Pagamenti digitali: tutte le informazioni

Pagamenti digitali: tutte le informazioni

Una guida per comprendere gli ultimi incentivi e interventi normativi volti a promuovere l'utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento. 

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30 giugno 2022

La digitalizzazione dei pagamenti, così come l'incentivo all'uso del pos, sono tra i più importanti obiettivi del governo. Si parla di bonus bancomat, cashback, super cashback e di un piano vero e proprio di interventi per contrastare l'evasione fiscale. 

I pagamenti digitali: sviluppo del mercato e criticità ancora da superare

I sistemi di pagamento sono certamente una delle grandi aree di sviluppo delle tecnologie digitali. Da una prima sommaria lettura, in base agli ultimi confronti internazionali riportati nell'Appendice alla Relazione annuale della Banca d’Italia del 29 maggio 2020 e relativi alla diffusione degli strumenti di pagamento diversi dal contante (assegni, bonifici, disposizioni di incasso, pagamenti con carte), emerge che il numero di operazioni pro-capite in Italia risulta ancora inferiore alla media europea.

Andando però ad analizzare il dato nel dettaglio, si osserva che i maggiori divari riguardano l’utilizzo di bonifici e disposizioni d’incasso, strumenti che, in genere, non riguardano le transazioni nell'attività di vendita di beni e servizi al dettaglio. Rispetto alla Germania, in Italia si registrano 24,1 bonifici annui pro-capite contro i 77,8 e 19,6 disposizioni d’incasso pro-capite contro 128,1.

Sul fronte delle operazioni di pagamento su Pos, invece, il confronto con la Germania evidenzia un utilizzo sostanzialmente equivalente: 64,8 operazioni annue pro-capite in Italia, contro il 64,3.

In linea generale, poi, sempre in base ai dati riportati nell'ultima Relazione annuale della Banca d’Italia, le operazioni con carte di pagamento nel 2019 sono cresciute in Italia a doppia cifra rispetto all'anno precedente. Se osserviamo nel dettaglio, si noterà che:

  • il numero delle operazioni di pagamento con carta di credito è salito da 1,05 a 1,21 miliardi (+15%);
  • le operazioni con carte di debito è passato da 2,20 a 2,47 miliardi (+ 12%);
  • il numero delle operazioni con carte prepagate da 739 a 969 milioni (+ 31%).

Inoltre, in Italia risultano installati oltre 3 milioni di terminali Pos a fronte di 10,5 milioni complessivamente installati in tutti i Paesi dell’area euro.

In totale nel 2019 sono state effettuate in Italia oltre 4,6 miliardi di operazioni su Pos per un controvalore transato di circa 260 miliardi di euro.

Con la pandemia le tecnologie digitali di pagamento hanno registrato una crescita notevole in Italia. Secondo l'ultima Relazione annuale della Banca d'Italia, le carte di pagamento sono state preferite al contante per gli acquisti al dettaglio. La paura di un possibile contagio ha sicuramente influito su questa nuova tendenza dei consumatori italiani, che si sono spostati maggiormente verso gli acquisti digitali e le transizioni "contactless". 

Fonte: elaborazione su dati Banca d'Italia, Istat e Confcommercio

Per un maggior approfondimento leggi l'articolo dedicato ai cambiamenti del commercio in Italia e nel mondo.


Interventi per i pagamenti digitali

Certamente, la modernizzazione del sistema dei pagamenti del nostro Paese va comunque perseguita in un contesto di complementarietà tra l’uso delle banconote, i pagamenti elettronici e i servizi digitali. Tuttavia è necessario procedere ad una decisa riduzione dei costi collegati all'accettazione di pagamenti tramite Pos.

Per favorire un maggiore utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento e di ridurre gli oneri a carico delle imprese, il governo ha introdotto alcuni incentivi per i consumatori (cashback) e le imprese (credito d’imposta).

Tuttavia, mentre per il finanziamento del meccanismo di cashback è stato previsto uno stanziamento pari a 1,75 miliardi di euro per l’anno 2021, per l’agevolazione sotto forma di credito d’imposta per la riduzione delle commissioni, risultano solo 28,4 milioni di euro per il 2020 e altri 56,7 a partire dal 2021.

Il Cashback

Nel 2021 è stata prevista un’iniziativa per promuovere l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento: il cosiddetto “cashback”. Dal 1° gennaio 2021 il cittadino che procedeva ad un acquisto tramite pagamento digitale (carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e apposite app) in negozi, bar, ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti, aveva diritto ad un rimborso sulla spesa effettuata.

In pratica con un minimo di 50 pagamenti effettuati in un semestre, si aveva diritto ad un rimborso del 10% dell'importo speso. Il massimo del rimborso complessivo era di 150 euro a semestre (quindi fino a 300 euro in un anno).

Il governo aveva previsto anche il super cashback, ovvero un premio di 1.500 euro spettante ai primi 100 mila partecipanti che hanno effettuato un maggior numero di pagamenti digitali a semestre. 

L’intero programma non è però stato rinnovato nel 2022. La ragione del mancato rinnovo risiede nel fatto che il Consiglio dei Ministri ha deciso di dirottare le risorse su altre voci di spesa, nonostante il buon esito dell'iniziativa tra i cittadini.

Le misure previste nel Pnrr

Il 13 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di attuazione di un "pacchetto" di norme fiscali per velocizzare l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra queste troviamo l'anticipo al 30 giugno delle sanzioni per chi rifiuta i pagamenti elettronici (inizialmente dovevano scattare dal primo gennaio 2023). La multa partirà da una base fissa di 30 euro più il 4% del valore della transazione negata. 

Una misura non condivisa da Confcommercio che per favorire i pagamenti digitali propone "l'abbattimento delle commissioni e dei costi a carico di consumatori e imprese", a cominciare dal potenziamento del credito d'imposta sulle commissioni pagate dall'esercente.

Alcuni dati di mercato

La crescita dell’utilizzo delle carte di pagamento è attestata dai grafici seguenti, su base dati Banca d’Italia. Di seguito i dati relativi al numero di transazioni con i dettagli relativi a carte di credito, carte di debito e prepagate relative al periodo 2012-2019.

Elaborazione Settore Credito Confcommercio su base dati Banca d’Italia.

Anche i dati relativi agli importi transati attestano una crescita molto significativa nel periodo 2012-2019.

Elaborazione Settore Credito Confcommercio su base dati Banca d’Italia


Alcune evidenze dal Focus carte di credito e di debito dell’Osservatorio Credito Confcommercio Elaborazione Settore Credito Confcommercio su base dati Banca d’Italia

Nei primi mesi del 2020, è stata realizzato un approfondimento sull'esperienza delle imprese del terziario (commercio, turismo e servizi) rispetto all'utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento. L’indagine si basa su un campione statisticamente rappresentativo delle imprese italiane del terziario.

Di seguito riportiamo le principali evidenze emerse dall'indagine.

  • Fasce di importo

Il 72% delle imprese utilizza il POS per pagamenti con carte di credito su importi sopra i 50 euro. Nel caso di carte di debito, tale percentuale passa al 65%.

  • Convenienza del POS

Il 67% delle imprese considera «non vantaggiosa» l’accettazione delle carte di credito e debito: il primo motivo di insoddisfazione (95%) è legato ai costi di gestione e delle commissioni;

  • Commissioni

Circa la metà degli esercenti si è rivolto alla propria banca per trattare una riduzione delle commissioni: il 60% non ha ricevuto soddisfazione;

  • Incentivi

Il 75% degli esercenti considera prioritaria la riduzione dei costi nell’ottica di una spinta generale alla diffusione delle carte; il 23% chiede di ridurre i costi di installazione e gestione;

  • Pagamenti con smartphone e APP

In crescita, seppur ancora limitata al 25% delle imprese, l’accettazione di pagamenti tramite smartphone e APP.

 


A cura di
Alice Coccia

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