FAQ sul Green Pass

FAQ sul Green Pass

Le risposte ai dubbi e agli interrogativi sul green pass, il Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea.

ultimo aggiornamento:

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18 ottobre 2021

Dal 1° luglio 2021 è attivo il cosiddetto green pass, ovvero quel documento che integra e sostituisce la certificazione verde Covid-19. L'EU digital COVID certificate (Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea o anche Certificazione Verde Digitale Covid-19), infatti, permette non solo di partecipare a feste ed eventi pubblici, di avere accesso alle RSA e di spostarsi tra regioni di colori diversi (come consentiva già la certificazione verde), ma anche di viaggiare tra i paesi membri dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena o tampone.

In questa pagina sono riportate, in sintesi, le risposte alle domande più frequenti relative al green pass europeo.

Per maggiori informazioni su come ottenere, richiedere scaricare il green pass è possibile consultare la piattaforma nazionale dedicata EU Digital Covid Certificate (Digital Green Certificate).


News green pass: cosa cambia dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021

Nella seduta del 16 settembre 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che estende l’obbligo del green pass e rafforza il sistema di screening per garantire lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato.

L'estensione del green pass, come riportato nel comunicato stampa n. 36 del Consiglio dei Ministri, fa riferimento principalmente agli ambiti del lavoro sia pubblico che privato. Inoltre la disposizione riguarda anche i soggetti che, a qualsiasi titolo, svolgono la propria attività formativa, lavorativa o di volontariato in tali luoghi, "anche sulla base di contratti esterni".

In sintesi, le principali previsioni riportano l'obbligo di possedere ed esibire la certificazione verde Covid-19 per accedere ai luoghi di lavoro, nel periodo di tempo che va dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 (termine dello stato di emergenza).

Restano esclusi dall'obbligo tutti i lavoratori che sono esenti dalle vaccinazioni contro il SARS-CoV-2 per comprovate motivazioni di salute e sulla base di idonea certificazione medica e i bambini al di sotto dei 12 anni.

È possibile avere ulteriori informazioni sui criteri di esenzione dalla campagna di vaccinazione anti Covid-19 nella Circolare della salute 0035309-04/08/2021 recante "Certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-covid-19" (documento in pdf).


Chi è obbligato a possedere il green pass per accedere ai luoghi di lavoro

Nel paragrafo si riportano le previsioni sull'obbligo di green pass nell'ambito del lavoro pubblico e privato. Il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono necessari per accedere ai luoghi di lavoro delle strutture sotto elencate.

Lavoro Pubblico

  • amministrazioni pubbliche;
  • personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice;
  • soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o formativa presso le pubbliche amministrazioni.

Lavoro Privato

L’obbligo riguarda anche tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato in tali luoghi, anche sulla base di contratti esterni.

Infine, come riporta il comunicato stampa n. 36 del Consiglio dei Ministri, "l'obbligo di Green Pass vale anche per i soggetti titolari di cariche elettive e di cariche istituzionali di vertice".


Come vengono effettuati i controlli e da chi

Il rispetto delle prescrizioni, sia in ambito pubblico che privato, deve essere assicurato dai datori di lavoro che, entro il 15 ottobre, dovranno definire termini e modalità di disposizione delle verifiche.

È preferibile che i controlli siano eseguiti all'accesso ai luoghi di lavoro, oltre che, eventualmente, a campione. Saranno, poi, gli stessi datori di lavoro ad incaricare i soggetti per il controllo dell'accertamento e di eventuali violazioni.
 

Quali sono le sanzioni previste

Il decreto legge prevede delle specifiche sanzioni per tutti coloro che, sia nel pubblico che nel privato, non siano muniti di green pass (o comunichino di non esserlo) al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro.

Al datore di lavoro

Il Prefetto dispone una sanzione da 400 a 1.000 euro ai datori che:

  • non ottemperano all'obbligo di verifica;
  • non definiscono entro il 15 ottobre le modalità organizzative per i controlli.

Al lavoratore

Il Prefetto dispone una sanzione da 600 a 1.500 euro ai lavoratori che:

  • accedono al luogo di lavoro senza possedere ed esibire il green pass

Lavoro Pubblico

Il lavoratore "è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della Certificazione Verde; dopo cinque giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso. La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza".

Lavoro Privato

Il lavoratore, se al momento dell'accesso sul luogo di lavoro è sprovvisto di green pass (o comunica di non esserne in possesso), viene considerato "assente senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del Certificato Verde".

In entrambi i casi, nonostante le sanzioni, si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e non vi sono conseguenze disciplinari. Ma "è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass". Si aggiunge che, in ambito pubblico, "restano ferme le conseguenze disciplinari previste dai diversi ordinamenti di appartenenza".

Per quanto riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti, invece, "è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde".

Indice
 

Come fare a verificare la validità del green pass se un'azienda non possiede l'attrezzatura necessaria?

Quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta gli obblighi di legge?

Cosa deve fare il datore di lavoro entro il 15 ottobre

Disposizioni per soci tesserati di una associazione sportiva dilettantistica di danza

Tirocinanti in azienda provenienti dalle scuole superiori: hanno obbligo di green pass?

I pubblici esercizi hanno limiti di capienza per i tavoli?

È obbligatorio il green pass per l'accesso ai corsi in aula?

Il datore di lavoro deve controllare i dipendenti di un'azienda esterna che lavorano nel suo locale?

Il datore di lavoro deve tenere traccia scritta dello svolgimento dei controlli?

Chi controlla il libero professionista?

Qual è il riferimento normativo per cui il titolare di un'impresa individuale deve possedere il green pass?

L'obbligo di green pass vale anche per i dirigenti delle Associazioni, sedi provinciali, ecc.?

Chi controlla il green pass dell'incaricato ai controlli? E chi quello dei datori di lavoro?

Regole per i pubblici esercizi che vogliono fare cene al chiuso con musica dal vivo

Quali sono le sanzioni previste per chi viola i controlli?

Chi controlla il green pass in ambito scolastico, educativo e formativo?

Per chi è previsto l'obbligo in ambito scolastico, educativo e formativo?

Chi è esente dall'obbligo in ambito scolastico, educativo e formativo?

Green pass sui mezzi di trasporto

Si può accedere alle case mortuarie senza green pass?

Guide e accompagnatori turistici sono obbligati ad esporlo?

Negozi alimentari con consumo sul posto devono richiederlo ai clienti?

I sindaci possono inasprire con misure più stringenti l'applicazione del green pass?

I clienti delle strutture ricettive possono consumare nel ristorante della struttura che li ospita senza green pass?

È possibile esporre un cartello indicante che il personale in servizio ha il green pass?

Per assistere alla presentazione di libri (all'aperto e al chiuso) è necessario il green pass?

Gli utenti di palestre, piscine, centri natatori, ecc. devono esibire il green pass per accedere alle strutture?

I clienti di un albergo possono accedere alle sale colazioni o ristorante dell'hotel senza green pass?

Per soggiornare in hotel è richiesto il green pass?

Quali sono le indicazioni per i parchi divertimento o tematici

Come comportarsi con clienti americani vaccinati Pfizer ma non in possesso di green pass europeo?

Dipendenti e titolari senza green pass: cosa fare?

Occorre il green pass per accedere in un centro benessere all'interno di un centro estetico?

Dal 6 agosto, dove per cosa è richiesto il green pass?

A quali soggetti non è richiesto il green pass?

I bambini al di sotto dei 6 anni hanno obbligo del green pass nelle cerimonie?

I dipendenti di bar e ristoranti sono obbligati a vaccinarsi?

Contatti e numero verde per maggiori informazioni sul green pass

Chi controlla il green pass

Come avviene la verifica

Come funziona l’app VerificaC19

Le app per scaricare il green pass

Quali sono i tamponi validi ai fini della certificazione?

Quanto dura la certificazione verde digitale?

Quali dati sono presenti sul green pass?

Quante certificazioni esistono?

Chi rilascia il green pass?

Come ottenere e scaricare il green pass

I vaccini che permettono il rilascio della certificazione

Come funziona se si hanno due dosi di vaccini diversi?

Quando e perché può essere revocato?

Linee guida per eventi privati (ad esempio feste di compleanno)

Linee guida per i bambini

Green pass per i bambini dai 12 anni in su

Green pass per i bambini dai 6 anni in su

Green pass per i bambini al di sotto dei 6 anni

Green pass per i bambini di età inferiore ai 2 anni

È obbligatorio per volare in Italia?

Che differenza c'è tra green pass e certificazione verde?

Che cos'è il green pass e a cosa serve?

A cosa serve la certificazione verde?

Che cos'è la certificazione verde Covid-19?

faq #62:

Come fare a verificare la validità del green pass se un'azienda non possiede l'attrezzatura necessaria per svolgere l'attività di verifica (ad esempio tablet, smartphone, ecc.)?

Se il datore di lavoro dell'azienda non dispone di alcuno strumento o attrezzatura dovrà procedere alla verifica richiedendo il documento cartaceo ed eventualmente confrontandolo con un documento di identità del soggetto che lo esibisce. Si consiglia di evidenziare tale modalità di controllo all'interno delle procedure organizzative e operative che il datore di lavoro avrà dovuto individuare entro il 15 ottobre.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #61:

Quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta gli obblighi di legge?

Al datore di lavoro, il Prefetto dispone una sanzione da 400 a 1.000 euro se:

  • non ottemperano all'obbligo di verifica;
  • non definiscono entro il 15 ottobre le modalità organizzative per i controlli.

Al lavoratore, invece, il Prefetto dispone una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso in cui non accede al luogo di lavoro senza possedere ed esibire il green pass.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #60:

Cosa deve fare il datore di lavoro entro il 15 ottobre?

Il datore di lavoro, entro il 15 ottobre, deve aver:

  • definito le modalità operative della verifica del possesso di green pass;
  • individuato, con atto formale, i soggetti incaricati dell'accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.
— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #59:

Quali sono le disposizioni per soci tesserati di una associazione sportiva dilettantistica di danza le cui attività non si svolgono necessariamente in discoteca?

Il decreto-legge 139/2021, introducendo all’articolo 5 del D.L. 52/2021 (cd. "Riaperture") il nuovo comma 1-bis, ha disposto, in zona bianca, la ripresa delle "attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati".

È opportuno precisare, tuttavia, che le attività cui la suddetta disposizione si riferisce sono quelle di natura ludica, finalizzate allo svago di chi vi partecipa.

Da esse si distinguono le attività sportive dilettantistiche, cioè quelle svolte "all’interno di una cornice organizzata e riconosciuta da enti sportivi (Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva e Discipline sportive associate) mediante tesseramento ad una ASD/SSD”. Tali attività risultavano già consentite. E ciò, si ritiene, anche nell'eventualità che le stesse fossero svolte all'interno di una discoteca temporaneamente adibita a tale attività.

Infatti, l’articolo 7, comma 1, del DPCM 2 marzo 2021, ha previsto che in zona bianca cessano di applicarsi le misure relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività previste per la zona gialla, tra cui anche la sospensione degli sport di contatto – tra i quali, secondo il decreto del Dipartimento dello Sport del 13 ottobre 2020, è ricompresa la danza sportiva – disposta ai sensi dell’art. 17, comma 3, del medesimo DPCM.

Inoltre, già prima del passaggio in zona bianca della maggior parte delle Regioni (avvenuto a partire da fine maggio 2021), il D.L. 52/2021 aveva previsto:

  • a decorrere dal 26 aprile 2021, in zona gialla, lo svolgimento all'aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto (art. 6, comma 3);
  • a decorrere dal 24 maggio, in zona gialla, la ripresa delle attività delle palestre (art. 6, comma 2). A tal proposito, le FAQ del Dipartimento per lo sport precisano che "Con il termine “palestra si intende qualunque tipologia di locale o insieme di locali al chiuso in cui viene svolta attività fisica o motoria. Tale attività può essere svolta in forma individuale, di squadra o di contatto, indipendentemente dall’utilizzo di attrezzi, dalla presenza di spogliatoi, di servizi igienici e docce".

In entrambi i casi, il provvedimento ha previsto che tali attività siano consentite nel rispetto di protocolli e linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

Secondo le previsioni del suddetto articolo 6, il Dipartimento per lo sport ha approvato le "Linee Guida per l’attività sportiva di base e l'attività motoria in genere" (consulta il documento in pdf), che a loro volta prevedono la possibilità di ulteriori integrazioni, per le singole discipline sportive, da parte delle rispettive Federazioni sportive nazionali.

La Federazione Italiana Danza Sportiva – FIDS, ha messo a disposizione sul proprio sito le linee guida per l'attività di allenamento (QUI) e per le competizioni (QUI). Infine, come ricordato anche nelle linee guida, si segnala che l’accesso a piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, limitatamente alle attività al chiuso, ai sensi dell’art. 9-bis del D.L. 52/2021, è al momento riservato esclusivamente alle persone in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 e così anche l'accesso a eventi e competizioni sportivi (nonché comunque alle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati).

Inoltre, l’articolo 9-septies del medesimo decreto-legge prevede che, dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, a chiunque svolga una attività lavorativa nel settore privato sia fatto obbligo, ai fini dell'accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19. Tale disposizione si applica altresì a tutti i soggetti che in tali luoghi svolgano, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d'impresa
faq #58:

In caso di tirocinanti in azienda, provenienti da scuole superiori (gli studenti scuole superiori non hanno obbligo green pass) c'è obbligo di certificazione verde?

L'interpretazione prevalente è che l'obbligo del green pass debba riguardare tutti i soggetti coinvolti, a qualsiasi titolo, in percorsi formativi.

La Conferenza delle Regioni, nella seduta del 7 ottobre, ha formulato una richiesta di chiarimento sull'ambito di applicazione del decreto, con riferimento ai destinatari alla formazione. Nel testo del documento consegnato al Governo si chiede chiarimenti rispetto ai discenti/allievi che accedono alle sedi formative per la fruizione della formazione di parte teorica e/o laboratoriale, sottolineando, nel contempo, che la norma si riferisce chiaramente ai frequentanti dei tirocini curriculari ed extra curriculari, stabilendo l'obbligo del possesso green pass nel momento in cui accedono al luogo di lavoro, che è anche luogo di svolgimento del tirocinio.

La Conferenza delle Regioni ha chiesto conferma della correttezza di tale interpretazione al Governo. È molto probabile che sul tema possano esserci indicazioni precise da parte governativa.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #57:

I pubblici esercizi, in zona bianca, hanno limitazioni di capienza per i tavoli al chiuso con green pass e per quelli all’aperto senza green pass?

L'art. 9 bis, comma 1, lett. a) del Decreto Riaperture, introdotto con l’art. 3 del D.L. n. 105/2021, a partire dal 6 agosto, prevede il possesso di una delle certificazioni verdi Covid-19 per accedere ai servizi di ristorazioni "per il consumo al tavolo al chiuso".

Attualmente la normativa nazionale non pone particolari restrizioni relativamente al limite di commensali che possono stare allo stesso tavolo sia all'interno che all'esterno delle attività di ristorazione. Il limite dei sei commensali al tavolo all'interno dei locali, stabilito nell'Ordinanza del Ministero della Salute del 4 giugno 2021, è venuto meno lo scorso 22 giugno.

Permane, tuttavia, l'obbligo di indicare il numero massimo di presenze contemporanee all'interno degli esercizi, in quanto sono tuttora vigenti "Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” di cui all'Ordinanza del Ministero della Salute del 29 maggio 2021, nelle quali è prescritto l’obbligo di definire il numero massimo di presenze contemporanee all'interno dei locali.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d'impresa
faq #56:

Per l’accesso ai corsi in aula è obbligatorio che tutti (studenti, insegnante e organizzatore del corso) abbiano il green pass? C’è un obbligo di verifica dello stesso?

L'art. 3 del DL 127/21 dispone dal 15 ottobre al 31 dicembre l'obbligo del possesso di un certificato verde Covid-19 per accedere ai luoghi di lavoro del settore privato. La norma specifica che tale obbligo riguarda tutti i soggetti che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato in tali luoghi, anche sulla base di contratti esterni.

Considerando che la finalità dell'intera disposizione è quella di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro, sebbene il dettato della norma con riferimento all'ambito di applicazione per quanto riguarda la formazione presenti elementi di incertezza interpretativa, si ritiene che l'interpretazione debba essere estensiva. Pertanto sono da ritenersi obbligati al possesso del green pass sia i formatori quanto i discenti, nonché eventuali altri soggetti che, a diverso titolo, partecipano alle attività formative (ad esempio tutor).

Il datore di lavoro del luogo ove si svolge la formazione sarà tenuto ad effettuare le verifiche.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #55:

Il datore di lavoro deve controllare anche dipendenti di un'azienda esterna, come ditte di pulizia, che lavorano nel suo locale?

. Il comma 4 del nuovo art. 9-septies dispone espressamente che i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni anche per tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, nei luoghi dove si svolge la stessa attività (che possiamo definire per semplicità "principale"), anche sulla base di contratti esterni come normalmente avviene nel caso delle attività di pulizia.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa e Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #54:

Il datore di lavoro deve tenere traccia scritta dello svolgimento dei controlli? Ad esempio un registro con nominativi e data del controllo?

Non si ravvisano criticità, dal punto di vista della normativa sulla privacy, alla tenuta di un registro con gli elementi essenziali come nominativo del lavoratore ed esito verifica del green pass, poiché è il datore di lavoro tenuto, in forza di un'altra disposizione del medesimo articolo (comma 5, art. 9-septies, DL 52/2021), a predisporre "modalità operative per l'organizzazione delle verifiche di cui al comma 4 del nuovo art. 9-septies".

Questo trattamento non potrà, in alcun modo, tenere traccia della scadenza della certificazione verde e dovrà essere aggiunto a quelli già censiti nel registro generale dei trattamenti che l'azienda è tenuta a redigere e tenere aggiornato in virtù della normativa generale sul trattamento dei dati.

Ad ogni modo si resta in attesa di un quadro normativo più preciso al riguardo.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa e Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #53:

Chi controlla il libero professionista? E il titolare di un'azienda che opera al suo interno?

Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021. Il titolare dell’azienda che opera al suo interno viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa e Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #52:

Qual è il riferimento normativo per cui il titolare di un'impresa individuale deve possedere il green pass?

La norma di riferimento è il nuovo articolo 9-septies introdotto, dall'art. 3 comma 1, del DL 127/2021, al DL 52/2021. Si tratta di una disposizione di carattere generale che impone l'obbligo del possesso e dell'esibizione su richiesta della certificazione verde "a chiunque svolge un'attività lavorativa nel settore privato...ai fini dell'accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta".

Tale dizione comprende, quindi, anche il titolare di un'impresa individuale che è certamente un soggetto che risponde alle caratteristiche individuate dalla disposizione, cioè è un soggetto che svolge un'attività lavorativa nel settore privato in un determinato luogo.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa e Settore Lavoro e Relazioni Sindacali
faq #51:

L'obbligo di green pass vale anche per i dirigenti delle Associazioni, di sedi provinciali, sedi zonali e sindacati provinciali?

Sì. La risposta è affermativa in virtù dell'art. 3 che, in via generale, dispone l'obbligo, per l'accesso ai luoghi in cui si svolga attività lavorativa nel settore privato, di possedere ed esibire la certificazione verde.

L'attività sindacale è equiparabile a quella lavorativa e, quindi, ciò comporta il connesso obbligo del possesso della certificazione verde nei luoghi dove si svolge, cioè gli uffici delle Associazioni, mandamenti, ecc.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #50:

Chi controlla il green pass dell'incaricato ai controlli? E chi quello dei datori di lavoro?

Il green pass dell’incaricato ai controlli (individuato ai sensi del comma 5 dell'art. 9-septies), in quanto lavoratore dell'azienda, anche sulla base di contratti esterni, dovrà essere controllato dal datore di lavoro.

Per quanto riguarda, invece, la verifica del green pass del titolare dell'azienda, come chiarito dalle Faq del Governo, il controllo deve essere effettuato dal soggetto incaricato ai controlli all'interno dell'azienda.

In sintesi:

  • Titolare dell'azienda è addetto al controllo del green pass del soggetto da lui incaricato come addetto ai controlli;
  • Soggetto incaricato ai controlli è addetto al controllo del green pass del titolare dell’azienda.
— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #49:

Quali sono le regole per i pubblici esercizi che vogliono fare cene al chiuso con musica dal vivo?

Con riferimento alla richiesta relativa alle regole che devono seguire i titolari dei pubblici esercizi per svolgere cene al chiuso con musica dal vivo si precisa che, ai sensi di quanto disposto dal nuovo art. 9-bis, comma 1, lett. a) e b), del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), introdotto dall'art. 3, comma 1, del DL 105/2021, a partire dallo scorso 6 agosto, in zona bianca, è stato reso obbligatorio il possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 per l'accesso a:

  • servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, per il consumo al tavolo, al chiuso, ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive. Relativamente agli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all'aperto, il decreto 105/2021 sopra citato, modificando i commi 1 e 2 dell'art. 5 del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), all'art. 4. dispone che, nella zona bianca e in zona gialla possono essere svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

Per quanto riguarda la capienza consentita, il decreto prevede che:

  1. in zona bianca, la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata all'aperto e al 25% al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all'aperto e 2.500 al chiuso;
     
  2. in zona gialla, la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all'aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Alla luce di quanto sopra riportato, si ritiene che i gestori di esercizi di ristorazione che vogliono svolgere eventi con musica dal vivo in luoghi chiusi dovranno obbligatoriamente procedere alla verifica della validità del green pass di tutti i clienti e, prudenzialmente, in mancanza di un'espressa previsione, rispettare i limiti di capienza come sopra illustrati. Permane, inoltre, l'obbligo del rispetto delle prescrizioni, in materia di contenimento del virus, fornite dalle linee guida della Conferenza delle regioni e delle province autonome per la ripresa delle attività economiche dello scorso 28 maggio.
— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #48:

Quali sanzioni sono previste per chi viola i controlli?

I soggetti che violano i controlli sono puniti - ai sensi dell’articolo 4 del decreto legge n. 19 del 2020 - con una sanzione amministrativa pecuniaria, da euro 400 ad euro 1.000, che verrà comminata anche ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli.
 

— Fonte Decreto legge 10 settembre 2021, n. 122
faq #47:

Chi è addetto in ambito scolastico, educativo e formativo, alla verifica del green pass?

La verifica del possesso della certificazione verde Covid-19 è demandata ai dirigenti scolastici e ai responsabili delle istituzioni educative e formative. Qualora l'accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro la verifica deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro.
 

— Fonte Decreto legge 10 settembre 2021, n. 122
faq #46:

Per chi è previsto l'obbligo di green pass in ambito scolastico, educativo e formativo?

L’articolo 1 introduce nell’ambito del decreto legge n. 52 de 2021 (c.d. Riaperture) il nuovo articolo 9-ter.1, che estende, fino al 31 dicembre 2021, l’impiego delle certificazioni verdi Covid-19 a chiunque acceda alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative.

Tale obbligo è anche previsto per:

  • il personale dei servizi educativi per l’infanzia;
  • il personale dei centri per l’istruzione degli adulti (CPIA),
  • il personale dei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP);
  • il personale dei sistemi che realizzano percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS);
  • coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Per le istituzioni di alta formazione

Con riferimento alle istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle Università, fino al 31 dicembre 2021, l’obbligo di certificazione verde è esteso a chiunque acceda alle relative strutture, fatta eccezione per coloro che sono esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica (nuovo art. 9-ter. 2 del decreto legge n. 52/2021 citato - vedi pdf).

— Fonte Decreto legge 10 settembre 2021, n. 122
faq #45:

Chi è esente dall'obbligo di green pass in ambito scolastico, educativo e formativo?

La disposizione di cui al nuovo articolo 9-ter.1 introdotto nell’ambito del decreto legge n. 52 de 2021 (c.d. Riaperture), indica che la certificazione verde Covid-19, oltre ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea e comprovata certificazione rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute, non si applica ai seguenti soggetti:

  • bambini;
  • alunni;
  • studenti;
  • studenti frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).
— Fonte Decreto legge 10 settembre 2021, n. 122
faq #44:

Green pass sui mezzi di trasporto: cosa cambia dal 1° settembre

Dal 1° settembre fino al 31 dicembre 2021, il green pass sarà obbligatorio su diversi mezzi di trasporto pubblico, come previsto dal Decreto Legge 6 agosto 2021 n.111. Sul sito internet del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile sono state pubblicate le nuove Linee Guida per i Trasporti Pubblici, che sostituiscono l’Allegato 15 del DPCM 2 marzo 2021. È, dunque, previsto l’obbligo di green pass per i passeggeri di:

  • aerei adibiti a servizi commerciali di trasporto persone;
  • navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati nei collegamenti dello stretto di Messina;
  • treni di lunga percorrenza, intercity, intercity notte e ad alta velocità;
  • autobus adibiti a servizi di trasporto persone, su un percorso che collega più di due Regioni, aventi orari, itinerari, frequenze e prezzi prestabiliti;
  • autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico.

Tale disposizione non si applica ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

— Fonte Linee Guida per i Trasporti Pubblici e Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili
faq #43:

Per accedere alle case mortuarie c’è obbligatorietà del green pass?

No. Ai sensi di quanto disposto dal nuovo art. 9-bis, comma 1 del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), introdotto dall'art. 3, comma 1, del recente DL 105/2021 tra l'elenco dei servizi e attività in cui, dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca accedere esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, non sono comprese le case mortuarie.

Pertanto, in base a quanto disposto dalla norma, si conferma che per accedere a tale tipologia di attività non è necessario il green pass.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #42:

Guide turistiche e accompagnatori turistici, sono obbligati ad esibire il green pass all'ingresso dei luoghi di cultura, mostre e musei durante il servizio?

, ad eccezione dei casi indicati nel comma 3 dell'art. 9-bis del dl 22 aprile 2021, n.52. Dal 6 agosto 2021 l’accesso ai musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 previste dall'art. 9, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2021, n.52.

In merito si precisa che l'obbligo di essere "muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19" va riferito ai visitatori ed eventuali accompagnatori, incluse guide turistiche, fermo restando le eccezioni di cui al comma 3 del predetto art. 9-bis (soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute).

— Fonte Ministero della Cultura, Circolare n. 43 del 6 agosto 2021
faq #41:

I negozi alimentari non rientrano tra le attività obbligate a chiedere il green pass, ma se fanno consumo sul posto (ad esempio con mensole, sgabelli, tavoli o sedie) sono tenuti a chiederlo per chi sta all'interno?

. Gli esercizi di vicinato alimentare (così come i panifici) non sono espressamente ricompresi tra le attività per le quali è previsto l'obbligo del green pass in base alla normativa vigente. Tuttavia, nel caso in cui consentano alla propria clientela il consumo immediato, al tavolo, all'interno dei propri locali, ci sembrerebbe ragionevole equipararli alle attività dei servizi di ristorazione per le quali, ai sensi del nuovo art. 9-bis del D.L. 52/2021, è richiesto il possesso del green pass.

Già in passato, peraltro, tali attività sono state accomunate nell'applicazione della normativa emergenziale rispetto a tale profilo.

Quando con il DPCM 11 marzo 2020 è stata disposta la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione e delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari (art. 1, nn. 1 e 2), le FAQ ufficiali del Governo hanno confermato che le attività nelle quali venivano preparati cibi da asporto preconfezionati, anche all'interno di supermercati o comunque in punti vendita di alimentari, potevano continuare la loro attività ma potendo effettuare soltanto "la vendita o la consegna a domicilio dei cibi preconfezionati, senza prevedere alcuna forma di somministrazione o consumo sul posto".

Di conseguenza, fatta salva l'eventualità che siano forniti chiarimenti ufficiali di segno opposto e anche al fine di evitare contestazioni, ci sembrerebbe prudente ritenere che anche il consumo immediato sul posto, al tavolo (o comunque da seduti), all'interno degli esercizi di vicinato, richieda il possesso del green pass.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #40:

I sindaci hanno il potere di inasprire l’applicazione del green pass con misure più stringenti?

L’art. 3, comma 2, del D.L. 23 luglio 2021, n. 105 (“Green pass”) ha modificato l'art. 9 del D.L. 52/2021 ("Riaperture") sostituendo il comma 10-bis con il seguente: "Le certificazioni verdi COVID-19 possono essere utilizzate esclusivamente ai fini di cui agli articoli 2, comma 1, 2-bis, comma 1, 2-quater, 5, 8-bis, comma 2, e 9-bis del presente decreto, nonché 1-bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76".

Si tratta, rispettivamente, dei seguenti casi:

  • spostamenti in entrata e in uscita dai territori collocati in zona rossa o arancione (art. 2, comma 1);
  • accessi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie (art. 2-bis, comma 1);
  • uscite temporanee degli ospiti dalle strutture residenziali (art. 2-quater);
  • spettacoli aperti al pubblico ed eventi sportivi (art. 5);
  • feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose (art. 8-bis, comma 2);
  • servizi e attività per i quali l'obbligo è stato introdotto da parte del nuovo D.L. 105/2021 (art. 9-bis);
  • accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice (art. 1-bis del D.L. 44/2021).

Trattandosi di un elenco tassativo, dunque, ulteriori estensioni dell'ambito di applicabilità del green pass dovrebbero essere possibili soltanto con norma di legge.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #39:

I clienti delle strutture ricettive sono obbligati ad avere il green pass per la consumazione al tavolo all’interno dei ristoranti delle strutture stesse?

No. Nel caso in cui il ristorante della struttura ricettiva effettui il servizio di ristorazione nei riguardi di clienti che non siano ivi alloggiati, lo stesso si troverà a svolgere un'attività assimilabile a quella delle altre attività dei servizi di ristorazione di cui all'art. 4 del D.L. 52/2021 e alle quali, ai sensi di quanto previsto dal nuovo art. 9-bis, comma 1, lett. a), i clienti possono accedere solo se muniti di una certificazione verde COVID-19 (per il consumo al tavolo, al chiuso).

Dal tenore del citato art. 9-bis, tuttavia, non è chiaro se la medesima disciplina debba applicarsi anche nel caso in cui il servizio di ristorazione sia prestato nei confronti dei soli ospiti della struttura. Sembra, tuttavia, che il Governo abbia confermato l'esclusione dall'obbligo per i clienti alloggiati nelle strutture ricettive (vedi agenzie di stampa Ansa e Adnkronos).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #38:

È consentito esporre un cartello indicante che il personale in servizio ha il green pass?

No. In mancanza di chiarimenti riguardo la tematica green pass e privacy, è necessario fare riferimento alle faq del Garante privacy dello scorso febbraio che si è espresso in merito al trattamento dei dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo.

Secondo il Garante, il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Solo il medico competente può trattare i dati sanitari dei lavoratori.

Inoltre, laddove fossero gli stessi dipendenti a voler comunicare l'avvenuta vaccinazione il Garante spiega che:

"il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del GDPR)”.

Pertanto, in attesa di nuove pronunce da parte del Garante proprio in merito al green pass, ai sensi di quanto sopra riportato, il datore di lavoro incorrerà nella violazione della normativa sul trattamento dei dati laddove esponga un cartello all'interno dell'esercizio diretto ad informare che l'intero staff è munito di green pass.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #37:

Per assistere alla presentazione di libri, sia all'aperto o al chiuso, è necessario il green pass?

La presentazione di prodotti editoriali o commerciali, svolta all'aperto o al chiuso, è stata assimilata, alla luce degli indirizzi interpretativi forniti dal Governo con la circolare del Ministero dell'interno del 27 ottobre 2020, ad eventi quali fiere, convegni, convention aziendali, rientrando tra i cosiddetti "altri eventi”.

Con riferimento alla necessità di essere muniti di green pass per poter assistere alla presentazione di un libro si precisa che, ai sensi di quanto disposto dal nuovo art. 9-bis, comma 1, lett. e), del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), introdotto dall'art. 3, comma 1, del recente DL 105/2021, a partire dal 6 agosto, in zona bianca, sarà obbligatorio essere muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 per l'accesso a “sagre e fiere, convegni e congressi di cui all'articolo 7”.

Siccome la disposizione non specifica se si tratta di aree al chiuso o all'aperto, si ritiene che tale obbligo valga per entrambi i casi.

Tuttavia, è necessario precisare che, siccome il sopra citato recente decreto non menziona espressamente, tra le attività ed i servizi dove è necessario il green pass, i cosiddetti "altri eventi", riteniamo, in ogni caso, auspicabile un chiarimento ufficiale da parte dei rappresentanti del Governo.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #36:

Gli utenti di palestre, piscine, centri natatori, ecc. sono tenuti ad esibire il green pass per accedere alle strutture?

Ai sensi di quanto disposto dal nuovo art. 9-bis, comma 1, lett. d), del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), introdotto dall'art. 3, comma 1, del recente DL 105/2021, ricordiamo che a partire dal prossimo 6 agosto, in zona bianca, sarà obbligatorio essere muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 per l'accesso a "piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, di cui all'articolo 6, limitatamente alle attività al chiuso".
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

I clienti di un albergo possono accedere alle sale colazioni o ristorante dell'hotel senza green pass?

Nel caso in cui il ristorante della struttura ricettiva effettui il servizio di ristorazione nei riguardi di clienti che non siano ivi alloggiati, lo stesso si troverà a svolgere un'attività assimilabile a quella delle altre attività dei servizi di ristorazione di cui all'art. 4 del D.L. 52/2021 e alle quali, ai sensi di quanto previsto dal nuovo art. 9-bis, comma 1, lett. a), i clienti possono accedere solo se muniti di una certificazione verde COVID-19 (per il consumo al tavolo, al chiuso).

Dal tenore del citato art. 9-bis, tuttavia, non è chiaro se la medesima disciplina debba applicarsi anche nel caso in cui il servizio di ristorazione sia prestato nei confronti dei soli ospiti della struttura. Si tratta di un aspetto riguardo al quale è necessario attendere un chiarimento ufficiale, già sollecitato anche da Federalberghi, ma che è stato oggetto, secondo notizie di stampa (fonte adnKronos), di alcune prime aperture da parte di rappresentanti del Governo.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #34: 30 

Per soggiornare in hotel è richiesto il green pass?

In base alle disposizioni attualmente vigenti, per soggiornare all’interno delle strutture ricettive non è richiesto il possesso di una valida certificazione COVID-19 (il cosiddetto "green pass").
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #33: 30

Per i parchi divertimento o tematici (es. minigolf) ci sono indicazioni sul comportamento da tenere per le attività al chiuso e all’aperto?

Ai sensi dell'art. 9-bis, comma 1, lett. f), del D.L. 52/2021 ("Riaperture"), introdotto dall'art. 3, comma 1, del recente DL 105/2021, a partire dal 6 agosto, in zona bianca, sarà obbligatorio essere muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 anche per l'accesso a "centri termali, parchi tematici e di divertimento". La disposizione non opera distinzioni tra aree all'aperto e al chiuso quindi bisogna ritenere che il predetto obbligo sia valido in entrambi i casi.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #32: 30 

Clienti americani in una struttura alberghiera, vaccinati con Pfizer ma non in possesso di green pass europeo, è sufficiente che esibiscano la certificazione di avvenuta vaccinazione emessa dagli Usa per poter accedere alle sale interne per la somministrazione e per uso centro benessere?

Gli Stati Uniti sono stati inclusi, con Ordinanza 18 giugno 2021 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 19 giugno 2021, tra i Paesi terzi di cui si riconoscono come "Certificazioni Verdi Covid", valida per l'ingresso in Italia, le certificazioni di avvenuta vaccinazione, guarigione o test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l'arrivo, rilasciate dalle autorità sanitarie locali.

Pertanto, in base a tale disposizione, sembrerebbe consentito ai turisti americani, in possesso di una certificazione di avvenuta vaccinazione validata dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), di poter accedere ai luoghi al chiuso come il centro benessere ed il ristorante, che si trovano nella struttura alberghiera.

Resta inteso che la necessità del green pass è certa per il centro benessere ma per il ristorante interno all'albergo resta un aspetto sul quale non è ancora intervenuto un chiarimento ufficiale.

Ad integrazione, si precisa che l’Ordinanza del Ministero della Salute del 29 luglio 2021 allegata stabilisce che, ai fini dell'accesso ai servizi e alle attività per le quali è prescritto a partire dal 6 agosto il possesso del green pass, le certificazioni rilasciate dalle autorità sanitarie del Canada, Giappone, Israele, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord e Stati Uniti d'America sono riconosciute come equivalenti a quelle dello Stato italiano.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #31:

I titolari e/o dipendenti di pubblici esercizi sprovvisti di green pass possono servire solo al banco e all’esterno? Non possono proprio servire?

Il nuovo art. 9-bis del D.L. 52/2021, introdotto dall’art. 3 del D.L. 105/2021 dello scorso 23 luglio, prevede il possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 per "l’accesso" ai servizi e alle attività ivi indicati.

Dipendenti e titolari non sono espressamente ricompresi tra i soggetti tenuti a possedere le suddette certificazioni, ma anzi, sono destinatari dell’obbligo di verifica del rispetto di tale prescrizione da parte della clientela come riportato nel comma 4 dell’articolo (i dipendenti sulla base di eventuale delega da parte dei titolari, secondo quanto previsto dal DPCM 17 giugno 2021).

Sembra, dunque, di poter ritenere che gli stessi siano, al momento, esentati dall’obbligo di possedere a propria volta una certificazione verde COVID-19. In tal senso anche le anticipazioni di stampa secondo le quali il Governo starebbe appunto valutando l’ipotesi di estendere l’obbligo anche ad essi, a partire, tuttavia, da una data successiva a quella del 6 agosto.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #30:

È necessario il green pass per accedere ad un centro benessere presente all’interno di un centro estetico?

. Se il centro benessere si trova in una struttura al chiuso, dal 6 agosto, l’accesso sarà consentito limitatamente alla sola clientela munita della certificazione verde. All'art. 3 del D.L. n. 105 del 23 luglio 2021, attraverso un'integrazione al D.L. n. 52 del 22 aprile 2021 con l’art. 9-bis, viene indicato un elenco di attività in cui, a far data dal 6 agosto 2021, è consentito, in zona bianca, l'accesso solo esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

Tra queste attività, alla lett. d), sono indicate le “piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive (…) limitatamente alle attività al chiuso”.

La norma precisa inoltre che, tale disposizione, si applica anche nelle zone gialle, arancioni e rosse laddove le attività indicate all'art. 9-bis sono consentite e alle condizioni previste per le singole zone.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #29:

Dal 6 agosto dove e per cosa è richiesto il green pass?

L'articolo 9-bis nel corpo del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87 (Decreto Riaperture), stabilisce (comma 1) che, dal 6 agosto 2021, all’interno della zona bianca, l’accesso ai seguenti servizi e attività è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19:

• servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio (di cui all’art.4 del decreto Riaperture), per il consumo al tavolo, al chiuso;

spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi (di cui all’art. 5 del decreto Riaperture);

• musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre (di cui all’art. 5-bis del decreto Riaperture);

piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive (di cui all’art. 6 del decreto Riaperture), limitatamente alle attività al chiuso;

sagre e fiere, convegni e congressi (di cui all’art. 7 del decreto Riaperture);

• centri termali, parchi tematici e di divertimento;

centri culturali, centri sociali e ricreativi (di cui all’art. 8-bis, comma 1 del decreto Riaperture), limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;

• attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò (di cui all’art.8-ter del decreto Riaperture);

concorsi pubblici.

Le suddette disposizioni si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i suddetti servizi e attività siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone.

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività – sopra elencati (comma 1) - sono tenuti a verificare che l’accesso ai predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. In particolare, le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal DPCM 17 giugno 2021. Viene poi demandata al Ministro della salute la possibilità di stabilire, con propria ordinanza, ulteriori misure per l’attuazione della disposizione in esame.

— Fonte Decreto legge 23 luglio 2021, n. 105
faq #28:

A quali soggetti non è richiesto il green pass?

Le disposizioni di cui sopra (FAQ #32), introdotte nel nuovo articolo 9-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, non si applicano, invece, ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale (al di sotto dei 12 anni) e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
 

— Fonte Decreto legge 23 luglio 2021, n. 105
faq #27:

Nelle cerimonie, i bambini al di sotto dei 6 anni, hanno l’obbligo del green pass?

No. No, i bambini al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’obbligo del possesso della certificazione verde Covid per la partecipazione ai banchetti nelle cerimonie ed eventi analoghi con meno di 60 partecipanti. La disposizione in esame apporta modifiche all’art. 8-bis del d. l. n. 52/2021 (decreto Riaperture) al fine di sostenere il settore delle cerimonie colpito dalle restrizioni imposte dalle esigenze di contenimento del Covid e in conformità alla proposta di raccomandazione di cui alla comunicazione COM(2021) 294 final del Consiglio.
 

— Fonte Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73
faq #26:

I dipendenti di bar e ristoranti (cuoco, cameriere, ecc.) sono obbligati a vaccinarsi?

No. Allo stato attuale non vi è obbligo di vaccinazione per tali soggetti. Occorrerà attendere comunque le prossime indicazioni del Governo per conoscere se e quali categorie di dipendenti potrebbero essere sottoposte a tale obbligo (attualmente previsto solo per gli operatori sanitari).
 

— Fonte Confcommercio, Settore Ambiente e Sicurezza sul Lavoro
faq #25:

Quali sono i contatti e il numero verde per avere informazioni?

Per avere ulteriori informazioni su come richiedere, ottenere, scaricare, utilizzare ma anche verificare e validare le certificazioni verdi Covid-19 digitali, l'utente ha a disposizione una serie di contatti a cui rivolgersi. Nello specifico potrà usufruire di:

  • numero di pubblica utilità (1500) del Ministero della Salute, che fornisce, tra l’altro, informazioni generali sulle certificazioni verdi Covid-19 e sulla loro acquisizione grazie al Fascicolo sanitario elettronico e al Sistema Tessera sanitaria (TS) per il tramite dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri medici delle aziende sanitarie, USMAF, SASN autorizzati alle funzionalità del sistema TS;
  • call center di Immuni (800.91.24.91), che fornisce apposita assistenza tecnica per l’acquisizione delle certificazioni verdi Covid-19 tramite il portale della Piattaforma nazionale-DGC e l’App Immuni. Il numero è attivo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00;
  • assistenza di primo livello offerta da Pago PA spa per le segnalazioni pervenute tramite l'App IO per l’acquisizione delle certificazioni verdi COVID-19 con App IO.

Numeri verdi regionali

Sul sito del Ministero della Salute è presente una pagina suddivisa per regioni, con numeri verdi dedicati agli utenti che richiedono informazioni sulle modalità di rientro dall'estero, gli ingressi in Italia e, più in generale, per gli spostamenti, oltre che sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio in Italia.

Consulta la pagina Covid-19 - Numeri verdi regionali

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #24:

A chi spetta il controllo del green pass?

La verifica e, dunque, la validità del green pass spetta ai seguenti rappresentanti:

  • i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  • il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, iscritto nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di spettacolo (art. 3, comma 8, della legge n.94/2009);
  • i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • i vettori aerei, marittimi e terrestri, nonché i loro delegati;
  • i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati.

I soggetti delegati devono essere incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #23:

Come avviene il controllo della certificazione verde digitale?

Il controllo delle certificazioni verdi COVID-19 viene effettuato tramite la lettura del codice a barre bidimensionale (QR Code), utilizzando esclusivamente l’App VerificaC19 (Allegato B, par. 4) già scaricabile. L'App preserva la privacy dell'utente, poiché consente unicamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.

Nel momento in cui viene eseguito il controllo, su richiesta dei verificatori incaricati, l'intestatario della certificazione verde dimostra la propria identità esibendo un proprio documento di identità valido. Ad ogni modo, l'attività di verifica non comporta, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario in qualunque forma.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #22:

Come funziona l’app VerificaC19

La verifica dell’autenticità del green pass avviene tramite l’app VerificaC19, installata su un dispositivo mobile. L’app non necessita di una connessione ad internet poiché funziona anche offline e non memorizza informazioni personali sul dispositivo del soggetto verificatore. L’app VerificaC19, anche se conforme alla versione europea, mostra all’operatore meno dati per minimizzare le informazioni trattate.

Il soggetto esibisce il QR Code della propria certificazione (formato cartaceo o digitale) al verificatore che, tramite l’app legge il codice e ne ricava le relative informazioni per procedere al controllo. Una volta che l’app VerificaC19 mostra graficamente nome, cognome, data di nascita dell’intestatario e conseguente validità del green pass, il verificatore può procedere alla richiesta di un documento di identità valido per verificare la corrispondenza dei dati anagrafici.
 

Scarica l’ultima versione dell’App IO:

App Store Play Store

— Fonte piattaforma nazionale EU Digital COVID Certificate
faq #21:

Quali sono le App per ricevere il green pass?

Le App su cui ricevere e mostrare il green pass, qualora fosse richiesto, sono due:

  • App IO;
  • App Immuni.

App IO

L'App IO, ovvero l'App dei Servizi Pubblici, permette all'utente che ne usufruisce di mostrare la certificazione direttamente dal dispositivo. Consente, inoltre, di salvarla nella galleria immagini del proprio smartphone, tramite il QR code del documento. In questo modo è accessibile anche se non si ha a disposizione una connessione ad Internet.

Scarica l’ultima versione dell’App IO:

App Store Play Store


App Immuni

È possibile visualizzare e mostrare il green pass tramite il QR code della certificazione anche utilizzando l'App Immuni. Sulla schermata iniziale dell'App è visibile l'apposita sezione "EU digital COVID certificate", da cui può essere acquisita la Certificazione verde Covid-19. Come per l'App IO, anche in questo caso c'è la possibilità di salvare il green pass sul proprio smartphone, per visualizzarlo in modalità offline.

Scarica l’ultima versione dell’App Immuni:

App Store Play Store

— Fonte piattaforma nazionale EU Digital COVID Certificate
faq #20:

Quale tampone è necessario per il green pass?

Ai fini del rilascio del green pass sono validi solamente i tamponi molecolari e i tamponi antigienici rapidi. Il tampone molecolare (o PCR), evidenzia la presenza di materiale genetico (RNA) del virus, analizzando un campione prelevato con un tampone a livello naso-orofaringeo.

I test antigenici (rapidi), invece, rilevano la presenza del virus tramite le sue proteine (antigeni) e non tramite il suo acido nucleico (RNA) come avviene con il tampone molecolare. Le modalità di raccolta del campione avvengono con un tampone nasale, naso-oro-faringeo, salivare.

Non sono validi i test sierologici, sia tradizionali che rapidi, ovvero quei test che evidenziano la presenza di anticorpi contro il SARS-CoV-2. Il motivo è che questa tipologia di test rileva se il soggetto sia venuto a contatto con il virus SARS-COV- 2 ma non confermano se sia in atto o meno un'infezione in atto.

— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #19:

Quanto dura la certificazione verde digitale Covid-19?

I periodi di validità delle diverse certificazioni, in coerenza con quanto già stabilito dalla legge di conversione, con modificazioni, del D.L. 22 aprile 2021 n. 52 (Decreto "Riaperture"), sono indicati nell'Allegato B del DPCM n.143 del 17 giugno (consulta la versione in pdf).

  • completa vaccinazione: 9 mesi;
    - dopo 15 giorni la prima dose del vaccino: fino al completamento del ciclo di vaccinazione;
    - dal 15° giorno successivo all’unica dose di vaccino per chi ha avuto una precedente infezione da SARS-COV2;
  • avvenuta guarigione: 6 mesi;
  • certificazioni attestanti l’esito negativo ad un Covid Test: 48 ore.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #18:

Quali dati deve riportare il green pass?

Oltre alle informazioni generali e comuni, ogni certificazione verde COVID-19 riporta dati diversi a seconda dello stato comprovante dalla certificazione. Nello specifico:

  • stato di avvenuta vaccinazione contiene: informazioni sulla tipologia di vaccino somministrato, il numero della dose effettuata e il numero totale di dosi previste, data dell’ultima somministrazione effettuata e lo Stato in cui è stata effettuata la vaccinazione;
  • stato di avvenuta guarigione riporta: la data e il Paese in cui è stato effettuato il primo test molecolare positivo e la data di inizio e fine validità della certificazione;
  • test antigenico rapido o molecolare con esito negativo riporta: tra le altre informazioni anche l’esito del test, la struttura e lo Stato in cui è stato eseguito.
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #17:

Quali sono le certificazioni utili al green pass?

Esistono tre tipi di certificazioni che consentono il rilascio del green pass dalla piattaforma nazionale "Digital Green Certificate":

  • la certificazione di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 (contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal 15° giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale);
  • la certificazione di avvenuta guarigione dal SARS-CoV-2;
  • il referto di un test molecolare o di un test antigienico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2, di cui all'art. 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52.
  • avvenuta somministrazione di una sola dose di vaccino dopo una precedente infezione da SARS-COV 2 e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione (Decreto legge 23 luglio 2021, n.105).
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #16:

Chi rilascia il green pass?

Una volta che le Regioni e le Province Autonome trasmettono i dati inerenti a vaccinazioni, referti negativi di tamponi molecolari o test antigienici rapidi e stato di guarigione dal SARS-CoV-2, è il Ministero della Salute a generare in automatico la Certificazione verde Covid-19.

faq #15:

Come ottenere e scaricare il green pass?

Esistono diverse modalità per ottenere in autonomia e con facilità il proprio green pass. Il Ministero della Salute consente il rilascio del documento sia in formato cartaceo che digitale attraverso vari canali:

  • piattaforma nazionale Digital Green Certificate (utilizzando lo SPID o CIE, tessera sanitaria o documento d'identità);
  • Fascicolo Sanitario Elettronico (con accesso diretto) generato dalla propria regione di assistenza;
  • App Immuni;
  • App IO;
  • Sistema Tessera Sanitaria (per il tramite di un medico generale, pediatra di libera scelta, farmacista o altri medici delle aziende sanitarie, USMAF, SASN autorizzati alle funzionalità del Sistema TS).
— Fonte Decreto del Presidente del Consiglio n. 143 del 17 giugno 2021
faq #14:

Quali sono i vaccini validi per la certificazione verde Covid-19?

Solo le persone che hanno effettuato i vaccini approvati dall’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali) e dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) possono ottenere il green pass. I vaccini in questione sono: Moderna, Comirnaty di Pfizer-BioNTech, Johnson & Johnson e il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca.

faq #13:

Come funziona se le dosi somministrate sono di vaccini diversi?

Nel caso in cui l’iter vaccinale di una persona sia composto da due dosi di vaccini diversi, ad esempio AstraZeneca la prima dose e Pfizer la seconda, il green pass ha ugualmente validità e, dunque, può essere ottenuto dall’interessato. Unica condizione è che entrambi le dosi siano di vaccini approvati da Ema e Aifa.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #12:

Quando viene revocato il green pass?

Oltre alle diverse scadenze indicate nell'Allegato B del DPCM 17 giugno 2021 (consulta la versione in pdf), il green pass sarà revocato in caso di positività al SARS-CoV-2. Trasmettere l’informazione alla piattaforma del Ministero della Salute è competenza del medico generico, del Servizio Sanitario Regionale, di un pediatra di libera scelta o di altri servizi territoriali per l’assistenza sanitaria (come Usmaf o Sasn). La piattaforma genererà una revoca delle certificazioni verdi ancora in corso di validità che sarà comunicata sia al Gateway europeo che al diretto interessato.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #11:

Quali sono le linee guida da seguire nel caso di eventi privati, come feste di compleanno per bambini?

A seguito del passaggio dell'intero territorio nazionale in zona bianca, tra le attività che sono state riaperte vi sono “le feste private anche conseguenti alle cerimonie civili e/o religiose all'aperto e al chiuso” con l'obbligo per i partecipanti di essere muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

Relativamente alle feste di compleanno private, non esiste una disposizione normativa diretta a disciplinarle direttamente se non quanto previsto dal protocollo predisposto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome “Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali” del 28 maggio 2021 (recepite dalle ordinanze del Ministro della salute relative alle zone bianche), dove nella scheda Ristorazione e Cerimonie, è stabilito che il suddetto protocollo si possa applicare ai banchetti nell'ambito delle cerimonie (es. matrimoni) ed eventi analoghi.

La festa di compleanno privata non può essere equiparata ad un evento successivo ad una cerimonia, tuttavia, sulla base di un'interpretazione estensiva del protocollo, può rientrare tra i cosiddetti eventi analoghi, con la conseguente applicazione delle misure ivi previste.

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #10:

Quali sono le linee guida per i minori?

Per quanto riguarda la certificazione verde per i minori, alcuni chiarimenti sono giunti, in maniera un po' frammentata, con la circolare del Ministero della Salute del 28 giugno (cfr. allegato) che, pur riferendosi in particolare alle certificazioni verdi per l'ingresso in Italia e non trattando specificamente il profilo della feste e dell'obbligo della certificazione verde, consente di ricostruire il quadro della situazione a seconda dell'età del minore.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #09:

Per i bambini dai 12 anni in su

Dai 12 anni in su, essendo stato approvato il vaccino anche per questa fascia pediatrica, il soggetto che partecipa a feste di compleanno o cerimonie ha a disposizione tutte e tre le opzioni per la certificazione verde (avvenuta vaccinazione, guarigione, test antigenico o molecolare). Si evidenzia inoltre che l'art. 11, comma 4, del DPCM del 17 giugno consente a chi esercita la responsabilità genitoriale il controllo della certificazione verde per i minori.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #08:

Come funziona per i bambini: dai 6 anni in su

Dai 6 anni in poi diventa necessario, per l'ingresso in Italia, un tampone antigenico o molecolare per i soggetti che non siano in possesso di una certificazione di avvenuta vaccinazione o di guarigione. La medesima regola appare, quindi, applicabile anche alla partecipazione di soggetti dai 6 anni in su a feste o cerimonie.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #07:

Per i bambini al di sotto dei 6 anni

Per quanto riguarda, infine, le regole per i bambini al di sotto dei 6 anni, si evidenzia che l'art. 6, comma 2, dell'ordinanza del ministro della salute del 18 giugno, pubblicata sulla GU del 19 giugno, n. 145, li esenta dall'effettuazione del test antigenico o molecolare ai fini dell'ingresso nel territorio nazionale. E, quindi, si ritiene, estensivamente, che l'esenzione possa essere ritenuta valida anche per la partecipazione di tali soggetti a feste o cerimonie. Per questi soggetti pertanto, l'unica certificazione verde possibile sarebbe quella relativa al caso dell'avvenuta guarigione.
 

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa
faq #06:

Per i bambini di età inferiore a 2 anni

L'art. 51, comma 8, del DPCM del 2 marzo aveva esentato, ai fini dell'ingresso nel territorio nazionale, i soggetti di età inferiore a 2 anni dall'effettuazione del test antigenico o molecolare disposizione che appare oggi superata dall'ordinanza del 18 giugno pubblicata sulla GU del 19 giugno, n. 145.


— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa

Per volare in Italia è obbligatorio?

Per viaggiare in aereo con voli interni italiani, non esiste un obbligo di legge generale di possesso di certificazione verde per i passeggeri.

Il D.L. 52/2021 "Riaperture" ha consentito, in Italia, la possibilità di spostamenti in entrata e uscita dei territori delle sole zone Arancioni e Rosse, anche per motivi diversi da lavoro, salute e necessità, subordinatamente al possesso di una delle certificazioni verdi, disciplinate dal medesimo Decreto. La Certificazione può, dunque, essere richiesta dal "vettore" al momento dell'imbarco.

Gli spostamenti tra i territori delle zone bianche e gialle (attualmente tutte le Regioni italiane) sono, invece, liberi e non richiedono una specifica certificazione verde.

— Fonte Confcommercio, Settore Infrastrutture, Trasporti e Logistica
faq #04:

Che differenza c’è tra green pass e certificazione verde?

La certificazione verde Covid-19, attiva dal 1° giugno 2021, è un documento valido solo in Italia per spostamenti tra regioni rosse e arancioni, accesso nelle RSA e partecipazione a feste conseguenti eventi civili e religiosi.

Il green pass, invece, integra dal 1° luglio, la certificazione verde italiana poiché, oltre ai fini per i quali possono essere utilizzate le certificazioni verdi Covid-19 (comma 10-bis art.9 del decreto 22 aprile 2021, n. 52), l'impiego è esteso anche alla partecipazione agli spettacoli aperti al pubblico e agli eventi sportivi, nonché all’accesso a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice, armonizzando in tal modo le nuove previsioni introdotte dal decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 a quanto già stabilito dall’articolo 1-bis del D.L. 44/2021 (Decreto Sostegni).

Si aggiunge, poi, che il rilascio delle certificazioni verdi Covid-19, disciplinato dall’art. 9 del Decreto Riaperture, così come modificato, da ultimo, dal D.L. n. 105/2021 attesta che lo stato di avvenuta vaccinazione può essere rilasciato non solo contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino (con validità dal 15° giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale) ma anche dal 15° giorno successivo all’unica dose di vaccino per chi ha avuto una precedente infezione da SARS-COV2;

Inoltre il green pass europeo è un documento valido anche all’estero, in tutti i Paesi dell’Unione Europea nell’area Schengen (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda).

Infine, se la certificazione verde è rilasciata e valida in Italia dopo 15 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino, per il green pass è diverso. La sua validità dopo la prima dose resta, al momento, a discrezione dei Paesi Europei.

faq #03:

Che cos’è il green pass? A cosa serve?

Il green pass, o EU digital COVID certificate, è un certificato che, integrando le disposizioni della certificazione verde, consente anche di circolare nei paesi appartenenti all’Unione europea e nell’area Schengen (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda), durante il periodo pandemia, senza l’obbligo di test e quarantene. In Italia è il Ministero della Salute ad emettere la certificazione, sia in formato cartaceo (stampabile) che digitale: un QR code permette l’identificazione e la validità della certificazione.

faq #02:

A cosa serve la certificazione verde?

La certificazione verde, valida solo in Italia prima dell'entrata in vigore dell'EU digital COVID Certificate (1° luglio 2021), serve per i seguenti casi:

  • spostamenti tra regioni di colori diversi (rosse e arancioni);
  • partecipazione a feste conseguenti cerimonie civili o religiose e ad eventi pubblici, come matrimoni, battesimi, competizioni sportive, ecc.;
  • accesso nelle RSA, ovvero le strutture sanitarie assistenziali.
faq #01:

Che cos’è la certificazione verde?

È un certificato italiano che può essere rilasciato dal Servizio Sanitario Regionale o dalla struttura sanitaria di competenza, in grado di certificare una delle seguenti condizioni:

  • stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 (contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal 15° giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale);
  • stato di avvenuta guarigione da SARS-CoV-2;
  • referto negativo di un tampone molecolare o di un test antigenico rapido, entrambi effettuati 48 ore prima.

La certificazione verde Covid-19 dal 1° luglio è valida anche come Certificazione verde digitale COVID-19 o EU digital COVID Certificate.

Scopri di più sulla certificazione verde Covid-19 nella pagina dedicata.

 

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Leggi le FAQ sul Green Pass

Leggi le FAQ sul DPCM gennaio 2021

Leggi le FAQ sul DL Ristori e Ristori bis

Leggi le FAQ sul DPCM 13, 18 e 24 ottobre 2020

Leggi le FAQ sul DPCM 26 e 10 aprile 2020

Leggi le FAQ sul DL Liquidità

Leggi le FAQ sui DPCM 22 e 11 marzo 2020

Leggi le FAQ sul DL Cura Italia

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