Fine del mercato tutelato dell'energia, “serve una proroga”

Fine del mercato tutelato dell'energia, “serve una proroga”

In vista della scadenza del 31 dicembre prossimo Confcommercio rileva che "non è opportuno rimuovere il servizio per una platea così ampia di imprese (circa 1,7 milioni), che stanno già subendo rincari dei prezzi energetici a doppia cifra".

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3 ottobre 2022

“Gli incrementi oramai fuori controllo dei valori delle materie prime energetiche, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, rendono necessaria una proroga del termine per il superamento del regime di tutela di prezzo per le microimprese: è la posizione di Confcommercio sulla scadenza, il 31 dicembre prossimo, della tutela per le microimprese nel mercato dell’energia.

Le microimprese con potenza impegnata inferiore o uguale a 15 kilowatt per le quali cesserà appunto il servizio di maggior tutela sono attualmente circa 1,7 milioni (il 25% dei clienti connessi in bassa tensione diversi dai domestici). Ad oggi, molte imprese continuano a preferire il mercato tutelato perché fornisce maggiori garanzie sul prezzo della fornitura, visto il forte rialzo dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica degli ultimi mesi. “Proprio in questo particolare momento di incertezza e di estrema volatilità dei prezzi dell’energia, non è opportuno rimuovere il servizio regolato di vendita dell'energia elettrica per una platea così ampia di imprese, che stanno già subendo rincari dei prezzi energetici a doppia cifra. Peraltro, la crisi sta mettendo a rischio la sopravvivenza di decine di venditori sul mercato libero che non saranno in grado nei prossimi mesi di continuare la loro attività, creando così ulteriore instabilità a danno dei consumatori finali”, continua Confcommercio.

“Di fronte alle difficoltà a cui stiamo assistendo – conclude Confcommercio - bene ha fatto l’Autorità di regolazione dell’energia ad inviare una segnalazione a Governo e Parlamento chiedendo di posticipare la fine della tutela elettrica per le microimprese. I dati del resto parlano chiaro: le offerte disponibili sul libero mercato sono risultate, spesso, non convenienti rispetto alle tariffe del servizio di maggior tutela, con un livello di spesa annua media prevista costantemente superiore alla spesa dei servizi di tutela, sia per le offerte a prezzo fisso che per quelle a prezzo variabile. Secondo le recenti rilevazioni dell’Osservatorio Energia Confcommercio, il prezzo medio delle offerte nel libero mercato è cresciuto del +78% rispetto a un anno fa, risultando sempre più oneroso rispetto alle tariffe dell’elettricità nel tutelato”.

Leggi anche l'approfondimento sul Bonus sociale luce e gas

Figisc: "subito un Ministero dell'energia"

La crisi energetica che sta attraversando il Paese ha fatto emergere alcuni profondi errori di politica economica: l'assenza di una concreta e realistica strategia energetica, l'inadeguatezza e la fragilità dei provvedimenti assunti dalla politica italiana e infine la scelta del precedente governo di collegare la politica energetica, in seno al Ministero dell'Ambiente, ribattezzato con il nome di Transizione ecologica.

Questo l'allarme lanciato da Figisc, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti, insieme alle altre Federazioni di categoria Faib e Fegica, alla vigilia dell'insediamento Parlamento e del nuovo governo.

In questi anni in cui servivano interventi strutturali e immediati da parte del governo, il Mite "si è occupato poco e male dei problemi energetici", ha spiegato Figisc nella nota. Il Ministero è infatti nato per "occuparsi di biodiversità, di salvaguardia del territorio, di fenomeni elettromagnetici, del patrimonio costiero, ecc". Le nuove competenze, che riguardano lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, senza un quadro di riferimento complessivo e una visione d'insieme risultano confuse e poco inserite nelle politiche ministeriali.

Oggi ci troviamo davanti alla "più grave crisi energetica che l'Italia abbia mai affrontato, molto peggio di quella del 1974". La situazione è in netto peggioramento e ora più che mai appare più urgente "un accentramento delle risorse e delle competenze in un unico soggetto istituzionale" che si occupi esclusivamente "della programmazione, dell’organizzazione e della gestione delle funzioni produttive in materia di industria, energia, artigianato, commercio e PMI dei servizi e del terziario", ha proseguito Figisc.

È arrivato quindi il momento di costituire un "Ministero per l'Energia" (o almeno il ritorno dell’Energia nel dicastero dello Sviluppo Economico), anche alla luce degli importanti obiettivi del Pnrr, della transizione e dei grandi cambiamenti della mobilità che impattano sul settore produttivo e distributivo. "Non è più tempo di attardarsi in discussioni inutili: c’è bisogno di fare in fretta!", ha concluso Figisc nella nota congiunta.

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