SOS Turismo organizzato: “imprese al collasso, servono risposte urgenti” - Asset Display Page

SOS Turismo organizzato: “imprese al collasso, servono risposte urgenti”

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27 luglio 2020

Le associazioni del turismo organizzato - Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio - si attendono una pronta risposta alle richieste di tour operator e agenzie di viaggi, le uniche aziende a essere rimaste sino ad oggi senza alcuna forma sostanziale di aiuto. Chiedono risposte urgenti al Governo, altrimenti si renderanno promotrici di una protesta senza precedenti che coinvolgerà tutto il settore.

“Dopo il Dl Cura Italia – dicono - la politica aveva rassicurato le categorie affermando che il successivo decreto avrebbe previsto misure straordinarie per il turismo, sottolineano. Nel Dl Rilancio, invece, nulla è stato previsto, a parte la ‘ridicola’ e complessa misura del bonus vacanze che, per come è strutturato, non ha raccolto nemmeno il consenso degli albergatori. È stato chiesto di attendere gli emendamenti ma nessuna norma ha dato ossigeno a un settore tra i più colpiti, che ha zero prospettive di ripresa per il prossimo anno e che, quindi, sta sostanzialmente morendo. È davvero impossibile riuscire a capire, spiegano, come il comparto di tour operator, agenzie di viaggi e agenzie di eventi, con un volume d'affari di 20 miliardi e oltre 80mila dipendenti, sia stato privato di ogni misura di sostegno, nonostante abbia subito una perdita di oltre l'80% del fatturato annuo. Ma non si è perso solo il fatturato da marzo ad agosto, è a rischio quello di un intero anno. Sappiamo che la ripresa sarà lentissima”.

Ora, sottolineano ancora le associazioni del turismo organizzato, “si sente parlare di un prossimo decreto dedicato al turismo o di un pacchetto di misure mirate per il settore, a valere sul prossimo scostamento di bilancio. Auspichiamo un immediato ed effettivo coinvolgimento delle categorie nell'elaborazione di queste misure e, soprattutto, ci auguriamo che il governo non intenda, per l'ennesima volta, riservare le briciole al settore più colpito per antonomasia. Non c'è più tempo. A settembre ci sarà la resa dei conti: molte aziende hanno già previsto di chiudere, molte altre lo faranno sicuramente nei mesi successivi”.

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