FAQ DPCM 13, 18 e 24 ottobre 2020 - Asset Display Page

FAQ DPCM 13, 18 e 24 ottobre 2020

Le risposte ai dubbi e agli interrogativi delle imprese

ultimo aggiornamento:

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27 ottobre 2020

In questa pagina sono riportate, in sintesi, le risposte alle vostre domande più frequenti concernenti il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13, del 18 e del 24 ottobre 2020 che ha disposto la sospensione di alcune attività. Per ogni FAQ abbiamo indicato la fonte della risposta e la data di risposta, che vi invitiamo a tenere presente, perché è nostra cura aggiornare le risposte qualora ci fossero novità.

Invitiamo le imprese che abbiano necessità di ulteriori chiarimenti a rivolgersi alla propria associazione territoriale o federazione. Cerca quella più vicina a te.

Consulta anche le FAQ relative ai DPCM 26 e 10 aprileDPCM 22 e 11 marzo e quelle sui Decreti "Liquidità" e “Cura Italia”.

faq #: 03627 ottobre 2020
Commercio

 

Nel calcolare il numero di persone nel negozio devo tenere in considerazione il personale?

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03527 ottobre 2020
Commercio

 

Ho un negozio di abbigliamento, devo anche io esporre il cartello con quante persone possono entrare?

  • Il DPCM del 24 ottobre ha esteso anche agli esercizi commerciali l'obbligo di esporre, all'ingresso del locale,  un cartello riportante il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

    La lettera dd) dell'art. 1, comma 9, del DPCM del 24 ottobre, dispone che le attività commerciali al dettaglio devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni [...].

    Le linee guida sul COMMERCIO AL DETTAGLIO sono contenute nell'allegato 9 al DPCM del 24 ottobre e riprendono quelle approvate dalla Conferenza delle regioni l'8 ottobre 2020.

    Tra le indicazioni contenute in queste linee guida, figura la seguente: Prevedere regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.

    Questa indicazione è la medesima introdotta fin dalle prime linee guida di maggio ed avrebbe quindi dovuto suggerire già da tempo agli operatori l'opportunità di una riflessione sul numero massimo di persone ammissibili nei loro locali in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. 

    Oggi quindi, di fronte all'obbligo di indicare  il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nei propri esercizi, occorrerà ragionare in base alle caratteristiche peculiari di ogni esercizio, alla superficie a cui si riferisce la SCIA o il titolo autorizzatorio che legittima all'esercizio dell'attività di vendita ed alla necessità che sia garantito sempre il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.

    Il numero da esporre nel cartello va riferito alla clientela ma, ovviamente, deve tenere conto degli spazi complessivi e della loro articolazione. In altre parole, la parte normalmente riservata alla cassa, se non vi siano scaffalature o espositori accessibili alla clientela, dovrà essere sottratta alla superficie da considerare per calcolare il numero massimo di clienti ammissibili proprio perché a loro non accessibile.
     
    Ove invece non ci fossero spazi di questo tipo, il numero massimo di clienti da indicare nel cartello dovrà tenere conto anche del fatto che il titolare e gli eventuali dipendenti non godono di uno spazio a loro riservato all'interno del punto vendita per mantenere il metro di separazione richiesto.

    Il numero massimo di persone da indicare nel cartello, anche se da riferire ai clienti, è comunque "condizionato" dal personale. Sotto questo profilo evidenziamo infatti che le misure di sicurezza per gli esercizi commerciali di cui all'Allegato 11 indicano, anche se solo come semplice raccomandazione quindi senza alcuna cogenza, che nei locali fino a 40 metri quadrati può accedere una sola persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori.

    Scarica il cartello per il tuo locale o scarica il cartello per il tuo esercizio commerciale.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03426 ottobre 2020
Commercio

 

Come si calcola il numero massimo di persone che possono stare in un negozio?

  • Il numero va calcolato in base a determinati parametri.

    L'art. 1 comma 9 lett. dd) del DPCM del 24 ottobre, per le attività commerciali al dettaglio dispone che:

    • deve essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro
    • gli ingressi devono avvenire in modo dilazionato
    • non si può sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni.


    Viene poi raccomandata l'applicazione delle misure di cui all'Allegato 11 (Misure per gli esercizi commerciali) del DPCM che al punto 7 per quanto riguarda il regolamento e lo scaglionamento degli accessi si indica:

    • per i locali fino a 40 mq può accedere una persona alla volta con un massimo di due operatori;
    • per i locali di dimensioni superiori l'accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita.
— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03322 ottobre 2020
Commercio

 

È obbligatorio per gli esercenti mettere a disposizione le mascherine (oltre al gel)?

  • No, non sussiste allo stato alcun obbligo per l'esercizio commerciale di tenere a disposizione mascherine per i clienti, anche perché alla luce delle ultime disposizioni che prevedono l'utilizzo delle mascherine anche nei luoghi all'aperto, sono già obbligati a portarle con sé e ad indossarle.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03222 ottobre 2020
Commercio

 

Ho un’attività con codice ATECO 47.99.20 posso vendere h24?

  • . L'articolo 1, comma 6, lett. ee) del DPCM 13 ottobre, come modificata dal DPCM del 18 ottobre, si applica esclusivamente alle “attività dei servizi di ristorazione”, come tali intendendo quelle identificate dal codice ATECO 56.

    Le attività dei distributori automatici di cui al codice ATECO 47.99.20 costituiscono attività di commercio al dettaglio e, in quanto tali, sono disciplinate dalla disposizione di cui all’art. 1, comma 6, lett. dd) del DPCM, che non prevede restrizioni orarie.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03122 ottobre 2020
Commercio

 

Il numero massimo di persone presenti contemporaneamente è inteso solo all'interno del locale o anche nel dehors?

  • La disposizione di cui all'art. 1, comma 6, lett. ee) del DPCM 13 ottobre, come modificata dal DPCM del 18 ottobre, prevede l'obbligo per gli esercenti di esporre “all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo…”. Non sembra, dunque, che la stessa vada riferita anche ai posti a sedere eventualmente disponibili negli spazi esterni ai locali dell’attività.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 03022 ottobre 2020
Commercio

 

Alle 24 devo terminare la somministrazione ai clienti o devo chiudere il ristorante?

  • Fatte salve eventuali disposizioni adottate a livello regionale, la disposizione di cui all’art. 1, comma 6, lett. ee), del DPCM 13 ottobre, come modificata dal DPCM del 18 ottobre, prevede che le attività dei servizi di ristorazione… sono consentite dalle ore 5.00 sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo…

    Al riguardo si evidenzia che il Ministero dell'Interno, con circolare del capo di Gabinetto del 16 ottobre 2020, ha precisato che per quanto riguarda il rispetto dei limiti orari introdotti, appare opportuno sottolineare che la loro osservanza non viene meno qualora si consenta agli avventori un ragionevole, contenuto margine temporale per completare la consumazione, aggiungendo inoltre l'invito alle prefetture a voler sensibilizzare le associazioni di categoria affinché il servizio di consumazione ai tavoli, onde sia rispettato il suddetto limite orario, venga effettuato il più possibile privilegiando “l’accesso tramite prenotazione, in conformità, peraltro, a una specifica previsione del protocollo di settore, di cui all’allegato 9 al DPCM in esame. Tale orientamento è stato richiamato anche nella successiva circolare del 20 ottobre 2020.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02922 ottobre 2020
Commercio

 

Ho una ferramenta devo esporre i cartelli capienza massimo del negozio?

  • No. L'obbligo per gli esercenti di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all'interno del locale stesso, vige soltanto per le attività dei servizi di ristorazione (quelle contraddistinte dal codice ATECO 56).

    A conferma si allega la circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020 che tratta l'argomento cartelli nel paragrafo Esercizi pubblici (art. 1, comma 1, lett. d) n. 8)e 9)), i cui riferimenti normativi si riferiscono al DPCM del 18 ottobre che ha sostituito la lett. ee) dell'art. 1, comma 6, del DPCM del 13 ottobre.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02822 ottobre 2020
Commercio

 

Sono confermate le misure a sostegno dell’aumento dei plateatici?

  • Sì, fino a fine anno. 

    Con l'articolo 109 del decreto-legge 14 agosto "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia" sono stati prorogati – dal 31 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 – i termini relativi alle procedure semplificate per l'occupazione di suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi (art. 181, commi 2-3, DL 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge 77/2020). 

    Sono, quindi, confermate, fino a fine anno 2020, le procedure per via telematica della presentazione delle domande di nuove concessioni per l'occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse, allegando la sola planimetria del suolo da occupare, in deroga alla normativa in materia di SUAP e con esenzione dall'imposta di bollo. Analoga estensione riguarda il periodo durante il quale l'allestimento temporaneo di strutture amovibili e di altri elementi funzionali all'attività dei pubblici esercizi (quali dehors, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni, ecc.) non necessita dell’autorizzazione per interventi sui beni culturali e dell’autorizzazione paesaggistica, previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02722 ottobre 2020
Commercio

 

I distributori automatici devono sospendere l'erogazione di bottiglie e cibo alle ore 18?

  • No. La disposizione di cui all’art. 1, comma 6, lett. ee) del DPCM 13 ottobre, come modificata dal DPCM del 18 ottobre, si applica esclusivamente alle “attività dei servizi di ristorazione”, come tali intendendo quelle identificate dal codice ATECO 56.

    I distributori automatici, anche nel caso in cui effettuino distribuzione di prodotti alimentari, rientrano tra le attività di cui al codice ATECO 47.99.2 e, pertanto, non risultano soggetti alle limitazioni orarie di cui sopra, ricadendo invece nell’ambito di applicazione della disposizione di cui all’art. 1, comma 6, lett. dd) relativa alle attività commerciali al dettaglio.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02622 ottobre 2020
Commercio

 

La regola delle 6 persone per tavolo vale anche per i banchetti relativi a riti civili o religiosi?

  • Sì. Il limite di 6 persone per ciascun tavolo si applica anche nel caso dei banchetti conseguenti a cerimonie civili o religiose.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02522 ottobre 2020
Commercio

 

Ho una libreria con uno spazio caffetteria con tavoli. devo esibire il cartello con la capienza massima per tavolo?

  • , in quanto attività dei servizi di ristorazione, l’attività di caffetteria, sebbene svolta congiuntamente a quella di libreria, sarà soggetta a tutte le disposizioni comuni alle prime. Sarà pertanto tenuto a esporre un cartello, che non dovrà essere relativo alla capienza massima del singolo tavolo, ma a quella dell’intero locale, che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

    In proposito, si segnala che le linee guida già richiamate prevedono che negli esercizi che dispongono di posti a sedere non possono essere presenti all'interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02421 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Sono sospesi i mercati settimanali?

  • No, il mercato settimanale fa parte del commercio su aree pubbliche, per cui non rientra nella sospensione, prevista per le sagre e le fiere di comunità.

    Il comma 6, lett. m) del Dpcm del 13 ottobre, che ha modificato il Dpcm del 18 ottobre, ha disposto la sospensione di sagre e fiere di comunità.

    Restano, invece, consentite solo le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020 n. 630 e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.

    Le manifestazioni fieristiche sono qualificate di rilevanza internazionale, nazionale, regionale e locale in relazione al loro grado di rappresentatività del settore o dei settori economici cui la manifestazione è rivolta, al programma e agli scopi dell'iniziativa, al numero e alla provenienza degli espositori e dei visitatori.

    Il DPCM, pertanto, prevede la sospensione, delle sagre e delle fiere di comunità a rilevanza locale, in cui vengono ospitati anche operatori non professionali, c.d. artisti/hobbisti.

    Le manifestazioni fieristiche di rilevanza locale sono il più delle volte disciplinate dai Comuni con apposito Regolamento.

    I mercati settimanali potranno continuare a svolgersi nel rispetto delle indicazioni previste dalla lettera dd), comma 6, art. 1 del Dpcm, a condizione che sia assicurata la distanza interpersonale di almeno un metro e  sempre nel rispetto dei contenuti e dei protocolli o delle linee guida nazionali e, comunque, in coerenza con i criteri elaborati  dal  Comitato  tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020 di cui all'allegato 10 del Dpcm del 13 ottobre.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02321 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Cosa si intende per assembramento?

  • In diritto penale l'assembramento indica, al contrario delle riunioni, le adunate di più persone che avvengono senza una preventiva decisione, tali da potersi definire accidentali.

    Il termine ricorre nell'art. 62 del codice penale a proposito delle circostanze attenuanti dove, al numero 3) del comma 1, si afferma che attenua il reato, quando non ne è elemento costitutivo la circostanza di ...aver agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall'Autorità…

    Non esiste un parametro numerico per determinare un assembramento. L'assembramento resta una riunione spontanea di persone (ad esempio un capannello di gente che assiste ad un diverbio o ad un incidente o alla performance di un artista di strada) il cui numero non è determinabile a priori dipendendo anche dalle caratteristiche dei luoghi in cui si verifica.

    Alcune regioni stanno scrivendo nelle ordinanze (esempio l’articolo 9 dell’ordinanza 72 della Regione Liguria, ma non solo) intendendo in senso restrittivo potendo quindi essere vietati anche gli assembramenti determinati da un numero di persone anche esiguo.
     

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02221 ottobre 2020
Commercio

 

Possono affittare le sale del mio hotel per una riunione?

  • , la circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020 chiarisce la legittimità delle riunioni private in presenza come assemblee societarie (ma anche associative) e di condominio.

    Poiché un albergo è un luogo aperto al pubblico, in questo caso dovrà essere evitata con attenzione qualunque forma di pubblicità esterna o di invito alla stampa per non far cadere il carattere privato delle riunioni.

    La convocazione quindi dovrà evidenziare che l'assemblea si tiene per esempio nella sua struttura e la partecipazione è riservata ai soci.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02120 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

È possibile svolgere assemblee di condominio in presenza? Con che modalità?

  • . La circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020 chiarisce infatti la legittimità delle riunioni private in presenza come assemblee societarie (ma anche associative) e di condominio.

    L’art. 1 del Dpcm del 13 ottobre, nell’inserire misure urgenti di contenimento del contagio prevede l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi, diversi dalle abitazioni private, e in tutti i luoghi all'aperto nonché l'obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, sempre nel rispetto dei protocolli e delle linee guida anti contagio.

    In caso di convocazione delle assemblee condominiali dovrebbe trovare applicazione, il "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali" di cui all'allegato 12 al DPCM 13 ottobre.

    In particolare si segnala che il protocollo non contiene un divieto assoluto di effettuare riunioni. Infatti, il paragrafo 10 del protocollo prevede che: non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell'impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un'adeguata pulizia/aerazione dei locali.

    La modalità preferibile per svolgere l’assemblea di condominio è in videoconferenza, a meno di poter dimostrare l'impossibilità del collegamento a distanza e con l'osservanza del distanziamento interpersonale e di un'adeguata pulizia/aerazione dei locali.

    L'articolo 63 del testo del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (in S.O. n. 30/L  alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 203  del  14  agosto  2020), convertito con la legge di conversione 13 ottobre 2020,  n.  126, ha previsto anche alcune forme di semplificazione per le  svolgimento delle assemblee condominiali in video conferenza.

    In particolare la disposizione, aggiungendo un ulteriore comma all'articolo 66 disp. att. c.c., ha consentito anche ove non previsto dal regolamento condominiale la possibilità, ma previo consenso di tutti i condomini, la partecipazione all'assemblea in modalità di videoconferenza. In tal caso il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, deve essere trasmesso all'amministratore e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione. Conseguentemente all'introduzione della possibilità di svolgimento in videoconferenza delle assemblee, il comma 1-bis modifica il terzo comma dell'articolo 66 disp. att. c.c., stabilendo che l'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale debba contenere anche l'indicazione, nel caso di assemblea in videoconferenza, della piattaforma elettronica sulla quale si terrà la riunione e l'ora della stessa.

    Riassumendo, le assemblee condominiali possono, dunque, essere svolte in videoconferenza, se previsto dal regolamento condominiale o con il consenso di tutti i condomini, o in alternativa, possono essere svolte in presenza,  con l’obbligo di garantire una distanza interpersonale ed in tal caso sarà necessario dimostrare la necessità e l'urgenza della convocazione dell'assemblea condominiale ed anche l'impossibilità di collegamento a distanza. Sarà, infine, necessaria anche un'adeguata pulizia/aerazione dei locali adibiti all’assemblea condominiale.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 02019 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Posso organizzare una presentazione di un libro nella mia libreria?

  • SOLO nel rispetto di determinate e puntuali condizioni nella gestione e organizzazione.

    Secondo la circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020, infatti, le riunioni private sono ancora consentite in presenza, ma la circolare precisa che la distinzione tra riunioni private ed attività convegnistiche e congressuali, il cui svolgimento in presenza è sospeso, è da attribuire ad alcuni elementi tra cui … l'eventuale loro, apertura alla stampa e al pubblico, il fatto stesso che possano tenersi in locali pubblici o aperti al pubblico (come una libreria).

    Pertanto, anche se una manifestazione di presentazione di un libro o di un prodotto sono eventi promozionali diversi da un convegno od un congresso, dobbiamo prendere atto di questo indirizzo restrittivo della circolare che evidentemente vuole ridurre ogni possibile occasione di assembramento, e che orienterà l'azione degli organi di controllo e delle forze dell’ordine.

    Pertanto alla luce di quanto sopra espresso riteniamo che, l’evento relativo alla presentazione di un libro presso una libreria possa aver luogo, solo a condizione che l’evento venga organizzato, ad esempio in sale appositamente adibite con una partecipazione riservata a carattere privato, evitando pertanto qualsiasi forma di pubblicità esterna (es manifesti sulle porte di ingresso, ecc.). Se l’evento avverrà al chiuso occorre rispettare il distanziamento interpersonale e i limiti di affollamento.

    L’invito alla presentazione dovrà, pertanto, evidenziare che la partecipazione è riservata esclusivamente a coloro che hanno ricevuto l’invito. Riteniamo, tuttavia, che posto il suddetto indirizzo restrittivo presente nella circolare del Ministero dell’Interno, al fine di evitare di incorrere in inutili sanzioni, qualora si volesse organizzare un evento per presentazione di un libro, sarà comunque necessario confrontarsi preventivamente con gli organi di controllo che operano sul territorio in cui insiste l’attività, oltre a verificare che non siano presenti ulteriori disposizioni restrittive locali.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 01914 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Per un ricevimento di matrimonio con più di 30 invitati, posso dividerli in sale diverse?

  • No. La lettera n), dell'art. 1, comma 6, del DPCM del 13 ottobre 2020, prevede che “Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti”. Il limite della partecipazione massima di 30 persone va inteso in senso assoluto non essendo agganciato né alla tipologia del locale, né alla disposizione dei tavoli o delle sale.

    Pertanto, anche nel caso in cui si disponesse di più sale, si ritiene che la limitazione incida sul numero totale degli invitati e non sulla disposizione degli stessi in diverse sale. Da ultimo si  precisa che il limite di sei persone per ciascun tavolo deve essere applicato anche nel caso di banchetti per cerimonie civili o religiose.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 01814 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Ho un bar aperto h24 in che orario può riaprire? Quelli sulle autostrade devono chiudere alle ore 24?

  • L’articolo 1, comma 1, lett ee) del DPCM del 13 ottobre 2020,  come modificato dal DPCM del 18 ottobre 2020, ha introdotto alcune limitazioni orarie per le attività dei servizi di ristorazione stabilendo che esse sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18.00 in assenza di consumo al tavolo.

    Successivamente a tale orario può essere effettuata la consegna a domicilio (delivery) o la ristorazione con l’asporto (take away) fino alle ore 24.00 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

    Si consiglia, tuttavia di verificare l’adozione di eventuali ordinanze e di disposizioni Regionali e provinciali, emesse nel territorio in cui insiste l’attività.

    Da ultimo si segnala che la lettera ff) dell’art. 1 del Dpcm ha chiarito che restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con l’obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 01714 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Che cosa intende il DPCM con il termine FESTA?

  • Per quanto riguarda il significato da attribuire all'espressione festa che ricorre alla lettera n) dell'art. 1, comma 1, del DPCM del 13 ottobre 2020 riteniamo che debba intendersi che è vietata qualsiasi attività o insieme di attività, anche al di fuori di ricorrenze predeterminate, come quelle civili o religiose, che siano messe in opera per esprimere una comune esultanza o anche per semplice divertimento e dove prevale il "vissuto insieme".

    La ratio dell'introduzione di questa disposizione così restrittiva, che colpisce profondamente attività molto comuni e diffuse, è infatti sempre quella di tentare, con ogni mezzo che non arrivi al confinamento, di arginare la diffusione del contagio visto l'evolversi della situazione epidemiologica ed il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia testimoniato  dal costante incremento del numero dei contagiati, ormai non più limitato al nord del Paese, attraverso misure che garantiscano l'uniformità dei comportamenti sul territorio nazionale.

    Le successive specificazioni contenute nei periodi terzo e quarto della medesima lettera, infatti, servono a dare esempi concreti riferiti per alcune delle feste più comuni, conseguenti a cerimonie civili o religiose (come un'inaugurazione, un matrimonio, ecc.) per le quali si arriva ad indicare il numero massimo dei partecipanti fissato in 30 unità.

    Con riguardo alle abitazioni private, nella consapevolezza dell'impossibilità di vietare tout court le feste, la disposizione raccomanda fortemente di evitarle e di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei.

    Le feste rispetto alle quali si registra un'apertura rispetto a quelle da ritenersi vietate, che a nostro avviso sono quelle realizzate nell'ambito di attività economiche, sono quelle conseguenti alle cerimonie civili o religiose (che) sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone...

    Poiché una cerimonia è una celebrazione pubblica, anche in forma solo civile, di un avvenimento o di una ricorrenza (es. una cerimonia scolastica, un giuramento, una cerimonia militare, accademica, ecc.), un banchetto nuziale rientra sicuramente tra i casi per i quali è ammissibile una festa con la partecipazione massima di 30 persone. Così anche ci sembra di poter includere tra le feste ammissibili quelle conseguenti alla cerimonia di conferimento di una laurea che certamente avviene al termine di una cerimonia civile.

    Qualche perplessità invece va mantenuta sui compleanni. Infatti, se guardiamo, come sopra evidenziato, al significato di "cerimonia" come "solenne celebrazione pubblica" (Treccani) o "manifestazione che si svolge secondo una formula e un programma prestabiliti e con l'intervento di un pubblico" (Devoto-Oli) dobbiamo pensare ad occasioni ben più formali, perché la festa di compleanno non consegue ad alcuna cerimonia.

    Pertanto, in attesa di chiarimenti ufficiali, per il momento riteniamo opportuno adottare un'interpretazione restrittiva sulle feste di compleanno.

    La circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020, è intervenuta sul tema,  precisando che il divieto introdotto origina dal fatto che le dinamiche relazionali che normalmente caratterizzano le occasioni di festeggiamento, comportano una  concentrazione e aggregazione di persone che non sono conviventi, con un aggravamento del rischio del contagio.

    La possibilità di organizzare feste è, pertanto limitata a quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose e, in tal caso, il limite della partecipazione massima di 30 persone va  inteso in senso assoluto non essendo agganciato né alla tipologia del locale, né alla disposizione dei tavoli.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 01614 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Nel caso di gite organizzate da tour operator (no gite scolastiche), c’è un limite posto agli ospiti che possono essere ospitati?

  • Per quanto riguarda le gite il DPCM del 13 ottobre 2020 vieta esplicitamente i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche organizzate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado; per  tutto il resto rimangono in vigore le disposizioni attualmente vigenti in materia di organizzazione e gestione dei viaggi.

    La circolare del Ministero dell’Interno del 20 ottobre 2020 chiarisce che la sospensione di tali attività è sempre legata ad una limitazione delle occasioni di aggregazione, per evitare un aggravamento del rischio del contagio.

— Fonte Confcommercio, Settore Turismo e Settore Commercio e Legislazione d’Impresa
faq #: 01514 ottobre 2020
Commercio

 

Quali sono gli obblighi per un armatore o un vettore di trasporto marittimo?

  • Il DPCM del 13 ottobre 2020 all’articolo 7 prevede obblighi specifici per i vettori e armatori:

    1. acquisire e verificare prima dell'imbarco la dichiarazione di cui all'articolo 5;
    2. misurare la temperatura dei singoli passeggeri;
    3. vietare l'imbarco a chi manifesta uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la dichiarazione di cui alla lettera a) non sia completa;
    4. adottare le misure organizzative che, in conformità al «Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica» di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14, nonché alle «Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico» di cui all'allegato 15, assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati;
    5. fare utilizzare all'equipaggio e ai passeggeri i mezzi di protezione individuali e a indicare le situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi;
    6. dotare, al momento dell'imbarco, i passeggeri che ne risultino sprovvisti dei mezzi di protezione individuale.

    In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all'estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall'attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 01414 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Ho una sala bingo, quali sono le novità?

  • Il DPCM del 13 ottobre 2020 (comma 6 dell’art. 1 lettera l) come modificato dal DPCM del 18 ottobre, ha introdotto limitazioni orarie per le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo, stabilendo che esse sono consentite dalle ore 8.00 alle ore 21.00 a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; i protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 01314 ottobre 2020
Commercio

 

Che cosa cambia per un cinema?

  • La differenza è solo nella parte finale della disposizione (è stato aggiunto l'ultimo periodo), che ora prevede la possibilità che le Regioni stabiliscano un differente numero di spettatori e che, per gli spettacoli in luoghi chiusi, sono fatte salve le ordinanze già emanate: spetterà quindi alle Regioni decidere se prorogarle o meno.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede che per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera. Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d'intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli spettacoli non all'aperto in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche o altri luoghi chiusi, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate e che, dunque, possono essere prorogate dalle regioni e dalle province autonome.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 01214 ottobre 2020
Commercio

 

Ho una discoteca, posso aprire?

  • No, il divieto è rimasto invariato. Quello relativo alle feste è nuovo, ma le attività nelle sale da ballo, discoteche e locali assimilati erano comunque già sospese.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede che rimangano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 01114 ottobre 2020
Commercio

 

Ho un centro benessere, posso continuare a lavorare?

  • Sì, le disposizioni per la sua impresa non sono cambiate.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede di poter esercitare l’attività “a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10”.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 01014 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Ho un negozio di abbigliamento, quali sono le nuove regole che devo seguire?

  • Per quanto riguarda il suo negozio di abbigliamento, e più in generale per tutte le attività di commercio al dettaglio,  le norme nazionali non sono cambiate. Vanno però verificate eventuali misure contenute in ordinanze regionali o comunali.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede che le attività commerciali al dettaglio si svolgano “a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11”.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00914 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Ho un bar con tavoli all’interno, fino a quando posso tenere aperto?

  • Il DPCM del 13 ottobre 2020, e le successive modifiche del DPCM del 18 ottobre 2020, prevede che le attività dei servizi di ristorazione ( fra cui bar, ma anche pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo.

    Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio dalle 5.00 alle 24.00 nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 18 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

    L’esercizio dell’attività resta consentito a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #: 00814 ottobre 2020 (aggiornata il 21 ottobre 2020)
Commercio

 

Posso continuare a effettuare l’asporto anche fuori dall’orario di apertura al pubblico?

  • Sì. Il DPCM del 18 ottobre 2020 prevede che resta consentita la ristorazione con asporto dalle ore 5.00 alle 24.00 nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto.

    Viene però introdotto il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 18 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00714 ottobre 2020
Commercio

 

Gestisco una mensa all’interno di una azienda, posso continuare a lavorare?

  • Sì, le disposizione per le attività delle mense e di catering continuativo non sono state modificate.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 prevede infatti che continuano ad essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00614 ottobre 2020
Commercio

 

Ho un ristorante in un aeroporto, posso tenere aperto?

  • Sì, in quanto le norme relative alle imprese come la sua che operano in aeroporti o ospedali, non sono state modificate.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede che restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00514 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Che cosa prevede il DPCM del 13 ottobre per le attività professionali?

  • Il DPCM del 13 ottobre 2020 prevede all’articolo 1 comma ll per le attività professionali che:

    1. esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
    2. siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
    3. siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
    4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00414 ottobre 2020
Commercio

 

Per uno stabilimento al mare che cosa dobbiamo fare?

  • Continuare a osservare le norme in vigore in quanto non sono state modificate dall’ultimo decreto.

  • Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede che le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10.

    Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle Regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni caso:

    1. l'accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all'interno dei medesimi;
    2. l'accesso dei fornitori esterni;
    3. le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
    4. la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
    5. le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
    6. le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
    7. lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
    8. le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all'interno degli stabilimenti balneari;
    9. le spiagge di libero accesso.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00314 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

Ho un hotel, cosa cambia con il DPCM del 13 ottobre?

  • Continuare a osservare le norme in vigore in quanto non sono state modificate dall’ultimo decreto.

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 prevede che “le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive”.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00214 ottobre 2020
Commercio

 

Il nuovo DPCM cambia le regole di utilizzo delle mascherine nei negozi?

  • No, per le attività di commercio al dettaglio rimangono le stesse regole in vigore

    Il DPCM del 13 ottobre 2020 infatti prevede ulteriori casi in cui è obbligatorio l’uso della mascherina (come ad esempio all’aperto).

    Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:

    1. per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
    2. per i bambini di età inferiore ai sei anni;
    3. per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
faq #: 00114 ottobre 2020 (aggiornata il 23 ottobre 2020)
Commercio

 

I nuovi DPCM quando entrano in vigore?

  • Le disposizioni del DPCM del 13 ottobre 2020 trovano applicazione dal 14 ottobre e le attività devono rispettare tali limitazioni a partire dalla notte tra del 14.

    Le disposizioni contenute nel DPCM del 18 ottobre 2020, che ha integrato le disposizioni del DPCM del 13 ottobre, si applicano a partire dal 19 ottobre e saranno efficaci fino al 13 novembre 2020.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
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