Focus Istat

Focus Istat

Questa pagina è dedicata agli aggiornamenti mensili Istat. Il focus consente di restare sempre aggiornati su temi di economia nazionale quali occupazione, vendite al dettaglio, produzione e fatturato dell'industria, commercio estero, inflazione, fiducia dei consumatori e delle imprese PIL trimestrale. 

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30 luglio 2021

La pagina viene adeguata e aggiornata con le variazioni mensili delle voci sopra citate e integrata con i dati ufficiali Istat e le note dell'Ufficio Studi Confcommercio.

Indice


Occupazione

Occupati, disoccupati e inattivi: una raccolta di dati e news sugli andamenti mensili e annuali del mercato del lavoro, eseguita dall'Istat e commentata dall'Ufficio Studi Confcommercio. L'analisi relativa le forze di lavoro viene aggiornata mensilmente. Il focus rileva, mese per mese, la stima degli occupati (tasso di occupazione) e dei disoccupati (tasso di disoccupazione), includendo anche il numero di inattivi (tasso di inattività), ovvero di tutte quelle persone che non sono occupate o che non sono alla ricerca di un’occupazione. 

Ultimo aggiornamento: giugno 2021

Giugno positivo per il mercato del lavoro con la disoccupazione che scende al 9,7%, mentre l’occupazione sale al 57,9%. Ne parliamo nell'articolo del 30 luglio "mercato del lavoro in buona forma a giugno". 

Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività per genere, giugno 2021, fonte Istat

 

 

Vendite al dettaglio

Si riportano, di seguito, gli aggiornamenti Istat sulle stime mensili delle vendite al dettaglio. Per vendite al dettaglio, o vendite al minuto, s’intendono quelle vendite che possono essere effettuate tramite negozio virtuale o fisico e che vengono eseguite da esercenti singoli o da società, come ad esempio i supermercati. Nel commercio al dettaglio sono incluse varie categorie di prodotti,  tra le principali: i beni di consumo comune (prodotti non alimentari), beni di consumo duraturo (beni che il consumatore può utilizzare più volte, come ad esempio automobili, elettrodomestici, mobili, ecc.) e, infine, i beni alimentari venduti dai ristoranti, supermercati e rivenditori ambulanti. Nel paragrafo che segue si analizzano, mese per mese, le variazioni mensili e annuali delle vendite al dettaglio di tutti i gruppi di prodotti.

 

Ultimo aggiornamento: maggio 2021

Secondo le stime Istat che abbiamo analizzato nell'articolo del 7 luglio "Vendite al dettaglio in leggero aumento ma sotto i livelli pre-crisi", a maggio c'è stata una crescita dello 0,2% in valore e dello 0,4% in volume rispetto ad aprile

Commercio al dettaglio per settore merceologico, maggio 2021. Fonte: Istat

 


Industria: produzione e fatturato

Aggiornamenti sull’indagine, condotta su base mensile, relativa la produzione industriale italiana. Il volume fisico (e la sua variazione nel tempo) generato dall’attività produttiva viene rilevato tramite un indice della produzione industriale, organizzato con rilevazioni statistiche svolte a campione. Come avviene per l’indice dei prezzi al consumo, anche in questo caso le rilevazioni sul volume di beni generati sono raccolte e organizzate in un paniere, che identifica le varie tipologie di prodotti. Ogni mese, inoltre, attraverso l’indice del fatturato è possibile misurare l'andamento delle vendite fornendo inoltre, sulla base degli ordini ricevuti dalle imprese, una misura dell'andamento futuro delle vendite stesse.

Ultimo aggiornamento: maggio 2021

L'indice destagionalizzato della produzione industriale è tornato sotto il livello fatto registrare a febbraio 2020. A maggio, come descritto nell'articolo del 9 luglio "Dalla produzione industriale un colpo di freno sulla ripresa", l'Istat stima un calo dell'1,5% rispetto al mese precedente.

 

Fatturato dell'industria maggio 2021 

L'Istat stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca dell'1% su base mensile. Il calo è determinato dall'andamento del mercato interno (-1,9%) mentre si rileva un moderato incremento su quello estero (+0,7%). Leggi l'articolo del 21 luglio "Si ferma la crescita del fatturato".

 

 

 

 

Commercio Estero

Il bollettino economico mensile relativo il commercio estero si focalizza sulle attività internazionali delle imprese italiane in ambito commerciale. Nello specifico vengono presi in esame dall’Istat i flussi commerciali dell’Italia relativamente ai prodotti importati ed esportati, nonché gli scambi commerciali con i Paesi europei ed extra europei. I dati, elaborati ed organizzati dall’Istat, derivano da due documenti acquisiti dall’Agenzia delle Dogane, differenti in base alla provenienza. Per quanto riguarda i Paesi dell’Unione Europea, le informazioni sono ricavate dai modelli Intrastat; mentre per i Paesi extra europei, i dati sono generati dal Documento Amministrativo Unico (D.A.U.). Una volta raccolti, i dati vengono forniti all’Istat che, tenendo conto di specifiche normative comunitarie sulle statistiche del commercio con l’estero, si occupa di rielaborarli per poi passarli al vaglio di verifica e approvazione dei revisori.

Ultimo aggiornamento: maggio 2021

Secondo le stime diffuse dall’Istat, che abbiamo evidenziato nell'articolo del 16 luglio "Maggio negativo per il commercio estero", si è registrata una flessione del 2% rispetto ad aprile dovuta al calo delle vendite verso i mercati extra Ue (-4%), mentre quelle verso l'area Ue risultano stazionarie. Le importazioni scendono invece dello 0,3%.

 

 

 

 


Inflazione

Si riportano, di seguito, gli aggiornamenti forniti dall'Istat, su base mensile, relativi il tasso di inflazione, oltre che sul rincaro generalizzato e continuo nel tempo del livello medio dei prezzi di beni e servizi. L'attenzione sul livello medio dei prezzi determina l’andamento dell’economia, la direzione delle politiche monetarie delle banche centrali ma anche l’aumento o la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. È l'Istat ad occuparsi del calcolo dell’inflazione attraverso l’elaborazione di un indice dei prezzi al consumo, che viene determinato considerando un insieme di prezzi di beni e servizi (il cosiddetto paniere), in grado di rappresentare i consumi delle famiglie. Il paniere dei prezzi al consumo dell'Istat raggruppa, dunque, i prezzi dei beni alimentari, dei servizi sanitari, assicurazioni, prodotti di abbigliamento, calzature, ecc., che possono essere soggetti, nel tempo, a variazioni. Sulla base delle variazioni delle voci di spesa contenute nel paniere, l’Istat elabora l’indice dei prezzi al consumo.

Ultimo aggiornamento: luglio 2021

Le stime preliminari dell'Istat (link ai dati completi in pdf) indicano a luglio un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1,8% su base annua, "trainato" ancora una volta dai beni energetici. Ne parliamo nel nostro articolo del 30 luglio "a luglio prosegue il rialzo dell'inflazione". 

Indice dei prezzi al consumo NIC per divisione di spesa, luglio 2021, fonte Istat


Fiducia dei consumatori e delle imprese

Si riporta l’andamento congiunturale della fiducia dei consumatori e delle imprese, due indici che contribuiscono a inquadrare il clima e la tendenza economica del Paese, sia sotto il profilo imprenditoriale che di fruizione commerciale del cittadino. Per quanto riguarda la fiducia dei consumatori, attraverso una serie di rilevazioni telefoniche a campione, composte da domande specifiche, è possibile rintracciare la fiducia dei singoli e delle famiglie in relazione alla spesa mensile. L’indagine, dalla quale viene estrapolato il conseguente indice di fiducia, delinea un quadro complessivo sul clima del consumatore in relazione a investimenti, risparmi, spese correnti, aspetti personali ed economici. Non meno importante per fotografare l’andamento economico del Paese è l’indice di fiducia delle imprese.

Ultimo aggiornamento: luglio 2021

Dati molto positivi a luglio per la fiducia di imprese e consumatori. Come analizzato nel nostro articolo del 28 luglio (fiducia record per le imprese, ai massimi da tre anni per i consumatori), l’indice di fiducia delle imprese sale da 112,8 a 116,3 punti e quello che “misura” i consumatori da 115,1 a 116,6.

Indici del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese italiani, gennaio 2012-luglio 2021. Fonte Istat

 

 


Pil trimestrale

Si riporta la stima preliminare del Pil che è il risultato dell’adattamento della procedura di calcolo dei conti trimestrali alle condizioni specifiche di disponibilità parziale di molti indicatori congiunturali, che rivestono un ruolo essenziale nel processo di stima. I metodi adottati per l’elaborazione rapida (a 30 giorni dalla fine del trimestre) sono, quindi, sostanzialmente gli stessi di quelli impiegati della costruzione delle stime complete che vengono successivamente diffuse a 60 giorni.

Ultimo aggiornamento: luglio 2021

Come si legge nel nostro articolo del 30 luglio "nel secondo trimestre il Pil vola a+2,7%", le stime preliminari Istat indicano una crescita del 2,7 rispetto ai tre mesi precedenti e del 17,3% in confronto allo stesso periodo del 2020. (link ai dati completi in pdf)

Pil, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali 2014-2021, fonte Istat

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