Obbligo Pos, esentati i tabaccai

Obbligo Pos, esentati i tabaccai

Dal 30 giugno scorso sono scattate le nuove regole sull'obbligo di accettare i pagamenti elettronici per negozianti, artigiani e studi professionali  La vendita di tabacchi e valori bollati ne è esonerata.

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5 dicembre 2022

Il 30 giugno scorso negozianti, artigiani e studi professionali che non permettono ai clienti i pagamenti tramite Pos possono essere multati. Sono infatti scattate le nuove regole previste dall'ultimo decreto Pnrr: per chi rifiuta il pagamento elettronico sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione.

È arrivata invece l'esonero per i tabaccai dall'obbligo di accettare pagamenti con carta di credito per la vendita di generi di monopolio, valori postali e bollati.

Nella bozza della nuova manovra è però previsto l'innalzamento del tetto massimo entro il quale non sarà obbligatorio per l'esercente accettare pagamenti tramite Pos. Inizialmente l'ipotesi era di 30 euro, poi era passata a 60. Secondo le indicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del 3 dicembre scorso, si andrà invece verso una riduzione della soglia. L'annuncio è arrivato direttamente dalla premier in una diretta Facebook, primo appuntamento della rubrica "Le pillole di Giorgia". 

pagamento elettronico con dispositivo pos e carta di credito o bancomat

Pos obbligatorio, le sanzioni

La Guardia di Finanza ha emesso due note con le istruzioni ai reparti territoriali che chiariscono i dubbi sulle modalità e i tempi in cui saranno applicati i provvedimenti a chi non rispetta le regole sull'obbligo del Pos. L’accertamento da parte delle autorità può scattare solo a seguito della denuncia del soggetto al quale è stato rifiutato il pagamento con carta. In questo caso la legge prevede una doppia penalità:

  • 30 euro in misura fissa;
  • 4% del valore della transizione negata.

La sanzione però può scattare solo nel momento in cui al consumatore viene negato il pagamento elettronico con carta di credito o bancomat. Se il cliente invece non ne fa richiesta, non ci sono le condizioni necessarie per infliggere la multa, anche nei casi in cui l'esercente risulta sprovvisto di Pos. Inoltre, il titolare dell'attività è sanzionabile solo se rifiuta i pagamenti con le carte, ma nel caso invece di altre forme di pagamento non tracciabili, come ad esempio i bonifici, l'esercente può tranquillamente decidere in autonomia di non accettarli. 

Anche per i casi di malfunzionamento del Pos, per mancanza di linea o quando si presentano "comprovati problemi di malfunzionamenti tecnici dei dispositivi" non sono previste sanzioni. Saranno poi i finanzieri stessi o gli ufficiali e gli agenti di polizia ad accertarsi del disservizio.

Le partite Iva che hanno l'obbligo di accettare pagamenti con carte o bancomat sono:

  • commercianti;
  • artigiani;
  • liberi professionisti (come ad esempio commercialisti, avvocati, ecc.);
  • tabaccai (tranne tabacchi, valori bollati e postali);
  • venditori ambulanti;
  • attività ricettive (alberghi, ristoranti, ecc.);
  • tassisti.

Tutte le violazioni saranno trasmesse al prefetto della provincia in cui sono avvenute e registrate all’interno del software Ares della Guardia di Finanza. 

Leggi anche l'approfondimento sui Pagamenti digitali

Tabaccai, niente pos per sigarette e valori bollati

"I tabaccai saranno esentati dall'obbligo di accettare pagamenti con carta di credito per i tabacchi ed i valori bollati". Lo ha annunciato il direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, dopo aver firmato il 24 ottobre scorso una determina in tal senso.

Una notizia accolta con grande soddisfazione della Fit, la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio, per la quale "la bassa marginalità di questi prodotti e servizi mal si concilia con i costi di transazione della moneta elettronica". Il presidente, Mario Antonelli, ha sottolineato che le tabaccherie sono concessionari di Stato e non semplici esercizi commerciali. È per via di questa distinzione, infatti, che possono vendere prodotti di monopolio come il tabacco e le sigarette.

"La fiscalità dei tabacchi e dei valori bollati e postali - ha aggiunto Antonelli - è certificata a monte e pertanto su tali prodotti le finalità antielusione della norma del 2012 sono superflue". Senza contare i bassi margini di guadagno su questi prodotti, viste i costi delle commissioni così alti.

"Per questo accettare o meno il pagamento con il Pos deve essere per il tabaccaio una
facoltà e non un obbligo. In tanti oggi accettano il pagamento con carta e continueranno a farlo. Fermo restando che solo condizioni bancarie più favorevoli possono davvero facilitare la più completa diffusione dei pagamenti con moneta elettronica”,
ha concluso Antonelli.

La posizione di Confcommercio

In una nota Confcommercio ha ribadito la sua linea sottolineando che "non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti".

Oggi in Italia il numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate è molto alto, con una crescita, nell’ultimo quinquennio, del 120% e oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attività commerciali e di servizi. "È quindi evidente - ha proseguito Confcommercio - che il nostro sistema dei pagamenti è già in pieno sviluppo, ora va fatto di più per modernizzare ulteriormente questo processo rendendolo più efficiente e meno oneroso". 

"Agire per via sanzionatoria per la mancanza del Pos - ha concluso Confcommercio -non è certo la strada da seguire, andrebbe invece prorogata tempestivamente la misura istituita dal decreto “Sostegni-bis”, in scadenza a fine giugno, che dispone l’incremento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti che adottano sistemi evoluti di incasso". 

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