Vendite al dettaglio in moderato recupero a dicembre

Vendite al dettaglio in moderato recupero a dicembre

Le stime Istat indicano un aumento del 2,5% rispetto a novembre, mentre nell'intero 2020 si registra una flessione del 5,4% rispetto all'anno precedente. Confcommercio: "consumi non alimentari affossati dallo ‘stop and go’".

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5 febbraio 2021

Nel dicembre scorso le vendite al dettaglio sono un aumentate rispetto a novembre del 2,5% sia in valore sia in volume. Su base tendenziale, invece, c’è una diminuzione del 3,1% in valore e del 3,2% in volume. Sono le stime dell'Istat, che specifica che su base mensile crescono molto le vendite dei beni non alimentari (+4,8% in valore e +4,5% in volume), mentre sono quasi stazionarie quelle dei beni alimentari (+0,1% in valore e +0,2% in volume). Nel quarto trimestre 2020, le vendite diminuiscono in termini congiunturali dell'1,5% in valore e dello 0,8% in volume.

Nel complesso del 2020 si registra una flessione annua del 5,4%, con una forte eterogeneità dei risultati sia per settore merceologico, sia per forma distributiva. Il comparto non alimentare ha subito "una pesante caduta, anche a causa delle chiusure degli esercizi disposte per fronteggiare l'emergenza sanitaria, mentre il settore alimentare ha segnato un risultato positivo". Hanno registrato un marcato calo delle vendite sia le imprese operanti su piccole superfici, sia le vendite al di fuori dei negozi. L'unica forma distributiva a segnare una forte crescita è stata il commercio elettronico.

 

Confcommercio: "consumi non alimentari affossati dallo ‘stop and go’"

“Un moderato recupero che va letto alla luce dei continui stop and go che hanno caratterizzato buona parte del 2020, in funzione del succedersi di chiusure ed aperture con la conseguente penalizzazione della domanda di prodotti non alimentari, sia presso le piccole che le grandi superfici e gran parte del commercio ambulante. Infatti, mentre la sostituzione dei consumi fuori casa con l’alimentazione domestica è proseguita anche a dicembre, il recupero di alcuni comparti dei durevoli e della cura della persona non è stato affatto brillante e lascia un’eredità fortemente negativa per il 2021”: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati sulle vendite al dettaglio a dicembre.

“Per una lettura corretta della variazione dell’indice – prosegue l’Ufficio Studi - è opportuno sottolineare la revisione del dato di novembre in direzione peggiorativa della domanda di beni non alimentari. Per molti format distributivi e segmenti di consumo (in primis l’abbigliamento e le calzature) il 2020 ha fatto registrare un vero crollo della domanda che difficilmente potrà essere recuperato nel breve periodo. Si fanno più concreti i rischi di chiusura di moltissime imprese. Immune al virus pandemico è solo il commercio elettronico, cresciuto nel 2020 del 34,6%, con il quale i negozi fisici dovranno confrontarsi duramente anche in futuro e ormai in qualsiasi ambito della spesa delle famiglie”.

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