A Bergamo il terzo Forum di Impresa Cultura Italia

A Bergamo il terzo Forum di Impresa Cultura Italia

Il 23 e 24 novembre scorso due giorni di dibattiti su innovazione, tecnologie e nuovi modelli organizzativi. Fontana: "l’innovazione deve andare di pari passo con lo sviluppo umano e con lo sviluppo dell’intelligenza dell’uomo".

DateFormat

28 novembre 2023

Si è tenuta a Bergamo il 23 e 24 novembre scorso la terza edizione del Forum di Impresa Cultura Italia, la due giorni di riflessioni promossa da Coordinamento delle imprese culturali e creative di Confcommercio per analizzare e approfondire il forte legame che esiste tra innovazione e impresa culturale. A chiudere i lavoro le parole del presidente di Impresa Cultura Italia, Carlo Fontana: “da questi due giorni di interessanti riflessioni sul rapporto tra tecnologia e impresa culturale, evidenzierei alcuni punti. Ascoltando i relatori ho rintracciato un unico comun denominatore: oggi, dopo il grande spartiacque della pandemia, i pubblici differenziati che si sono formati hanno un profondo bisogno di una partecipazione attiva. Come può essere attiva una partecipazione quando vivi un mondo virtuale e poi ti confronti con un mondo che è invece reale? Per le nuove generazioni tale dicotomia non esiste, per cui reale e digitale coesistono tranquillamente. E ciò porta ad una conseguenza: la partecipazione attiva si trasforma in esperienza”.

Fontana si è poi concentrato sul tema del progresso dell’innovazione: “l’idea per cui la tecnologia sia sinonimo di progresso deve essere in una qualche misura corretta: l’innovazione deve andare di pari passo con lo sviluppo umano e con lo sviluppo dell’intelligenza dell’uomo. È ormai evidente che l’innovazione tecnologica trasforma il modo di fare impresa culturale, e quindi la sua modalità di fruizione. Questo comporta che le nuove metodologie potranno portare finalmente anche nel nostro paese un ricambio generazionale nel management. Abbiamo bisogno di nuovi modelli e nuove esperienze formative. Ricordo che nel 1986, quale direttore del settore musica della Biennale di Venezia, promossi una mostra sulle macchine di intelligenza artificiali primordiali così che il visitatore era in grado di comporre musica, anche senza avere delle competenze musicali. Un’esperienza archetipa ma che adesso è diventata quotidianità.”

“Spero che la nuova tecnologia diventi la migliore alleata dell’umanesimo, e che uomo e tecnologia possano collaborare insieme. Il progresso tecnologico dovrà andare di pari passo con il progresso sociale e culturale. L’intelligenza artificiale può certamente migliorare l’umanità, ma bisogna essere consapevoli di utilizzarla in modo corretto.  Non possiamo diventare schiavi delle tecnologie: le intelligenze artificiali sono strumenti utili per rafforzare la nostra intelligenza, per migliorare la polifonia dell’essere umano. Se saremo in grado di collaborare, potremo senz’altro vivere con uno stile di vita migliore”, ha concluso il presidente di Impresa Cultura Italia.

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca