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Revocata la chiusura del traforo del Gran Sasso

Strada dei Parchi ha revocato la decisione di chiudere il traforo del Gran Sasso sulla A24 "alla luce di quanto emerso negli incontri dei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e in Procura a Teramo".

Strada dei Parchi "revoca la decisione di chiudere il traforo del Gran Sasso" sulla A24. Lo ha detto il vicepresidente della concessionaria che gestisce le autostrade A24 e A25, Mauro Fabris, "alla luce di quanto emerso negli incontri dei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e in Procura a Teramo". Domattina, ha riferito Fabris, ultimo incontro tecnico al Mit per concordare le azioni da intraprendere. Alla base del dietrofront di  Strada dei Parchi, anche gli impegni, ha sottolineato ancora il vicepresidente della concessionaria Strada dei Parchi, Mauro Fabris, assunti dalle amministrazioni interessate. "Domani mattina la concessionaria - ha annunciato Fabris -  depositerà una memoria in Procura a Teramo in cui, a tutela dei propri dirigenti e della stessa società, ribadirà quanto è stato  fatto finora e quanto intende ulteriormente realizzare per la messa in sicurezza ai fini ambientali delle gallerie del Gran Sasso, almeno per quanto rigarda le proprie competenze. Tutto ciò, nell'attesa che il Governo e il Parlamento confermino con decisioni conseguenti i provvedimenti, come la nomina di un commissario straordinario dotato di poteri e risorse adeguate per risolvere i problemi dell'acquifero del Gran Sasso che di certo non compete a Strada dei Parchi".

 

Nei giorni scorsi Confcommercio Abruzzo aveva preannunciato la mobilitazione del settore terziario contro la prevista chiusura del traforo del Gran Sasso. "Siamo di fronte ad uno scenario surreale, inaccettabile e dalle conseguenze devastanti. La dichiarata chiusura dell'arteria vitale per l'Abruzzo e per l'intero Centro Italia - sottolinea Confcommercio Abruzzo - configurerebbe la morte certa di un territorio che da oltre un decennio si sforza di superare un calvario economico e sociale iniziato con il sisma del 2009, che ha distrutto L'Aquila ed il suo comprensorio, e proseguito con altri eventi catastrofici fino al 2017, renderebbe vano ogni sforzo di rilancio territoriale da parte di tutte le categorie economiche che stanno dolorosamente e faticosamente cercando di risollevarsi, riporterebbe la nostra Regione ad un totale isolamento da scongiurare con ogni mezzo ed ad ogni costo". "Per questo – continua l'Associazione - siamo determinati ad indire una mobilitazione generale dei settori economici da noi rappresentati e a rivolgerci al Governo ed ai Prefetti abruzzesi per far comprendere che non assisteremo inerti ad uno scempio senza senso ed irrimediabile che deve essere evitato con risolutezza ed immediatezza. Sulla base delle informazioni da noi raccolte l'unica possibilità al momento praticabile potrebbe essere la nomina da parte del Governo nazionale di un apposito commissario straordinario dotato delle prerogative indispensabili per gestire una situazione d'emergenza così grave e drammatica". "Gli abruzzesi aspettano e meritano risposte concrete alle loro sacrosante preoccupazioni. Confidiamo, pertanto, nel senso di responsabilità di tutti e ci auguriamo – conclude Confcommercio Abruzzo – scelte politiche orientate in questa direzione altrimenti, e non ce lo auguriamo, saremo costretti a portare sulle strade, sulle autostrade e nelle piazze dell'Abruzzo decine di migliaia di titolari e addetti del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti alla vigilia di un appuntamento elettorale fondamentale per il Paese e per l'Europa".

16 maggio 2019