Indagine sui giovani

Testo integrale della ricerca in collaborazione con Format

<logo>

 

 

 

“INDAGINE SUI GIOVANI”

 
 
In collaborazione con
Format ricerche di mercato

 

 

 

 

 

Venezia, 18 settembre 2010

 

 

 

 

 


 

 

Sommario

1.        Aspetti di metodo. 2

2.        Lavoro. Carriera. Mobilità sociale. 3

3.        Giovani e politica. 4

4.        Giovani imprenditori 6

5.        Database (selezione di grafici significativi). 7

 

 

 

1.     Aspetti di metodo

 

L’indagine è stata effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo degli italiani età compresa tra i 19 e i 39 anni, occupati, disoccupati, inoccupati, studenti e quindi al netto di coloro che non rientravano nell’ambito di tali segmenti di popolazione. Il campione era di tipo stratificato, disproporzionale, a quote costanti, con riporto dei dati all’universo rappresentato e sovracampionamento della numerosità campionaria nelle celle relative allo strato degli “occupati” / imprenditori. La numerosità campionaria complessiva è risultata pari a 1.200 unità (1.200 interviste a buon fine), 1.501 cadute (55,6%). Intervallo di confidenza 95% (Errore +2,9%). Fonte delle anagrafiche: elenco degli abbonati al servizio telefonico nazionale.

La rilevazione è stata effettuata dal primo al sei settembre 2010, con il metodo delle interviste telefoniche, che sono state somministrate con il Sistema Cati (Computer assisted telephone interview) per mezzo di un questionario strutturato, preventivamente concordato con la Committente.

L’indagine è stata svolta nel rispetto del Codice deontologico di riferimento dei ricercatori europei Esomar, del Codice deontologico Assirm e della Legge sulla Privacy (D.lgs n. 196/03).

 

 

 

2.     Lavoro. Carriera. Mobilità sociale

 

Con l’analisi dei temi riguardanti la mobilità sociale è stato tracciato un quadro dell’opinione e delle speranze dei giovani con riferimento al lavoro, alla carriera, alla fiducia di riuscire un giorno a svolgere il lavoro che si desidera, di intraprendere la carriera alla quale si aspira, alla possibilità forse in un futuro non lontano di raggiungere una posizione più influente rispetto a quella dei propri genitori e di guadare di più rispetto a quanto guadagnavano i nostri genitori.

Il tessuto sociale che emerge dalle risposte dei giovani con meno di trenta anni è quello di una generazione che spera, che ha fiducia, che nonostante alcune paure e un certo disorientamento, è convinta tuttavia di “potercela fare”. Quasi il 60% dei giovani sono convinti, infatti, che entro i trenta anni riusciranno ad avere la possibilità, riuscendo in tale intento, di vedere aumentato il proprio status sociale e le proprie possibilità di guadagno, più nel dettaglio il 18,2% dei giovani hanno dichiarano di svolgere già il lavoro che desiderano ed il 39,6% ritiene che riuscirà a svolgerlo proprio entro i trenta anni. I meno convinti ritengono che riusciranno ad aumentare il proprio status sociale e di svolgere il lavoro che desiderano entro i 35 anni (15,7%) o più avanti nel tempo (26,5%).

Gli aspetti ai quali i giovani al di sotto dei trenta anni attribuiscono importanza iniziando a svolgere un’attività lavorativa, ossia “entrando nel mondo del lavoro” sono “il posto fisso” (46,2%), un “lavoro autonomo” (37,7%), un lavoro interessante ed in linea con le proprie aspettative professionali (28,5%), un lavoro che offra in prospettiva delle buone opportunità di carriera (17,8%), una “alta remunerazione” (16,8%), “buone opportunità formative” (11,8%). Più avanti nel tempo, ossia una volta pienamente inseriti nel mondo del lavoro, gli aspetti ai quali i giovani attribuiscono importanza si modificano: se infatti da una parte sicurezza e reddito vengono continuati ad essere indicati dal 58,1% degli intervistati, la “possibilità di diventare / esprimere se stessi” viene indicata ben dal 52,7% dei giovani.

Diffusa è l’idea che il futuro possa essere migliore, e che la vita che si ha davanti possa riservarci un avvenire migliore, per lo meno in termini di status, prestigio e possibilità di guadagno, rispetto a quello che era stato riservato ai propri genitori. La fiducia dei giovani non sempre è proiettata su se stessi, in alcuni casi riguarda le generazioni che verranno, i “propri figli”, quelli che ancora non si hanno ma per i quali eppure si spera, dando segno di sentirsi parte di una storia che va avanti: e se non si è certi che si potrà riuscire a vivere noi stessi una vita migliore rispetto a quella dei propri genitori, più spesso si è certi che comunque il domani potrà essere migliore, se non per noi giovani oggi, per i giovani di domani, e allora se il 24,7% degli intervistati è certo che un giorno riuscirà a diventare più influente socialmente rispetto a quanto non lo siano stati i propri genitori, il 33,3% del campione ritiene che se non lui certamente riusciranno a diventare più influenti socialmente i suoi figli o comunque le nuove generazioni. Il 27,6% degli intervistati è convinto che un giorno riuscirà ad avere un lavoro di prestigio pari o superiore rispetto a quello dei propri genitori, ed il 32,6% è convinto che i propri figli avranno modo “certamente” di svolgere un lavoro di qualità e di prestigio superiori a quello dei loro genitori. Per quanto riguarda l’incremento delle proprie possibilità di guadagno il 22,7% dei giovani è certo che un giorno avranno modo di essere più ricchi, ovvero di poter disporre di maggiori disponibilità economiche, rispetto a quelle della propria famiglia di origine, ed il 28,5% è certo che le “nuove generazioni” avranno modo di essere più ricche, ovvero di poter disporre di maggiori disponibilità economiche, rispetto a quelle della loro famiglia di origine.

Del resto già attualmente il 30,6% dei giovani dai 19 ai 39 anni si sono dichiarati molto soddisfatti del proprio attuale tenore di vita ed il 56,2% si sono dichiarati soddisfatti e soltanto il 13,2% è risultato non soddisfatto. I giovani più soddisfatti del proprio attuale tenore di vita sono tutti coloro che svolgono una professione autonoma (liberi professionisti e imprenditori) e coloro che risiedono nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, assai meno coloro che risiedono nelle regioni del centro Italia, del Sud/isole e nelle grandi aree metropolitane.

Per svolgere il lavoro al quale si è interessati sono quattro i fattori ai quali i giovani attribuiscono maggiore importanza: le proprie doti personali di forza, carattere e determinazione (73,4%), le proprie abilità e competenze tecniche personali (71,5%), le proprie personali capacità di intraprendenza (71,5%) e le proprie doti umane in termini di creatività e scaltrezza (67,6%).

Per svolgere il tipo di lavoro atteso, per intraprendere una carriera, i giovani sarebbero disposti a fare delle rinunce. Il 38,5% sarebbe disponibile a sacrificare il tempo libero da dedicare alle proprie passioni, il 35,0% sarebbe disposto a spostarsi geograficamente, anche per sempre, il 29,8% sarebbe disposto a sposarsi più tardi, il 29,7% sarebbe disposto a spostarsi geograficamente, ma per un periodo limitato nel tempo. Del tutto insignificante la percentuale dei giovani disposta a sacrificare i propri valori per la carriera o per il lavoro. Valori del resto che i giovani hanno ereditato e fatti propri: i valori che più di altri i giovani sentono di condividere con i propri genitori sono la famiglia (85,3%) ed i valori religiosi (55,6%). I valori meno condivisi sono quelli che hanno a che fare con le idee politiche: soltanto un giovane ogni quattro condivide le idee politiche dei propri genitori.

Il 15,8% dei giovani di età compresa tra i 19 ed i 39 anni pensano di dare vita ad una propria impresa nel prossimo futuro, ossia nei prossimi cinque anni. Servizi, commercio e turismo sono i settori di attività economica nei quali più frequentemente i giovani intenderebbero avviare una attività. L’idea di diventare un imprenditore prevale presso gli uomini, presso i giovanissimi (19-24 anni), presso coloro che hanno un titolo di studio medio/alto, alto, presso coloro che risiedono nelle regioni del Nord-Est e del Sud Italia. La stragrande maggioranza dei giovani che hanno dichiarato di non essere interessati a dare vita ad una propria impresa nel prossimo futuro hanno motivato il proprio comportamento con la “mancanza di una idea imprenditoriale” (61,6%). Il 15,6% ha fatto riferimento alla mancanza di risorse finanziarie ed il 13,6% al timore di mettersi in gioco.

 

 

3.    Giovani e politica

 

Il rapporto tra giovani e politica è stato analizzato considerando aspetti quali “quanto” e “come” i giovani parlano di politica, “con chi ne parlano”, “quanto e come si informano” sugli accadimenti di natura politica, quante volte nel corso degli ultimi 12 mesi hanno avuto modo di ascoltare un dibattito politico, o di fare “politica attiva”, aderendo ad una manifestazione, oppure facendo vita associativa presso una organizzazione di categoria degli imprenditori o dei lavoratori. Attraverso l’analisi combinata di tali aspetti è stato possibile raggruppare i giovani di età compresa tra i 19 ed i 39 anni in tre gruppi:

 

  • il gruppo di coloro che sono interessati alla politica;
  • il gruppo di coloro che “non sono indifferenti” alla politica;
  • il gruppo di coloro che sono assolutamente indifferenti alla politica.

 

Il gruppo dei giovani interessati alla politica è formato da tutti coloro che negli ultimi 12 mesi hanno dichiarato di avere avuto modo, almeno una volta al mese, di parlare di politica e/o di essersi informato sugli accadimenti politici tramite i media, e/o di avere ascoltato un dibattito politico, e che svolgono “politica attiva”. Questo gruppo pesa sull’intero campione il 13,5% dei giovani. Tra questi prevalgono leggermente le donne sugli uomini, i giovani con una età compresa tra i 35 ed i 40 anni, con un titolo di studio medio/alto, alto (medie superiori, laurea), residenti in prevalenza nelle regioni del centro Italia e del Meridione. Tra i giovani interessati alla politica prevalgono inoltre i lavoratori autonomi, nell’ambito dei quali la componente degli imprenditori risulta essere assai significativa.

Il gruppo dei giovani che “non sono indifferenti” alla politica è formato da tutti coloro che negli ultimi 12 mesi hanno dichiarato di avere avuto modo sporadicamente di parlare di politica, e/o di essersi informato sugli accadimenti politici tramite i media anche in questo caso in modo sporadico e occasionale. Si tratta di un gruppo molto vasto, formato dal 59,9% dei giovani.

Il gruppo di coloro che sono assolutamente indifferenti alla politica è formato dai giovani che negli ultimi 12 mesi non hanno mai parlato di politica, non si sono informati di politica attraverso i media, non hanno ascoltato un dibattito politico e tanto meno non hanno mai svolto politica attiva. I “lontanissimi” dalla politica sono il 26,6% dei giovani, tra questi prevalgono i giovanissimi, ossia coloro che hanno meno di 25 anni, gli uomini, gli studenti, gli inoccupati e gli occupati “dipendenti”, coloro che risiedono nelle regioni del nord Italia.

I giovani tra i 19 ed i 39 anni interessati veramente alla politica sono quindi oggi in Italia poco più di uno su dieci, per di più con una alta concentrazione tra coloro che hanno tra i 35 ed i 39 anni, mentre quasi tre giovani ogni dieci sono totalmente indifferenti alla politica.

Il 36,7% dei giovani parla di politica, ossia “tutti i giorni” o “almeno una volta alla settimana”, in famiglia, sul lavoro o con i propri amici e/o conoscenti.

Il 47,8% dei giovani si tiene informato di politica tramite i media, utilizzando per lo più la televisione (86,5%), i quotidiani (48,1%), Internet (28,5%) e la radio (15,4%). Coloro che tendono a fare maggiore attenzione ai fatti di ordine politico sui media sono gli uomini con un’età superiore ai 25 anni. Coloro che al contrario non si tengono informati circa gli accadimenti politici motivano tale comportamento con il proprio totale disinteresse nei confronti della politica (55,4%), perché non hanno fiducia nella politica (28,8%), perché non hanno tempo di seguire la politica (8,2%), perché la politica sarebbe troppo complicata (5,1%).

Il 16,1% dei giovani dai 19 ai 39 anni ha ascoltato un dibattito politico negli ultimi 12 mesi, ed il 12,8% ha svolto “politica attiva”, partecipando ad un corteo o ad una manifestazione (67,6%), partecipando ad un evento politico (38,5%), alla vita di una associazione di categoria degli imprenditori (7,5%), svolgendo attività gratuita in favore di un partito politico (5,9%) o presso un’associazione di categoria dei lavoratori (5,2%).

Il livello di fiducia dei giovani nei confronti della politica è stato analizzato verificando quanto alcune istituzioni ed alcuni soggetti, e tra questi i “politici”, siano in grado, a loro avviso, di influire concretamente sulle loro aspettative personali per quanto concerne la possibilità di accedere, prima o poi, al lavoro e/o alla professione di loro interesse (o di migliorare la propria condizione lavorativa professionale per coloro che sono già inseriti nel mondo del lavoro).

Le istituzioni considerate sono state la famiglia (i propri genitori), le relazioni, le proprie conoscenze personali e quelle della propria famiglia, la scuola e l'università, la chiesa e le organizzazioni religiose, le organizzazioni della cosiddetta società civile (associazioni, sindacati, volontariato, ecc.), la politica, i politici, ovvero coloro che, indipendentemente dall’orientamento, sono delegati alla guida del paese.

La propria famiglia, le proprie relazioni personali e quelle della propria famiglia, la scuola e l’università costituiscono i soggetti nei quali i giovani ripongono maggiore fiducia per vedere concretizzarsi le proprie aspettative personali con riferimento al lavoro, ossia per accedere prima o poi al lavoro o alla professione di proprio interesse o per migliorare la propria condizione professionale attuale. Credono e ripongono fiducia nella propria famiglia il 49,4% dei giovani, credono e ripongono fiducia nell’importanza delle proprie relazioni personali e in quelle della propria famiglia di origine il 42,0% dei giovani, mentre il 35,6% dei giovani ripone fiducia nella scuola e nell’università per accedere prima o poi al lavoro desiderato/atteso. Soltanto il 15,9% dei giovani ha fiducia nella politica, ossia ritiene che coloro che sono delegati alla guida del paese abbiano un qualche genere di influenza sul destino lavorativo o professionale degli intervistati. Il basso livello di fiducia dei giovani nei confronti dei politici spiega anche come mai le richieste che i giovani fanno ai politici vengano espresse in modo debole e inconsistente (“si domanda poco e senza crederci a coloro nei quali non si ripone sostanzialmente fiducia”): i giovani chiedono ai politici “agevolazioni particolari per potere accedere al credito”, un “posto di lavoro fisso e garantito”, “azioni che favoriscano il merito”, “un’azione incisiva in favore dei giovani che intendono farsi una famiglia ed avere dei figli”. Si tratta tuttavia come si diceva di richieste fatte senza entusiasmo, senza crederci. Ci si aspetterebbero interventi del tipo di quelli indicati dai politici, ma i giovani disposti a dare credito alla politica e a credere che la politica sia in grado di provvedere in tal senso, sono assai pochi.

 

 

4.     Giovani imprenditori

 

Le aspirazioni che spingono un giovane a “fare impresa” sono principalmente tre secondo gli intervistati: il desiderio di potere svolgere il proprio lavoro in autonomia (40,8%); il piacere di mettersi in gioco (28,2%); l’idea che facendo impresa si abbia la possibilità di svolgere un lavoro interessante ed in linea con le proprie aspettative personali (24,0%). A tali aspirazioni fanno da contrafforte le qualità e le doti ritenute importanti dagli intervistati per “fare impresa”: gli aspetti più importanti per lo svolgimento della propria attività sono risultati per i “giovani imprenditori” le competenze tecniche personali acquisite con l’esperienza, la capacità di fare innovazione e di investire rischiando personalmente, le competenze acquisite grazie alla formazione.

Per quanto concerne il rapporto della politica se da una parte gli imprenditori risultano essere tra i giovani che se ne interessano maggiormente, non diversamente dall’intero tessuto dei giovani italiani, i giovani imprenditori sperano assai poco dalla politica. Se da una parte quindi gli intervistati hanno saputo identificare alcune delle priorità delle quali la collettività dovrebbe tenere conto per sostenere le imprese guidate dai “giovani imprenditori”, da un’altra soltanto una percentuale assai esigua di questi ultimi è disposta a riconoscere nei “politici” il soggetto più idoneo per dare attuazione a tali esigenze. Le priorità identificate dai “giovani imprenditori” hanno riguardato la riduzione degli oneri sociali sul lavoro (48,4%), la riduzione delle imposte dirette (20,7%), la diminuzione degli adempimenti burocratici ed amministrativi per le imprese (15,6%), le facilitazioni per l’accesso al credito (15,6%). I soggetti più idonei a fornire supporto alle imprese guidate dagli imprenditori giovani sono stati le associazioni di categoria degli imprenditori (73,9%), gli enti locali (20,1%) e poi di seguito la società civile nel suo complesso e le camere di commercio. Soltanto una percentuale assai esigua del campione ha fatto riferimento ai politici.

 


 

5.     Database (selezione di grafici significativi)

 

Negli ultimi 12 mesi ha avuto occasione di parlare di politica in famiglia, o sul lavoro, o con i suoi amici e/o conoscenti … (scambi di opinione/“parlare di politica”)?

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

 

Negli ultimi 12 mesi si è tenuto informato di politica tramite i media?

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

Come mai non si tiene informato sulla politica?

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

 


 

Quanta fiducia ha da “0” a “10” (10 = max fiducia) nelle indicate istituzioni di influire concretamente sulle Sue aspettative personali per quanto concerne la possibilità di accedere, prima o poi, al lavoro o comunque alla professione di proprio interesse?

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

 

 


 

Con riferimento alla carriera, ovvero alla possibilità di vedere aumentato nel tempo il proprio status sociale e le proprie possibilità di guadagno, ritiene che avrà modo di svolgere il lavoro desiderato? (Solo giovani sotto i trenta anni).

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

 

 

Lei ritiene che andrà a vivere per conto proprio, ossia non con la propria famiglia di origine? (Giovani sotto i trenta anni)

Fonte: Indagine Format ricerche di mercato

20 settembre 2010

CARICA ALTRI CONTENUTI