Federagenti: "Troppe fake news uccidono il porto di Venezia"

Federagenti ha organizzato a Roma l'iniziativa "Se Venezia non è più un porto, allora questa non è un'assemblea", per smentire gli allarmi su inquinamento, turismo e rischio incidenti che "sono diventati verità condivisa ma che tale non è".

La navi e il canale dei Petroli che stanno distruggendo la laguna; i crocieristi che sono responsabili dell'invasione di turisti e che non portano soldi; le grandi navi che possono arrivare fino a piazza San Marco. Sono queste solo alcune delle "troppe fake news che stanno uccidendo il porto di Venezia". A  denunciarlo è Federagenti che, in occasione di un'iniziativa a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio, dal titolo "Se Venezia non è più un porto, allora questa non è un'assemblea", ha voluto smentire gli allarmi su inquinamento, turismo e rischio incidenti che "sono diventati verità condivisa ma che tale non è". mI dati sono stati illustrati dal presidente di Assoagenti Veneto, Alessandro Santi, "con il dichiarato intento non di alimentare polemiche, bensì di sopirle al fine di consentire al porto di sopravvivere e di continuare a rappresentare, dopo il turismo, la principale e storica attività della città". Questo l'elenco delle fake news stilato da Federagenti. "Le navi e il canale dei Petroli stanno distruggendo la laguna: falso. Una recente ricerca dello Studio Rinaldo dimostra che le cause dell'erosione della Laguna sono da ricercare non nelle navi, bensì nelle dighe foranee alle Bocche di Malamocco che avrebbero dovuto incidere positivamente". "I crocieristi sono i responsabili dell'invasione turistica: falso", dice Federagenti. "Incidono di meno del 5% sul totale di oltre 30 milioni di turisti ed effettivamente quelli che visitano la città non raggiungono il 2% (meno di 400mila persone)", spiega. Altro "falso"è il fatto che "le navi inquinano l'aria di Venezia". "Le navi sono il mezzo di trasporto meno inquinante e da un'analisi compiuta da un centro ricerche ambientalista tedesco risulta che un singolo vaporetto inquina di più di una grande nave da crociera", puntualizza Federagenti. E, ancora, "le navi con il moto ondoso che producono erodono le fondamenta: falso Tutti i rapportiindicano il contrario e anche recenti filmati sulle manifestazioni No navi mostrano come il moto ondoso prodotto da una grande nave a 6 nodi sia quasi nullo". Per Federagenti, le 'fake news' non finiscono qui. "Le grandi navi possono entrare in San Marco: falso. Le batimetriche ovvero le mappe dei fondali evidenziano come le grandi navi possono navigare solo al centro di alcuni canali per ragioni di pescaggio della loro chiglia. Uno spostamento dalla rotta ottimale si tradurrebbe in un immediato blocco della nave nei fondali fangosi". E' "falso" anche che le grandi navi provochino incidenti dal momento che "tutte le statistiche ufficiali dimostrano il contrario. Mai una grande nave coinvolta". Come è falso che i crocieristi non lasciano ricchezza alla città. L'impatto economico diretto delle crociere è computato al ribasso in circa 155 milioni di euro e fra il 2013 e il 2017; le limitazioni al traffico sono costate a Venezia oltre 123 milioni di euro, conclude Federagenti.

04 dicembre 2018