Intervento del Presidente Sangalli all'8° Forum internazionale di Conftrasporto

Intervento del Presidente Sangalli all'8° Forum internazionale di Conftrasporto

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22 novembre 2023

Cari amici, gentili ospiti, buongiorno a tutti e benvenuti in Confcommercio, che è da sempre la casa comune del terziario di mercato e dell’accessibilità.

Questo è l’Ottavo Forum sui Trasporti, che in questi anni ha rappresentato una preziosa occasione per affrontare i temi dei trasporti e della logistica nel quadro complessivo delle grandi scelte del Paese.

Saluto e ringrazio, innanzitutto, Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, per il suo impegno – sulla scia dei suoi predecessori - per l’impegno, dicevo, a rendere il nostro sistema sempre più rappresentativo nel mondo dei trasporti e della logistica.

Questa giornata di lavori, si inserisce in un quadro congiunturale che è ancora molto incerto e contraddittorio.

Penso ai consumi, alla fiducia di famiglie e imprese che registrano ancora il segno meno.

Certo, ci sono anche segnali positivi, dall’andamento dell’occupazione, alla tenuta della produzione industriale e soprattutto alla diminuzione dell’inflazione.

Segnali che potrebbero avviare una fase di parziale recupero del potere d’acquisto dei redditi.

In ogni caso, l’economia rallenta e cresce la preoccupazione per il futuro.

Le nostre previsioni di crescita indicano per il 2023 un Pil a +0,7%, valore da cui non ci dovremmo discostare molto anche nel 2024.

Per la crescita, restano decisivi i temi delle riforme e degli investimenti.

Temi che da sempre sono al centro di questo Forum, attraverso il quale, Confcommercio e Conftrasporto hanno contribuito a far crescere la consapevolezza del ruolo trasversale e strategico del settore per l’economia, e cioè un ruolo di  “abilitatore” di crescita diffusa.

Ma non solo.

L’accessibilità resta un tema di “democrazia sostanziale”, in una chiave di lettura che – direi - "glocal”, ossia globale e locale al tempo stesso.

La qualità delle infrastrutture e dei servizi di trasporto e logistica, infatti, da un lato favorisce le reti corte, riducendo le distanze interne e offrendo così “cittadinanza piena” anche alle aree interne e periferiche, dall’altro lato presidiano le reti lunghe, contribuendo all’apertura globale del sistema Paese.

Nella dimensione locale, fino ai quartieri delle nostre città, l’accessibilità alle persone e alle merci rappresenta un’arma decisiva contro il rischio di desertificazione e degrado; a livello globale contribuisce da protagonista alla competizione tra sistemi Paese, dove la capacità di intercettare i traffici del commercio internazionale segna i destini delle economie, fino alla stessa geopolitica.

Penso ad esempio, alle battaglie storiche portate avanti dall’autotrasporto, dalla nostra Fai Conftrasporto, come quella sulla permeabilità dei valichi alpini, e qui saluto il presidente Uggè.

Trasporti e logistica, quindi, sono poi indispensabili per ridurre le fratture storiche del Paese, tra regioni e territori, tra Nord e Sud, come certamente evidenzierà Luca Bianchi di Svimez.

Per questo è essenziale realizzare – presto e bene - gli interventi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Complementare, che davvero possono rappresentare una svolta decisiva.

E i dati dell’Osservatorio congiunturale sui Trasporti, presentato questa mattina dal responsabile dell’Ufficio Studi Confederale Mariano Bella, ce ne confermano l’urgenza.

In Italia il trasporto passeggeri, complessivamente, quest’anno e il prossimo sarà ancora inferiore ai livelli pre-Covid, mentre quello delle merci, che già nello scorso anno aveva superato i livelli del 2019, registrerà, per il 2024, una battuta d’arresto.

Il succedersi delle grandi crisi –quelle drammatiche della pandemia e dei conflitti, con le ricadute in termini sociali ed energetici, stanno lasciando il segno sulla nostra realtà economica e sociale.

Certo, quando si parla di trasporti e logistica si devono considerare i passaggi necessari e complessi delle cosiddette transizioni gemelle.

Quella digitale, che genera nuove opportunità, in termini di efficacia ed efficienza delle catene logistiche e quella ecologica, chiamata a dare un importante contributo alla qualità della vita.

Per quel che riguarda la sostenibilità restiamo convinti che vada perseguita a 360 gradi: dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.

A partire dall’intermodalità, che richiede soluzioni integrate, efficaci e sostenibili, centrate sulla collaborazione tra la gomma, il mare, il ferro e l’aria.

Un utile contributo su queste grandi sfide che ci aspettano, può certo essere fornito dalla nuova Fondazione-Centro studi.

E qui dobbiamo riconoscere al mio amico e vicepresidente confederale Fabrizio Palenzona, la capacità di alleanze e di visione strategica, che ha da sempre dimostrato.

Una Fondazione che abbiamo costituito come Confcommercio e Conftrasporto, insieme a prestigiosi partners quali Ferrovie dello Stato, Autostrade per l’Italia e MSC, i cui rappresentanti, qui presenti, saluto e ringrazio.

L’ho già detto e qui lo ripeto: la transizione ecologica nel trasporto deve essere portata avanti con un approccio tecnologicamente neutrale: non esiste, cioè, la “pallottola d’argento”, la soluzione unica per tutti.

Penso, per esempio, al ruolo che i biocarburanti possono svolgere per la sostenibilità del trasporto pesante.

Fa impressione, a questo riguardo, che gli obbiettivi di riduzione delle emissioni che si pensa di introdurre per i camion nel 2040, al termine di un complesso e costoso processo di riconversione, siano già conseguibili con il “biodiesel avanzato”.

Che magari può essere distribuito da un nostro iscritto alla Figisc, cioè la federazione dei benzinai.

Prima di passare la parola ai qualificati relatori di questo pomeriggio, mi sia consentita un’ultima battuta.

Lo scorso mese è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo Piano del Mare del nostro Paese.

Il sistema Conftrasporto-Confcommercio, che rappresenta una parte significativa dell’Economia Blu a cominciare dai trasporti marittimi, dal diporto e da tutta la filiera dell’accoglienza, ha dato un importante contributo alla redazione del testo.

Si tratta del superamento di una grave lacuna, un significativo passo in avanti per restituire al mare, e a tutte le attività che ospita, l’importanza che meritano, di cui diamo volentieri atto al Ministro Musumeci. L’Economia Blu condensa le tante eccellenze del Paese.

Per concludere, allora, è proprio vero, che i trasporti sono, da sempre, “abilitatori” di sviluppo.

Grazie della vostra attenzione e vi auguro un buon lavoro.

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