso dell’assemblea di Brescia dall’ On. Salini (relatore della direttiva sul trasporto combinato), i tentativi per penalizzare i combustibili di origine fossile in favore della fonte elettrica ma senza garantire il principio della neutralità, sembrano trovare un fronte più determinato ad opporsi. Se poi le conclusioni della COP 28 sull’ambiente saranno orientate verso la promozione di un modello di sostenibilità compatibile con le istanze economiche e sociali (come la Fai da sempre chiede), potremo dire di aver contribuito a tutelare il futuro delle imprese.

Il nostro impegno, nell’immediato, si indirizzerà particolarmente verso i provvedimenti contenuti in legge di bilancio e sulle modifiche del Codice della strada, oltre che sulle questioni ancora aperte, senza dimenticare, in tutta onestà, che oggi l’attenzione del Governo è indirizzata soprattutto alla finanziaria. Il reperimento delle risorse sarà la battaglia più delicata, non solo per la conferma degli stanziamenti concordati ma anche per ottenere che i fondi non utilizzati dal conto proprio e dal trasporto passeggeri (70 milioni) vengano messi a disposizione del conto terzi. Le nostre iniziative tenderanno a seguire questa evoluzione estremamente complessa. Occorre ricordare, per essere corretti, che se quelle risorse fossero state utilizzate dalle imprese a cui erano inizialmente destinate, i nostri operatori comunque non avrebbero potuto beneficiarne. Poiché così non è stato, ci stiamo impegnando perché non rientrino nelle disponibilità del bilancio dello Stato.

Quelle che ci attendono sono dunque settimane impegnative, sia a livello comunitario che nazionale. L’agenda della Federazione è densa di appuntamenti, anche perché il nostro intervento spesso si dispiega in modo diretto e immediato, senza perdite di tempo, per ottenere per tutti i risultati prefissati.

Staremo a vedere, a presto.

Paolo Uggè

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