World Pasta Day, "innovazione vegetale per tutelare un simbolo del made in Italy"

Assosementi sottolinea che grazie alle nuove tecniche è possibile garantire ai consumatori un prodotto qualitativamente sempre migliore.

La pasta è uno dei simboli del nostro Paese e per tutelarla è fondamentale cogliere le opportunità offerte dall'innovazione vegetale, per garantire ai consumatori un prodotto qualitativamente sempre migliore. In questo senso il recente sequenziamento del genoma del frumento duro apre scenari estremamente interessanti, ma rischia di rimanere uno strumento di limitata utilità se viene negata la possibilità di sfruttare le nuove tecniche di innovazione. A ricordarlo è Assosementi, l'associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane, in occasione del World Pasta Day. "La mappatura del genoma del frumento duro, che sarà pubblicata in breve tempo, è un risultato straordinario ottenuto anche grazie al contributo della ricerca italiana che ha partecipato al lavoro di sequenziamento con importanti istituti nazionali quali CREA, CNR e Università di Bologna. Questo traguardo - ha dichiarato Franco Brazzabeni, presidente della Sezione Cereali di Assosementi - è un punto di partenza che attraverso l'impiego delle nuove tecniche di innovazione vegetale potrà garantire varietà migliori per agricoltori e consumatori". "Si tratta di un risultato che promette di accelerare le attività di ricerca rendendo i programmi di innovazione vegetale più efficienti. Attraverso il genome editing sarebbe inoltre possibile ottenere piante che resistono meglio ai cambiamenti climatici e alle principali malattie, che possono assicurare rese maggiori nonostante minori input idrici e con migliori qualità nutrizionali", ha aggiunto Brazzabeni. In tema di miglioramento varietale, Assosementi accoglie con favore le recenti dichiarazioni del Commissario alla Salute Vytenis Andriukatis e del vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro che hanno messo in discussione la sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso luglio. "La Corte Europea ha inserito le varietà ottenute con la mutagenesi nella stessa normativa che regola gli OGM, nonostante le New Breeding Techniques non prevedano inserimento nel genoma migliorato di DNA esogeno e di fatto costituiscano modifiche genetiche del tutto simili a quelle che avvengono già spontaneamente in natura. Come ha giustamente spiegato l'onorevole De Castro, le nuove tecniche sono la chiave per garantire un futuro alle piccole e grandi aziende agricole italiane ed europee e sono in grado di rispondere alla domanda crescente di cibo nel mondo. Ci auguriamo che questo appello possa aprire una riflessione a livello comunitario, per dare all'agricoltura nazionale ed europea la possibilità di esplorare le grandi potenzialità e i benefici di questi strumenti innovativi", ha concluso Brazzabeni.

25 ottobre 2018