Payback su dispositivi medici, Fifo: "imprese a rischio"

Payback su dispositivi medici, Fifo: "imprese a rischio"

Il Dl Aiuti bis ha confermato, aggravando, la normativa sul payback che obbliga le aziende del comparto a rimborsare il 50% delle spese effettuate in eccesso dalle regioni.

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29 agosto 2022

Nel Decreto Aiuti bis il governo ha confermato il payback sui dispositivi medici che obbliga le aziende del comparto Sanità a rimborsare il 50% delle spese effettuate in eccesso dalla regioni. "Una pratica ingiusta - ha commentato Fifo, la Federazione italiana fornitori ospedalieri - che mette a rischio la tenuta delle pmi del settore, compromettendo il Sistema sanitario nazionale".

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Con l'approvazione di questa normativa, secondo Fifo, si mette a rischio il tessuto dei fornitori ospedalieri, composto per il 95% da micro, piccole e medie imprese, con oltre 100mila lavoratori coinvolti. "Il fine ultimo del contenimento della spesa pubblica - ha aggiunto la Federazione - è sicuramente corretto, ma il provvedimento del payback è ingiusto e assolutamente vessatorio", perché deresponsabilizza gli amministratori pubblici, penalizzando invece i produttori e i distributori di dispositivi medici.

I contratti di forniture di dispositivi medici vengono stipulati al termine di gare pubbliche che hanno già l’obiettivo, tra gli altri, di contenere i costi della spesa pubblica. La restituzione del 50% della spesa alle regioni incide fortemente sui bilanci delle piccole e medie imprese, che non possono poi sottrarsi dall'eseguire o interrompere le forniture di beni o servizi, una volta vinta una gara pubblica.

Secondo i dati di Fifo, solo per il quinquennio 2015-2020 le aziende dovrebbero restituire in media somme pari a metà del proprio fatturato annuo (circa 3,6 miliardi di euro), con ingenti difficoltà fiscali, trattandosi di bilanci già depositati, e con modalità vessatorie che
prevedono anche la compensazione dei crediti vantati dalle imprese fornitrici nei confronti
delle aziende sanitarie.

“Come Federazione che rappresenta le pmi in Sanità - ha dichiarato il presidente di Fifo,
Massimo Riem - siamo assolutamente d’accordo a perseguire una spesa pubblica razionale
e oculata, ma questo obiettivo non può passare per una deresponsabilizzazione degli
amministratori e un tracollo del tessuto delle pmi italiane. Tutto ciò, poi, potrebbe tradursi in una
mancanza di forniture di dispositivi medici essenziali per la cura dei pazienti, e dei servizi di
assistenza tecnica agli ospedali, la cui importanza si è evidenziata durante la recente
pandemia". 

Alla luce di questa situazione, Fifo ha richiesto un confronto immediato con il governo per trovare una soluzione condivisa e una strategia alternativa "altrimenti saremo costretti ad intentare un’azione legale per tutelare aziende e lavoratori che, con enormi sacrifici, negli ultimi due anni hanno contribuito ad uscire dall’emergenza", ha concluso il presidente Riem.

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