Distribuzione farmaceutica

Distribuzione farmaceutica

Una panoramica sui rappresentati sindacali del mondo dei distributori di farmaci aderenti al sistema Confcommercio.

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15 settembre 2022

Adf è l'Associazione distributori farmaceutici aderente a Confcommercio e alla federazione europea GIRP (European Healthcare Distribution Association). Rappresenta gli operatori di 34 aziende che coprono più del 60% del fatturato dei grossisti farmaceutici in Italia, attraverso oltre 100 siti logistici che più volte al giorno raggiungono le oltre 19mila farmacie e gli altri esercizi autorizzati alla dispensazione del farmaco.

Secondo i dati di Adf, ogni giorno vengono effettuate oltre 90mila consegne con mezzi di trasporto coibentati e refrigerati, per preservare al meglio i farmaci, con controlli e monitoraggi costanti delle temperature. Oltre 100mila referenze gestite in media da ciascun grossista, non soltanto medicinali e dispositivi medici, ma anche tutti i prodotti per la salute di pazienti e cittadini.

Sono circa 17mila gli addetti del settore, di cui 8mila sono lavoratori dipendenti ai quali vanno aggiunti 2mila agenti di commercio e 7mila driver-trasportatori. Da gennaio 2022 il presidente è Walter Farris, i vice presidenti sono Ornella Barra, Alessandro Albertini, Alessandro Morra, Luca Sabelli.

Adf rappresenta anche i distributori intermedi, che svolgono un ruolo essenziale, nella DPC (Distribuzione per conto delle Regioni), nelle attività di screening alla popolazione e nelle campagne di vaccinazione. Attività svolta in maniera capillare su tutto il territorio e tempestiva, perché gli ordini inviati giornalmente dalle farmacie ai distributori intermedi devono essere consegnati per legge entro 12 ore lavorative. La catena distributiva dei medicinali segue due passaggi prima di arrivare ai pazienti: dall'industria ai magazzini della distribuzione intermedia e da questi ultimi fino alle farmacie. 

Le caratteristiche principali del settore sono:

  • capillarità sul territorio nazionale di una rete di centri distributivi che assicurano la continua
    reperibilità dei farmaci in tutte le zone del Paese;
  • garanzia e sicurezza, attraverso un Quadro normativo stringente e di "buona distribuzione" per la corretta conservazione e distribuzione dei medicinali;
  • tempestività nella distribuzione dei farmaci tutti i giorni, anche più volte al giorno e a costi estremamente contenuti alle farmacie e agli altri esercizi autorizzati alla dispensazione dei medicinali ai cittadini;
  • integrazione e collaborazione con le industrie, le farmacie e il SSN sia a livello nazionale che regionale.

farmacista con tablet mentre fa l'inventario in magazzino

Adf, i numeri del settore

Le aziende del settore svolgono un ruolo fondamentale per la distribuzione dei farmaci, in particolare in questo momento storico pandemico stanno dando prova "di un servizio straordinario rifornendo più volte al giorno e in modo capillare tutte le farmacie sull'intero territorio nazionale", ha spiegato il presidente Walter Farris. 

Anche durante il periodo del Covid-19 la distribuzione intermedia farmaceutica ha garantito il 100% degli approvvigionamenti dei farmaci. All'85,8% degli italiani che avevano bisogno di farmaci nel periodo pandemico non è mai capitato di dover rinunciare ad un farmaco importante o di cui aveva bisogno.

Il settore ha risposto alla sfida pandemia sul campo, garantendo un servizio di approvvigionamento dei farmaci nei tempi previsti dalla normativa e nei casi di mancata consegna o ritardi sono dovuta alle forme di razionamento della domanda. Sono stati circa 7 milioni gli italiani che hanno dovuto rinunciare ad un farmaco di cui avevano bisogno in pandemia ma che non era disponibile a monte della filiera. È un dato più elevato rispetto a quello che si registra in tempi ordinari (nei periodi pre pandemici era di 5 milioni).

La distribuzione farmaceutica è stata decisiva anche per la distribuzione di mascherine, che sono state prontamente distribuite dalla filiera, riportando subito sotto controllo il decollo dei prezzi causato dalla scarsità e sventando il rischio di una crisi socialmente rilevante. 

Nel 2022 il comparto della distribuzione intermedia sta facendo i conti con i rincari dei costi dell'energia e dei carburanti, una situazione che si fa ogni giorno più critica. A questi si aggiunge anche la cronica sotto remunerazione delle attività svolte e le numerose difficoltà di approvvigionamento che rischiano di incrinare e indebolire la distribuzione alle farmacie. Per questo Adf ha lanciato il 27 luglio scorso un allarme insieme a Federfarma Servizi: "subito credito d'imposta e taglio delle accise sul carburante o sarà crisi".

Alla luce di questa situazione le Associazioni della distribuzione farmaceutica, Adf-Confcommercio, Farmindustria, Eguali, Assoram, Federfarma Servizi e Federfarma, hanno chiesto al governo che la filiera venga considerata, come durante la pandemia, comparto essenziale al quale assicurare la continuità e la sostenibilità della fornitura di gas oltre all'energia elettrica e ai carburanti per il trasporto. 

I rincari rispetto ad un anno fa sono del 600%, un dato esorbitante che comporta rischi reali anche per la sopravvivenza stessa delle imprese. La crisi ha raggiunto anche le aziende della distribuzione primaria, intermedia e finale del farmaco, bloccando anche il lavoro della filiera che non può trasferire nemmeno in parte i maggiori costi sui prezzi dei medicinali con prescrizione.

“In vista dell’autunno, con la necessità di garantire le nuove campagne per i vaccini anti-Covid e con la stagione influenzale alle porte, è indispensabile assicurare tutte le condizioni per garantire ai cittadini la disponibilità in farmacia di medicinali, vaccini, dispositivi medici e prodotti sanitari, disponibilità che oggi appare invece sempre più a rischio. È perciò nell’interesse comune del Paese e del nostro sistema sanitario che il ruolo svolto dalle imprese del settore, operatori privati al servizio delle esigenze della collettività, venga tutelato attuando ogni intervento per permetterne l’indispensabile sostenibilità economica a tutto il comparto”,  questa la nota congiunta delle Associazioni firmatarie dell’appello.

Quadro normativo

Gli obblighi della Distribuzione Intermedia concernenti il servizio pubblico essenziale svolto trovano la loro fonte primaria nella relativa definizione che ne dà l’articolo 1, comma 1 lettera s) del Decreto Legislativo n. 219/2006.

Obbligo di assortimento

I grossisti hanno l’obbligo di garantire in permanenza un assortimento di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze del territorio. In particolare, secondo quanto specificato dall’articolo 105, comma 1, dello stesso codice “Dotazioni minime e fornitura dei medicinali”, i grossisti sono tenuti a detenere i medicinali di cui alla Tabella 2 della Farmacopea ufficiale della Repubblica italiana oltre al 90% dei medicinali in possesso di un’AIC, il codice identificativo dei medicinali ad uso umano, numero attribuito dall'Agenzia Italiana del Farmaco quando autorizza l'immissione in commercio in Italia.

Obbligo di rifornire

I grossisti hanno l’obbligo di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio geograficamente determinato sulla base dell’autorizzazione pubblica della quale sono in possesso. A tal proposito nell'articolo 105, 105, commi 2 e 3, viene specificato che i grossisti sono tenuti ad assicurare alle farmacie, anche ospedaliere, e agli altri soggetti autorizzati a fornire medicinali al pubblico, forniture appropriate e continue in modo da soddisfare le esigenze dei pazienti.

Distribuzione per conto (DPC) dei farmaci PHT

Nel sistema della DPC (articolo 8 della Legge 405/2001, testo completo al seguente link pdf) i farmaci inclusi nel c.d. PHT, Prontuario della Distribuzione diretta o della presa in carico e della continuità terapeutica ospedale-territorio, vengono acquistati dalle Aziende Sanitarie Locali, “depositati” direttamente presso il grossista che provvede alla relativa distribuzione per conto delle Aziende Sanitarie (che ne mantengono la proprietà) alle farmacie convenzionate.

Decreto del presidente della Repubblica 309/90 per il commercio all'ingrosso di sostanze e di preparazioni stupefacenti o ad azione psicotropa;

Decreto legislativo 193/06, codice comunitario dei medicinali veterinari;

Decreto legislativo 155/97, attuazione delle Direttive CEE concernenti l'igiene dei prodotti alimentari e sistema di sicurezza e di sorveglianza HACCP;

Decreto ministeriale 6 luglio 1999, linee direttrici in materia di buona pratica di distribuzione di medicinali per uso umano.

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