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Sib: "Balneari ancora visti come lavoratori di serie B"

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17 marzo 2020

"Le Istituzioni, ancora una volta, dimostrano di non conoscere ed apprezzare il nostro "prezioso" lavoro In attesa di conoscere il testo ufficiale del decreto legge Cura Italia, varato ieri dal Governo e sulla base delle bozze in circolazione, non possiamo non rilevare la sconcertante assenza, fra le centinaia di norme di cui si compone, di misure specifiche per il nostro settore: ad iniziare dalla fuoriuscita dalla Bolkestein". Lo dice Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio. "Una misura che sarebbe "a costo zero" per le casse erariali e che si rende doverosa anche alla luce dei recenti vergognosi comportamenti degli altri Stati appartenenti all'Ue, clamorosamente contrastanti con i tanto sbandierati principi comunitari di libera circolazione delle merci e degli uomini, di cui è stata fulgida espressione proprio la direttiva Bolkestein" aggiunge. "E' grave la nostra mancata comprensione - spiega - fra le aziende, di cui al commi 2 e 3 dell'articolo 58, che prevede la sospensione fino al 31 maggio dei versamenti delle ritenute, contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l'assicurazione obbligatoria. Nel lungo e minuzioso elenco (dagli alberghi alle agenzie di viaggio; dalle discoteche ai musei; dai teatri ai cinema; dalle terme agli asili nido; ecc.: c'è veramente di tutto!) mancano, come sempre e come al solito, gli imprenditori Balneari. Si è colpevolmente trascurato che sono già molte le aziende che hanno o avevano iniziato i lavori di allestimento e di preparazione della spiaggia. Si conferma, nella migliore delle ipotesi, la mancata conoscenza da parte delle Istituzioni, che il lavoro dei Balneari non si limita ai mesi estivi essendo già iniziato o avviato molti mesi prima"

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