Assegno unico e universale per i figli a carico

Assegno unico e universale per i figli a carico

Informazioni e news sul sostegno economico destinato alle famiglie con figli: le tabelle con gli importi per il 2024, le scadenze e i requisiti richiesti.

L'Assegno unico e universale (AUU) è una misura destinata a tutte le famiglie con figli a carico. È stata una delle riforme più importanti mai approvate nell'ambito degli aiuti a sostegno delle famiglie. Ha avuto una storia un po' complessa, ma cerchiamo di fare ordine.

La legge n. 46 del 2021 ha delegato il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi per riformare le misure di sostegno ai figli a carico, introducendo l'assegno unico e universale. In attesa di tale riforma, a partire dal 1° luglio 2021 è stato introdotto l'assegno temporaneo per figli minori.

Il decreto legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 ha poi istituito l'assegno unico e universale (AUU) a decorre dal 1° marzo 2022. Si tratta di un beneficio economico mensile, erogato da marzo a febbraio di ogni anno, ai nuclei familiari in base alla loro condizione economica, misurata attraverso l'ISEE, ma spetta anche in assenza dell'Indicatore, sulla base dei dati autodichiarati dal richiedente nel modello di domanda.

L'Assegno è definito unico perché ha come obiettivo sia quello di semplificare che di potenziare gli interventi per sostenere la genitorialità e la natalità. È anche universale perché in misura minima è garantito a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assegna di ISEE o superiore alla soglia di 45.574,96 euro.

A partire dal 1° marzo 2022, l'AUU ha sostituito le seguenti misure:

  • assegno per il nucleo familiare;
  • premio alla nascita o all'adozione (Bonus mamma domani);
  • detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni;
  • assegno di natalità;
  • bonus bebè.

L’Assegno unico non assorbe né limita gli importi del Bonus asilo nido ed è inoltre, compatibile con misure in denaro a favore dei figli a carico erogate da Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano ed Enti Locali.

Il decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 ha inoltre previsto la sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l’Assegno di Inclusione (ADI), a partire dal 1° gennaio 2024. Per chi beneficiava dell’AUU per i figli a carico come quota integrativa del RdC e non abbia presentato una nuova domanda di AUU, l’importo spettante continuerà ad essere erogato sulla carta RdC per l’intero ammontare, senza soluzione di continuità, fino alla mensilità di febbraio 2024, tenuto conto dell’ISEE valido al 31 dicembre 2023.

A decorrere da marzo 2024 invece, per chi non vi abbia già provveduto, sarà necessario fare una nuova domanda di Assegno unico e universale per i figli a carico. L’eventuale richiesta dell’ Assegno di Inclusione non sostituisce, infatti, la domanda di AUU che, quindi, dovrà sempre essere inoltrata per poter beneficiare della prestazione.

Requisiti

L'Assegno unico e universale è un contributo economico per le famiglie attribuito per ogni figlio a carico. Riguarda tutte le categorie di lavoratori: dipendenti (sia pubblici che privati), autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati. Per quanto riguarda il nucleo familiare i requisiti necessari per fare domanda sono i seguenti:

  • avere figli a carico:
    • minorenni. Per i nuovi nati a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
    • maggiorenni fino a 21 anni che:
      • frequentano un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea;
      • svolgano un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
      • registrati come disoccupati o in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego;
      • impegnati nel servizio civile universale;
    • senza limiti d'età per i figli disabili.

Per ottenere il contributo è inoltre richiesto:

  • di essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea o cittadino di uno Stato extra Ue, ma con regolare permesso di soggiorno (sia quello per lunghi periodi che quello per motivi di lavoro o studio);
  • di essere residenti in Italia.

Importi

L'importo dell'Assegno unico viene determinato a seconda dell'Indicatore della situazione economica equivalente, più noto come ISEE, che serve a misurare la condizione economica di un nucleo familiare, ma si può fare domanda anche in assenza dell'Indicatore. In particolare è prevista:

  • una quota variabile progressiva che parte da un massimo di 199,4 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 17.090,61 euro, ad un minimo di 57 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 45.574,96 euro.

L'ammontare del contributo possono aumentare nei seguenti casi:

  • nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo);
  • madri con età inferiore a 21 anni;
  • famiglie con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • figli affetti da disabilità;
  • figli di età inferiore a un anno;
  • figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e ISEE fino a 45.574,96 euro;
  • una quota a titolo di maggiorazione per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’Assegno risultasse inferiore alla somma dei valori teorici dell’Assegno per il Nucleo Familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale), percepite nel regime precedente la riforma.

Esempi di importi mensili per figlio spettanti in base all’ISEE (*):

 
Importi assegno
Maggiorazioni Maggiorazioni legate alla disabilità
  figlio minore figlio maggiorenne fino a 21 anni figlio disabile da 21 anni in su per ciascun figlio dal terzo in poi per ciascun figlio in corso di genitori entrambi lavoratori per ciascun figlio i caso di madre con meno di 21 anni per nucleo con 4 figli o più figlio minorenne non autosufficiente figlio minorenne con disabilità grave figlio minorenne con disabilità media figlio maggiorenne con disabilità
Fino a 15mila euro 175 85 85 85 30            
20mila euro 150 73 73 71 24            
25mila euro 125 61 61 57 18 20 100 105 95 85 80
30mila euro 100 49 49 43 12            
35mila euro 75 37 37 29 6            
da 40mila 50 25 25 15 0            
Fonte: INPS

(*) In mancanza di allegazione di ISEE l’importo minimo spettante per ciascun figlio è quello dell’ultima riga della tavola con dicitura "da 40 mila euro".

Il beneficio viene poi corrisposto dall'INPS a chi richiede oppure in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale (questa seconda opzione può essere richiesta anche in un secondo momento).

Le tipologie di erogazione sono le seguenti:

  • tramite accredito su conto corrente bancario o postale;
  • sul libretto di risparmio con codice IBAN;
  • sulla carta di credito o di debito (sempre dotata di codice IBAN);
  • con bonifico domiciliato presso lo sportello postale.

La modalità di pagamento può essere indicata dal genitore richiedente in fase di compilazione della domanda. Il pagamento della quota al secondo genitore decorre dal mese successivo alla comunicazione della scelta di accredito al 50% all’INPS. In caso di affidamento esclusivo, il richiedente può chiedere il pagamento dell'intero importo spettante. Anche in questo caso si può modificare la scelta accedendo alla domanda con le proprie credenziali. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario, l’Assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato o del minore in affido familiare.

Per ottenere l'ISEE è necessario essere in possesso della Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) che si può avere in due modi:

  • facendo richiesta agli intermediari abilitati all'assistenza fiscale (CAF);
  • accedendo al portale unico ISEE sul sito dell'INPS inserendo le proprie credenziali d'accesso e compilando la domanda per la richiesta dell'ISEE precompilato o non.

Come presentare domanda

La domanda di Assegno unico e l’ISEE aggiornato possono essere presentati entro il 30 giugno 2024, senza perdita di arretrati, che saranno corrisposti con successivo conguaglio. In assenza dell'Indicatore l'importo sarà calcolato a partire dal mese di marzo 2024 con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa.

Può essere presentata:

  • online all'INPS attraverso il servizio dedicato;
  • contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • tramite enti di patronato, anche attraverso i loro servizi telematici.

La domanda può essere inoltrata:

  • da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio;
  • dal tutore del figlio o del genitore, nell’interesse esclusivo del tutelato;
  • dai figli, al compimento della maggiore età, richiedendo anche il pagamento diretto della quota spettante.

Dal 1° marzo 2023 il pagamento delle domande di Assegno unico già accolte prosegue in automatico, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

Scadenze

Quest'anno sono due le date importanti da segnare nel calendario: il 29 febbraio e il 30 giugno 2024. Per poter ricevere l'importo spettante bisogna infatti presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), necessaria per calcolare l’ISEE, entro la fine di febbraio (quest'anno era bisesto e quindi il 29 è stato il termine ultimo). In caso contrario dal primo marzo sarà erogato l'importo minimo, pari a 57 euro.

Per ricevere il contributo giusto, senza dover rinunciare agli arretrati, basterà inviare la DSU entro e non oltre il 30 giugno 2024: gli importi eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno infatti adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con l’accredito degli arretrati.

Anche per i nuclei familiari con figli di età compresa tra i 18 e 21 anni, per i quali è intervenuta la sospensione del Reddito di cittadinanza (RdC) nel corso dell’anno 2023, l’INPS garantirà la fruizione della prestazione fino alla competenza del mese di febbraio 2024. Anche in questo caso, a decorrere dalla mensilità di marzo 2024, sarà necessario presentare una nuova domanda di AUU.

News e aggiornamenti

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