Obbligo Pos: Confcommercio, "sanzioni inutili, ridurre costi e commissioni per gli esercenti"

Obbligo Pos: Confcommercio, "sanzioni inutili, ridurre costi e commissioni per gli esercenti"

Dal 30 giugno scorso sono scattate le nuove regole previste sull'obbligo di accettare i pagamenti elettronici. "Potenziare lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni e introdurre la gratuità per i micropagamenti".

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14 luglio 2022

Dal 30 giugno scorso negozianti, artigiani e studi professionali che non permetteranno ai clienti i pagamenti tramite Pos potranno essere multati. Scattano infatti le nuove regole previste dall'ultimo decreto Pnrr: per chi rifiuta il pagamento elettronico sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione. Confcommercio in una nota ha ribadito la sua linea sottolineando che "non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti".

"Già oggi nel nostro Paese - ha sottolineato Confcommercioil numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate è elevato con una crescita, nell’ultimo quinquennio, del 120% e sono oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attività commerciali e di servizi. E’ dunque evidente che il nostro sistema dei pagamenti è già in pieno sviluppo, ora va fatto di più per modernizzare ulteriormente questo processo rendendolo più efficiente e meno oneroso". 

"Agire per via sanzionatoria per la mancanza del Pos - ha concluso Confcommercio -non è certo la strada da seguire, andrebbe invece prorogata tempestivamente la misura istituita dal decreto “Sostegni-bis”, in scadenza a fine giugno, che dispone l’incremento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti che adottano sistemi evoluti di incasso". 

pagamento elettronico con dispositivo pos e carta di credito o bancomat

Pos obbligatorio, le sanzioni

La Guardia di Finanza ha emesso due note con le istruzioni ai reparti territoriali che chiariscono i dubbi sulle modalità e i tempi in cui saranno applicati i provvedimenti a chi non rispetta le regole sull'obbligo del Pos. L’accertamento da parte delle autorità può scattare solo a seguito della denuncia del soggetto al quale è stato rifiutato il pagamento con carta. In questo caso la legge prevede una doppia penalità:

  • 30 euro in misura fissa;
  • 4% del valore della transizione negata.

La sanzione però può scattare solo nel momento in cui al consumatore viene negato il pagamento elettronico con carta di credito o bancomat. Se il cliente invece non ne fa richiesta, non ci sono le condizioni necessarie per infliggere la multa, anche nei casi in cui l'esercente risulta sprovvisto di Pos. Inoltre, il titolare dell'attività è sanzionabile solo se rifiuta i pagamenti con le carte, ma nel caso invece di altre forme di pagamento non tracciabili, come ad esempio i bonifici, l'esercente può tranquillamente decidere in autonomia di non accettarli. 

Anche per i casi di malfunzionamento del Pos, per mancanza di linea o quando si presentano "comprovati problemi di malfunzionamenti tecnici dei dispositivi" non sono previste sanzioni. Saranno poi i finanzieri stessi o gli ufficiali e gli agenti di polizia ad accertarsi del disservizio.

Le partite Iva che hanno l'obbligo di accettare pagamenti con carte o bancomat sono:

  • commercianti;
  • artigiani;
  • liberi professionisti (come ad esempio commercialisti, avvocati, ecc.);
  • tabaccai;
  • venditori ambulanti;
  • attività ricettive (alberghi, ristoranti, ecc.);
  • tassisti.

Tutte le violazioni saranno trasmesse al prefetto della provincia in cui sono avvenute e registrate all’interno del software Ares della Guardia di Finanza. 

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