Usura: danni per le imprese del commercio e dei servizi

Usura: danni per le imprese del commercio e dei servizi

Panoramica sui danni per le imprese al tempo del Covid. Usura in aumento per 1 imprenditore su 4, grave e immediato rischio per quasi 40mila imprese. Il Sud, con Napoli, Bari e Palermo, l’area più esposta.

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20 aprile 2021

Usura al tempo del Covid

Gli effetti del Covid sono stati devastanti per il mondo delle imprese. In assenza di adeguati sostegni e di un preciso piano di riaperture, rischiano la definitiva chiusura 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia.

Le difficoltà economiche per le imprese riguardano soprattutto la perdita di fatturato, la crisi di liquidità e le complicazioni burocratiche. Nel 2020 le imprese del commercio, alloggio e ristorazione indicano per il 50,7% una riduzione del volume di affari, per il 35,3% mancanza di liquidità e difficoltà di accesso al credito, per il 14% problemi di tipo burocratico.

Ma oltre a queste difficoltà c’è la crescita, tra i fenomeni illegali, dell’usura. Rispetto al 2019, infatti, è più che raddoppiata la quota di imprenditori che ritiene aumentato questo fenomeno (27% contro il 12,7%), e sono a immediato e grave rischio usura circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio. Non sorprende, purtroppo, che il fenomeno usura sia particolarmente diffuso nel Mezzogiorno, in cui è anche maggiore il rischio di chiusura definitiva delle imprese. Tra nove grandi città italiane, Napoli, Bari e Palermo risultano essere quelle più esposte. Contro l’usura e, in generale, contro tutti i fenomeni criminali, servono misure di contrasto più incisive e una maggiore cultura della legalità.

Questi i principali risultati di un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla percezione dell’usura tra le piccole imprese del commercio e dei servizi.

Percezione sui livelli di sicurezza. Tra i fenomeni illegali cresce l’usura

Percezione di sicurezza e criminalità presso gli imprenditori del terziario


La percezione degli imprenditori del terziario di mercato non è, riguardo all’andamento dei fenomeni criminali, in peggioramento, bensì in moderatissimo miglioramento nel 2020. Fa eccezione proprio l’usura che registra una crescita di 14 punti percentuali rispetto al 2019. Infatti, il 27% degli imprenditori del terziario di mercato indica un aumento del fenomeno nel 2020.

Tra le micro-imprese del commercio e dei pubblici esercizi la percezione di insicurezza è decisamente maggiore rispetto alle imprese di dimensione più cospicua. Un'evidenza certamente non casuale.

Le difficoltà delle imprese

Le difficoltà vissute dalle imprese fino a 9 addetti


Le tre maggiori difficoltà vissute dalle micro-imprese nel corso del 2020, a causa della pandemia, sono:

  • crollo del fatturato per il 50,7%;
  • problemi di liquidità per il 35,3%;
  • lotta contro le complicazioni burocratiche per il 14%.

Ebbene, il confronto tra le tre indagini sviluppate nell’ultimo anno (da maggio 2020 a gennaio 2021) non evidenzia grandi differenze (la liquidità continua a rimanere per gli intervistati il discrimine tra la vita e la morte delle imprese), salvo che il problema del fatturato è ultimamente un po' cresciuto con la disillusione che si è, via via, sostituita alla speranza degli imprenditori di un rapido ritorno alla normalità. Col passare del tempo i bilanci aziendali sono, infatti, fortemente peggiorati e per le imprese i danni derivanti dalle chiusure sono peggiori delle attese.


Liquidità: il problema più grande per gli imprenditori

Numero di imprese potenzialmente a rischio usura


Utilizzando i dati delle indagini a sistema con quelli di Banca d’Italia si può stabilire una platea di soggetti potenzialmente esposti all’usura. Da questi affidamenti si può definire, attraverso le indagini sul campo, il perimetro delle imprese che pur avendo richiesto un prestito non l’hanno ottenuto o l’hanno attenuto in forma ridotta. Queste imprese sono circa 295mila.


"L’esperienza" dell’usura tra gli imprenditori

Vediamo le percentuali dei rispondenti che hanno manifestato esperienza diretta di fenomeni legati all’usura (per esperienza diretta si intende esperienza personale o esperienza vissuta e/o riferita da persone conosciute e comunque in territori prossimi a quello in cui opera l’imprenditore).

I numeri nell’ultimo anno sono sostanzialmente stabili, ma si tratta di percentuali eccezionalmente elevate. Ad aprile, l’ultimo dato, la percentuale di imprese fortemente a rischio usura e che hanno subito pressioni per vendere la propria azienda è al 12%. Se moltiplichiamo questa percentuale per il potenziale a rischio usura si arriva a 36mila piccole aziende del commercio, alloggi e pubblici esercizi che sono oggi ad elevato rischio usura (e altri eventi criminali).


I divari territoriali del fenomeno

Risposte in % degli intervistati (errore circa il 10%)

Valuterà se chiudere
definitivamente la sua attività (p>60%)
Ritiene aumentata la pressione della criminalità sulle imprese Ritiene diffusa l'usura sul proprio territorio
(molto+abbastanza)
NAPOLI 41 BARI 55 NAPOLI 44
ROMA 30 NAPOLI 53 BARI 36
BARI 28 FIRENZE 52 PALERMO 30
BOLOGNA 22 BOLOGNA 49 ROMA 19
PALERMO 22 PALERMO 46 MILANO 17
FIRENZE 17 ROMA 42 PADOVA 12
PADOVA 16 TORINO 40 FIRENZE 12
TORINO 13 MILANO 37 BOLOGNA 11
MILANO 11 PADOVA 34 TORINO 10


Alcune indicazioni specifiche sulle micro imprese del commercio, della ricettività e dei pubblici esercizi in alcune città italiane


Dall'analisi eseguita su imprenditori di commercio, alloggio e ristorazione con meno di 10 addetti, di alcune città italiane, emerge che il Mezzogiorno è molto più esposto sia al rischio usura e criminalità sia al rischio di chiusura delle imprese rispetto al resto del Paese. Mediamente Napoli e Bari sono sempre ai primi posti in graduatoria e Palermo, comunque, è una volta al terzo posto e due volte a metà classifica, Milano e Torino nel Nord-Ovest e Padova per il Nord-Est presentano le percezioni meno preoccupanti.

Questi risultati suggeriscono un tema piuttosto importante anche in una prospettiva futura di ripresa. Per diverse ragioni, le imprese del Nord hanno patito di più la pandemia eppure, sia per una condizione strutturale di esposizione alla criminalità, sia per una maggiore fragilità intrinseca dell’impresa, è il tessuto produttivo del Sud ad apparire più soggetto a shock negativi (perdita di fatturato o esposizione a fenomeni criminali). In altre parole, anche se il Nord ha perso di più, è il Sud che faticherà in misura maggiore e per più tempo a uscire dalla condizione di crisi.

Usura: la paura di denunciare

I motivi delle mancate denunce dell’usura


L’usura rimane una tipologia di reato che fatica ad essere denunciato. A frenare la propensione a denunciare non è tanto la speranza di poter restituire il prestito, quanto piuttosto – per citare le principali motivazioni - la paura di subire ritorsioni, la percezione di essere soli, la poca fiducia nella giustizia e la vergogna che caratterizza coloro che, in ultima istanza, si vedono costretti a rivolgersi agli usurai.


La fiducia nelle istituzioni

Il sentiment degli imprenditori nei confronti della pressione della criminalità


Sui livelli di fiducia non ci sono grandi variazioni: le forze dell’ordine sono al primo posto, migliora un po' negli ultimi sei mesi il senso di sfiducia e solitudine anche se, comunque, un quarto delle imprese è totalmente e preventivamente sfiduciato. E questo rimane un fattore di criticità, con implicazioni rilevanti anche in termini di più generale diffidenza rispetto al funzionamento delle istituzioni e sul senso della partecipazione politica. Infine migliora un po' anche il ruolo delle organizzazioni anti-usura e quello delle organizzazioni di categoria.

Nel complesso, quello che emerge è che ci sia ancora molto da fare a sostegno delle imprese più colpite dai fenomeni criminali. Per questo Confcommercio chiede di contrastare con più forza la criminalità e lavorare insieme alle istituzioni e alle forze dell’ordine per una maggiore promozione e diffusione della cultura della legalità.

L'indagine è stata condotta da SWG mediante interviste CATI/CAWI somministrate dal 22 gennaio all’8 febbraio 2021 su un campione di imprese del terziario di mercato (imprese con meno di 10 addetti del commercio, strutture ricettive e pubblici esercizi) e un altro campione della stessa tipologia di imprese distribuite in 9 grandi città, per un totale complessivo di 1.515 interviste. Alcune valutazioni contenute nella presentazione sono tratte da due precedenti indagini sulle quali l’Ufficio Studi Confcommercio (USC) ha realizzato altrettante note che sono presenti nel sito di Confcommercio.
Scarica le slide in pdf del Direttore Ufficio Studi, Mariano Bella, su "La percezione dell’usura tra le piccole imprese del commercio e dei servizi"

 

Trade Talk

Nel video seguente vengono presentati, in sintesi, gli effetti del Covid che si sono abbattuti sulle imprese del terziario. Non solo crolli di fatturato, crisi di liquidità e complicazioni burocratiche, ma anche la crescita di fenomeni illegali, primo fra tutti l'usura. Il video riporta anche l'intervento del presidente Confcommercio Carlo Sangalli e del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.


Cos'è l'usura

Si parla di usura in riferimento ad uno dei fenomeni criminali più diffusi ma anche più antichi. Basti pensare che viene menzionata anche nel Vecchio testamento, passando per l'antica Grecia, ne fanno cenno persino Platone e Aristole, arrivando ai tempi più recenti. In breve, l'usura è la pratica di chi sfrutta il bisogno di denaro di un soggetto, offrendolo a condizioni capestro, che nessuna attività legale può permettersi di pagare. Nel nostro ordinamento è considerata un reato grave, punito con pene fino a 10 anni di reclusione e 30 mila e di multa.


Qual è il tasso di usura

L'imprenditore che assume l'impegno con l'usuraio di versare un tasso di interesse mensile del 15% (in linea di massima il tasso medio attualmente richiesto nel mercato illegale), sta accettando di pagare la liquidità al prezzo dell'180% all'anno. Un costo aziendale che evidentemente neppure le realtà più floride potrebbero permettersi, a fronte di tassi legali che, per esempio per il credito revolving, certamente il più costoso, si aggirano intorno al 18-19% annuo.


Gli effetti dell'usura sulle vittime

Eppure il disvalore sociale che si attribuisce a tale pratica è tutto sommato meno grave degli effetti fortemente impattanti che questo fenomeno criminale produce sull’economia e sulla vita delle vittime. Il considerare la vittima d'usura una "vittima minore", poiché in qualche misura artefice del proprio destino dal momento che si è essa stessa rivolta al proprio aguzzino, non è valutazione priva di effetti. È questa la causa principale della grande fetta di sommerso che questo fenomeno criminale porta con sé.

La vittima d’usura deve vincere un radicato senso di vergogna prima di arrivare alla denuncia e deve riuscire a percepire come possibile e "conveniente" la scelta della legalità. Questo spiega il numero contenuto delle denunce rispetto alla vastità del fenomeno. Un'ampiezza di diffusione di questa pratica criminale che emerge ogni qualvolta, a fronte di una denuncia, le forze di polizia individuano le numerose vittime del singolo usuraio o dell'associazione criminale, che usa il più delle volte proprio l’usura come strumento di riciclaggio del denaro e di controllo del territorio.


Gli "usurai di quartiere"

Oggi, ci sono contesti territoriali in cui convivono i cosiddetti "usurai di quartiere" (criminali che agiscono in proprio, presentandosi tendenzialmente come amici pronti ad offrire liquidità quando i canali di banche e finanziarie sono orami chiusi) con associazioni a delinquere che fanno dell’usura uno dei rami più redditizi della propria attività. Esistono, poi, contesti nei quali invece l’usura è esclusivo appannaggio delle associazioni di stampo mafioso, che la usano principalmente come grimaldello per acquisire attività economiche. Si assiste, dunque, ad un apparente paradosso: soggetti espulsi dal sistema dell’economia legale poiché ritenuti apparentemente inaffidabili che si rivelano invece una incredibile risorsa per il circuito criminale, riuscendo a reperire ingenti somme di denaro pur di far fronte alle richieste degli usurai.


Usura e Covid: l'Ambulatorio Antiusura con Confcommercio Roma

A seguire l'importante testimonianza dell'Ambulatorio Antiusura, un’associazione onlus che, dal 1996 fornisce assistenza e consulenze (legali, finanziarie e psicologiche) alle vittime di usura e sovraindebitamento.

A poco più di un anno esatto dal primo lockdown, dall'osservatorio della legalità, sono stati esaminati i dati e tirato un bilancio. Negozi chiusi, attività in crisi, sempre più aziende e famiglie costrette a chiedere aiuto per arrivare a fine mese. Le richieste di aiuto che arrivano all’Ambulatorio Antiusura descrivono quello che sta succedendo meglio di una ricerca demoscopica. Sono aumentate le richieste di aiuto sin dai primi mesi del 2020:

  • un incremento del 30% nei mesi di marzo e aprile 2020;
  • oltre il 50% nel mese di luglio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Le richieste di aiuto sono arrivate da commercianti, titolari di piccole aziende, professionisti e partite IVA, famiglie che, fino ad un anno fa, non sapevano cosa fosse un conto in rosso, una fattura non pagata o pagata in ritardo. Persone abituate a vivere nella loro tranquillità economica, costruita su incassi, su bilanci entrate/uscite gestiti oculatamente, su spese controllate.

La loro forza di ieri è diventata improvvisamente la loro fragilità di oggi. Cercano aiuto, un sostegno economico ma anche un posto dove poter raccontare il loro dramma e trovare un conforto che sappia essere senza giudizio. Si sentono spesso abbandonate a loro stesse, senza una indicazione precisa, senza possibilità di progettare il domani.

Oggi oltre il 45% delle richieste di accesso al Fondo di prevenzione è per soddisfare esigenze primarie quali affitto, spese sanitarie e, a volte, di pura sussistenza: pagare le rate dei prestiti è diventato un lusso che non ci si può permettere di sostenere.

I dati confermano che, al momento, le persone più colpite sono i commercianti e gli imprenditori. Prima del Covid il 51% delle richieste di aiuto provenivano da famiglie; da qualche mese sono calate al 30%; il restante 70% sono commercianti, imprenditori, artigiani e professionisti. Ma ad essere vittime sono anche nuove figure come le palestre, le aziende di servizi, quelle legate al turismo, i professionisti.

I piccoli e medi imprenditori sono l’ossatura di questo paese che ha portato avanti l’economia con la fatica e che ora sta pagando il prezzo più alto a questa crisi. Bisogna arrivare prima della criminalità che sta sfruttando la crisi per guadagnare una nuova legittimità sociale, un ruolo di assistenza per offrire una sorta di "welfare state" mafioso senza burocrazia.

A ciò bisogna aggiungere che la criminalità organizzata ha fiutato l’occasione storica ed è pronta ad approfittare della crisi e delle difficoltà dei commercianti per rilevare a prezzi ribassati le attività commerciali e renderle così strumenti perfetti per il riciclaggio del denaro provento di attività illecite. E così sostituendosi ai vecchi titolari si troveranno dietro al banco quando arriveranno gli aiuti di Stato.


Cosa fare

Occorre monitorare le cessioni di aziende che avvengono in questo periodo. È necessario istituire un registro delle cessioni Covid, per verificare chi acquista in periodo di crisi, le condizioni alle quali si realizza la cessione dell’azienda e, soprattutto, la tracciabilità dei flussi finanziari utilizzati da chi acquista. Da dove vengono i soldi dei nuovi compratori? Il rischio di consegnare il paese alla criminalità è enorme e va assolutamente scongiurato.


Come difendersi e a chi rivolgersi

L’ambulatorio antiusura nasce nel 1996, con lo scopo di fornire alle imprese e alle famiglie in difficoltà economica un’assistenza ad hoc e di accompagnare gli utenti alla fruizione dei nuovi strumenti che la legge 108/96, proprio da quell'anno, metteva a disposizione per risolvere e affrontare il sovraindebitamento e l'usura.

L'associazione è composta di operatori qualificati – avvocati, psicologi, commercialisti, esperti bancari – che offrono consulenze legali, finanziarie e psicologiche agli utenti: un network di professionisti per non tralasciare nessuno degli aspetti utili a far tornare le persone in difficoltà economica ad una serena quotidianità, perduta a causa dei debiti.

L'obiettivo di affiancare alle attività di consulenza una risposta anche economica alle situazioni di crisi delle aziende è il punto focale dell’attività della struttura presieduta da Luigi Ciatti. A tal fine nel corso degli anni, la onlus con la propria attività si è accreditata presso enti e istituzioni e dal 2003 è iscritta con n. di iscrizione 28/108/ISCR, nell'elenco delle associazioni e fondazioni accreditate dal Ministero dell’Economia e Finanze per la gestione dei Fondi di Prevenzione, disciplinati dall’art. 15 della legge 108/96 e destinati a consentire l’accesso al credito a tutti i soggetti in difficoltà economica e a rischio usura.

In virtù di una specifica convenzione sottoscritta con la Regione Lazio, gestisce inoltre i Fondi di cui alla Legge Regione Lazio n. 14/2015, destinati sia a iniziative di prevenzione sia a forme di assistenza diretta alle vittime dell’usura.

Dal 2003 ad oggi, attraverso la gestione dei Fondi di Prevenzione dell’Usura, l’Ambulatorio ha erogato garanzie per oltre 7 milioni di €, consentendo l’accesso al credito a soggetti in situazione di esclusione dal circuito del credito legale, ed evitando così il ricorso al prestito usuraio.

Come opera l'Ambulatorio antiusura

L’attività dell’Ambulatorio Antiusura si articola lungo tre direttrici:

  • una fase di prevenzione, durante la quale si lavora con coloro che sono in difficoltà economiche e potenzialmente a rischio usura;
  • una fase di contrasto, nella quale si lavora con le vittime dell’usura che non hanno ancora maturato la decisione di denunciare;
  • una fase riabilitativa, che aiuta chi ha denunciato i suoi aguzzini a reinserirsi nel mercato economico.

L’Ambulatorio Antiusura, infatti, si offre di assistere le vittime dell’usura e dell’estorsione sin dalla denuncia, accompagnandole nel difficile percorso di reinserimento nell’economia legale, che comporta la partecipazione al processo penale e, ove vi siano i requisiti, la richiesta di accesso ai Fondi di Solidarietà e l’investimento delle erogazioni ottenute.


Associazioni antiusura e antiracket

L’Ambulatorio Antiusura è iscritto nell’elenco delle Associazioni antiusura ed antiracket della Regione Lazio, e nell'apposito Albo delle associazioni di contrasto ai fenomeni dell’usura e del racket tenuto dalla Prefettura di Roma.

Collabora stabilmente con Comuni e Municipi e ha da poco sottoscritto una convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Roma per la gestione delle pratiche di cui alla legge 3 del 2012, la cosiddetta "legge salvasuicidi".


Le iniziative: l'esempio di Confcommercio Roma

A queste attività istituzionali, si aggiungono numerose iniziative di educazione alla legalità e all'uso consapevole e responsabile del denaro attraverso incontri nelle scuole, con i commercianti e in generale con la cittadinanza.

Da anni, l’Ambulatorio Antiusura collabora con Confcommercio Roma, con la quale ha aperto uno sportello per attività di orientamento, consulenza e assistenza alle piccole e medie imprese. Nel solco di questa collaborazione, in piena emergenza pandemica, a giugno 2020, è nato un "Osservatorio della legalità".


La collaborazione

Il progetto si articola in un sistema di monitoraggio, un numero verde, assistenza associativa gratuita da parte di Confcommercio agli imprenditori che rifiutino offerte di acquisto delle loro attività "sospette", perché provenienti presumibilmente da consorterie criminali. Si aggiunge, inoltre, la consulenza dell’Ambulatorio Antiusura nelle richieste di accesso ai fondi per risolvere il sovraindebitamento e a quelli per risollevarsi dall’usura.

L’Osservatorio sta monitorando il fenomeno e le caratteristiche delle cessioni d’azienda o di quote di società sul territorio di Roma e Provincia. Un monitoraggio necessario per verificare che le vendite avvengano nel rispetto delle regole, a prezzi di mercato e assicurarsi dell’assenza di condotte estorsive o di altre modalità di pressioni criminali che possano aver determinato queste operazioni, confermando di essere pronti a denunciare all’autorità giudiziaria ogni presunta irregolarità o ipotesi di reato. L’obiettivo è combattere la formazione di un franchising della criminalità: l’apertura, in questi tempi difficili, di negozi e società che possano costituire strumento per ripulire denaro sporco.

Il modello dell’Ambulatorio Antiusura si è rivelato non solo efficace ma anche esportabile. L’Associazione, infatti, negli anni si è occupata di progetti di formazione per operatori di sportelli in diverse città e in Municipi di Roma.

La onlus è una delle poche realtà in Italia ad abbinare le attività di contrasto all’usura - assistendo le vittime sin dalle fasi della denuncia - all'attività di prevenzione consentendo, attraverso la gestione dei fondi di prevenzione del MEF, di sostenere le aziende in difficoltà, prevenendo in tal modo il rischio che si rivolgano agli usurai. La doppia veste consente di dire che l’associazione rappresenta la formula migliore per contrastare il fenomeno criminale in ogni suo aspetto.

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