Bonus casa, focus sulle agevolazioni fiscali

Bonus casa, focus sulle agevolazioni fiscali

Guida alle agevolazioni fiscali e agli incentivi per ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici, interventi antisismici, facciate e sistemazioni a verde.

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20 settembre 2021

Rinnovate con la manovra 2021 le agevolazioni per i contribuenti che si apprestano ad eseguire lavori di restauro, edilizia e riqualificazione energetica.

Indice

La Legge di Bilancio 2021 (L.30.12.2020 n.178), in vigore dal 1° gennaio 2021, ha prorogato per l’intera annualità gli incentivi e le detrazioni fiscali, da presentare a seguito di specifica dichiarazione ENEA. Numerose sono le agevolazioni che rientrano nel cosiddetto Bonus Casa e riguardano principalmente interventi di ristrutturazione sugli edifici, oltre che i lavori sugli impianti di riqualificazione, come ad esempio l’aumento delle classi energetiche.

La norma ha confermato per il 2021 le detrazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione di immobili, ovvero gli incentivi noti come Bonus Ristrutturazioni. Si aggiungono le agevolazioni per le spese di mobili, elettrodomestici di classe energetica elevata e arredi grazie al Bonus Mobili ed Elettrodomestici (classe energetica A+), il cui importo massimo detraibile è stato innalzato a 16.000 euro. Confermati anche l'Ecobonus, la detrazione rivolta a tutti coloro che compiono lavori di adeguamento e risparmio energetico e il Bonus verde per gli interventi di sistemazione a verde di terrazze e aree scoperte, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

C’è, poi, la proroga del Superbonus 110%, introdotto con il Decreto Rilancio per consentire la ripresa economica spingendo su interventi di efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico negli immobili (Sismabonus) e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Nel 2022, dunque, sarà possibile portare a compimento i lavori già iniziati e, nel caso in cui gli interventi abbiano raggiunto il 60% entro il 30 giugno 2022, ci si potrà avvalere di uno sconto fiscale per tutte le spese che si sosterranno fino al 31 dicembre 2022. Infine, le spese che saranno sostenute nell'annualità del 2022, potranno essere recuperate non più in cinque rate, bensì in quattro rate annuali.

Sono stati prorogati, inoltre, il Bonus Facciate, introdotto lo scorso anno, che prevede uno sconto fiscale del 90% su interventi riguardanti involucri edilizi e il bonus per la sistemazione a verde di immobili.

Le varie misure fiscali prevedono percentuali di detrazioni e valori di spesa variabili e anche le categorie dei beneficiari cambiano a seconda dell'agevolazione.

Vediamo, di seguito, tutte le misure nel dettaglio.


Bonus ristrutturazioni

Il bonus ristrutturazioni rientra tra i bonus casa rivolti ad un miglioramento edilizio e prevede, per coloro che decidono di usufruirne e sono in possesso dei requisiti richiesti, una detrazione fiscale del 50% sui lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, su edifici singoli o condominiali. La detrazione del 50% è valida per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021, fino ad un tetto di spesa massimo di 96.000 euro, da ripartire in 10 quote annuali dello stesso importo.

Non si parla ancora di proroghe. Motivo per cui, al momento, la misura è prevista fino al 31 dicembre 2021. Dal prossimo anno, quindi, a meno che il bonus ristrutturazioni non venga rinnovato con la Legge di Bilancio 2022, la percentuale di detrazione si abbasserà al 36% su un tetto massimo di 48.000 euro per ogni immobile, come disciplinato dall'art.16-bis del Dpr 917/86.

Rientrano nell'incentivo non solo le spese di manutenzione straordinaria dedicate ai singoli edifici, ma anche quelle di manutenzione ordinaria previste nei condomini. Come si legge nel testo della Legge di Bilancio 2021, il bonus serve a "favorire gli investimenti sul patrimonio edilizio, anche per aumentare la resilienza e sostenibilità e sostenere la ripresa del settore delle costruzioni".

Il bonus ristrutturazioni, in particolare è usufruibile per interventi di restauro, ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo che siano effettuati da imprese dedicate alla costruzione o ristrutturazione immobiliare, così come anche da cooperative edilizie, "che provvedano" come riporta il sito dell'Agenzia delle Entrate, "entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile".

Per beneficiare del bonus è possibile procedere alla cessione del credito d'imposta dello stesso importo, che può successivamente essere ceduto ad altri intermediari finanziari (ad esempio istituti di credito). In alternativa il contributo si può ottenere sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto.

Infine, bisogna aggiungere che non tutti gli interventi di efficientamento edilizio sono inclusi nel bonus ristrutturazioni, mentre altre tipologie di lavori necessitano della trasmissione all'Enea. Una novità introdotta dalla Legge di Bilancio del 2018 per "monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi", che rispecchia quanto già accadeva per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Per saperne di più sull'elenco degli interventi ammessi nel bonus ristrutturazioni, a chi spetta, come inviare la comunicazione Enea, come funziona la cessione del credito e avere tutte le informazioni al riguardo, leggi l'approfondimento sul Bonus Ristrutturazioni.


Bonus Mobili ed Elettrodomestici

Il bonus casa include anche l'agevolazione fiscale che prevede una detrazione del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Parliamo del cosiddetto bonus mobili ed elettrodomestici, rinnovato dalla Legge di Bilancio 2021 anche per le spese dell'anno in corso. Il provvedimento, che completa il bonus ristrutturazioni in quanto la detrazione è valida per gli acquisti destinati ad immobili ristrutturati, permette di accedere ad una detrazione Irpef del 50% sulla spesa effettuata. 

Il bonus è valido su un tetto di spesa massimo, che da 10.000 euro qual era fino al 2020, è stato aumentato a 16.000 euro dalla Legge di Bilancio 2021. 

Una delle domande più comuni sull'argomento è se sia possibile usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici senza ristrutturazione. In realtà nelle disposizioni del governo sulla misura fiscale è previsto che l'opera di ristrutturazione che permette di accedere al bonus non necessariamente deve essere ingente. È possibile, infatti, usufruire dell'agevolazione anche eseguendo specifici lavori.  

Tra le tipologie di lavoro che permettono di ottenere il bonus vi è la manutenzione straordinaria, come l'installazione di servizi igienici, cancelli, ascensori, scale aggiuntive o anche la sostituzione di caldaie e infissi. Si aggiungono i lavori di restauro, la manutenzione ordinaria su parti condominiali (sostituzione di pavimentazione, infissi, cancelli, grondaie, ecc.) e tutti quegli interventi che contribuiscono a migliorare l'efficienza energetica dell'immobile (installazione di impianti di climatizzazione a pompa di calore o installazione di stufe a pellet).

Per avere maggiori informazioni e la guida completa 2021 dell'Agenzia delle Entrate, consulta l'approfondimento dedicato al bonus mobili ed elettrodomestici.


Bonus Interventi antisismici (Sismabonus)

Di cosa si tratta

L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi riguardanti misure antisismiche, realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo ma anche su quelli utilizzati per attività produttive. Inoltre, le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3.

Il sismabonus non è stato inserito nella Legge di Bilancio poiché non aveva bisogno di proroghe. La detrazione, infatti, già copre le spese sostenute tra gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021. Lo sconto fiscale è dedicato alla messa in sicurezza degli immobili e deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Possono usufruire della detrazione sia i soggetti passivi Irpef (persone fisiche), sia i soggetti passivi Ires (imprese) che sostengono le spese per gli interventi agevolabili, a condizione che possiedano o detengano l’immobile in base a un titolo idoneo e che le spese siano rimaste a loro carico.

Gli interventi ammessi

Le spese sostenute, dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi riguardanti misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, hanno diritto ad una detrazione del 50%. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.

Si può usufruire di una maggiore detrazione se gli interventi riducono sensibilmente il rischio sismico, come illustrato nella tabella:

Interventi su singole unità immobiliari

 

Intervento % Detrazione Limite Spesa Ammissibile
Interventi di adozione di misure antisismiche 50% 96.000 €
Interventi antisismici che consentano il passaggio a una classe di rischio sismico inferiore 70% 96.000 €
Interventi antisismici che consentano il passaggio a due classi inferiori di rischio 80% 96.000 €

Anche per gli interventi antisismici effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali sono previste detrazioni più elevate se, a seguito della loro realizzazione, si è ottenuta una riduzione del rischio sismico.

Nel caso in cui gli interventi antisismici siano combinati a interventi di riqualificazione energetica che interessino almeno il 25% della superficie disperdente dell’edificio, sono riconosciute ulteriori premialità, come illustrato nella tabella.

In questi casi la spesa massima su cui calcolare la detrazione è di 136.000 € da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio e da ripartire in dieci quote annuali.

Interventi su parti condominiali

 

Intervento % Detrazione Limite Spesa Ammissibile
Interventi di adozione di misure antisismiche 75% 96.000 € da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
Interventi antisismici che consentano il passaggio a due classi inferiori di rischio sismico 85% 96.000 € da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
Interventi di EFFICIENZA ENERGETICA che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio e riduzione di 1 classe del RISCHIO SISMICO 80% 136.000 € da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
Interventi di EFFICIENZA ENERGETICA che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio e riduzione di 2 classi del RISCHIO SISMICO 85% 136.000 € da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio

Come usufruire del bonus fiscale

Per avanzare richiesta di rimborsi su interventi antisismici bisogna seguire alcuni passaggi. In primis si deve indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile. Inoltre, se i lavori sono effettuati dal detentore, nella dichiarazione dei redditi vanno specificati gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio il contratto di locazione), in aggiunta agli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Per quanto riguarda gli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali, i singoli condomini dovranno segnalare il codice fiscale del condominio. I dati catastali dell’immobile, infatti, sono riportati dall’amministratore di condominio nella sua dichiarazione dei redditi.

Tracciabilità pagamenti

Per sfruttare la possibilità di cessione del credito è necessario che i pagamenti non siano eseguiti con un comune bonifico, bensì con il "bonifico parlante" (bancario o postale effettuato anche online). Il motivo è che questa tipologia di bonifico è in grado di specificare: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Cessione del credito

Il soggetto che richiede e ha diritto alle detrazioni fiscali può scegliere di ricevere un contributo dello stesso importo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto. Quest'ultimo sarà anticipato dalla ditta che effettua i lavori, poiché sarà proprio il fornitore a recuperarlo come credito d'imposta. Il fornitore avrà, poi, la possibilità di cedere il credito ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

In alternativa, il beneficiario potrà trasformare il corrispondente importo della detrazione in credito d'imposta da utilizzare anche in compensazione, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito ed altri intermediari finanziari. Questa preferenza può essere scelta anche per quanto riguarda le rate rimanenti, non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute.

Anche nel caso del sismabonus non viene applicato il limite generale di compensabilità, che invece è solitamente previsto per i crediti di imposta e contributi pari a 700.000 euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020). È abolito anche il limite di 250.000 euro che si applica ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

L'opzione deve essere effettuata in via telematica, anche avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. Le modalità per eseguire tale scelta sono state definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell'8 agosto 2020, modificato dal successivo provvedimento del 12 ottobre 2020.

Nel momento in cui verrà selezionata l'opzione, il contribuente dovrà acquisire non solo gli adempimenti che solitamente sono previsti per accedere alle detrazioni ma anche i documenti indicati di seguito:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF;
  • l’asseverazione da parte dei professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, dell'efficacia degli interventi, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati devono attestare anche la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. L’asseverazione è depositata presso lo sportello unico competente ed è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori e attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e della effettiva realizzazione.


Bonus Facciate

Il bonus facciate è una nuova agevolazione in campo edilizio che prevede una detrazione ai fini sia Irpef che Ires e, pertanto, utilizzabile dalle persone fisiche, dagli enti pubblici e privati commerciali e non, dalle società semplici, dalle associazioni tra professionisti, dalle società di persone e dalle società di capitali.

L'agevolazione è valida per le spese sostenute nel 2020 e 2021 per il recupero delle facciate esterne degli edifici situati nei centri storici e nelle aree già edificate delle città (zone A e B dei piani regolatori). La detrazione, pari al 90% delle spese, deve essere ripartita in dieci quote annuali e non prevede un limite di spesa.

Gli interventi ammessi

Il bonus è fruibile per lavori riguardanti l’involucro esterno visibile dell’edificio, come le parti opache, i balconi e gli ornamenti, anche per operazioni di sola pulizia e tinteggiatura, esclusi elementi come impianti e infissi.

Qualora gli interventi riguardino opere influenti dal punto di vista termico, o interessino più del 10% dell’intonaco della superficie complessiva, è necessario rispettare alcuni particolari obblighi in materia di prestazione energetica. In particolare, l’edificio dovrà soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica, indicati dal DM 26 giugno 2015, e i valori di trasmittanza termica, previsti dalla tabella 2 del DM 26 gennaio 2010.

Come accedere alla detrazione

Per usufruire del bonus facciate non sono previsti particolari adempimenti, oltre a quelli già previsti per interventi sugli immobili. L'inizio dei lavori di un intervento, infatti, non necessita di domande formali da sottoporre all'amministrazione finanziaria, né di una comunicazione che dichiari l'inizio dei lavori da inviare all'Asl, a meno che le norme in materia di tutela della salute e di sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri non lo prevedano.

Per eseguire gli interventi di efficienza energetica, invece, bisogna ottenere:

  • l’attestato di prestazione energetica (APE);
  • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati;

Infine, bisogna inviare all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. La scheda deve essere inviata esclusivamente in via telematica, tramite il sito dedicato alle detrazioni fiscali ENEA e bisogna indicare:

  • i dati identificativi dell’edificio e di chi ha sostenuto le spese;
  • la tipologia di intervento effettuato;
  • il risparmio annuo di energia che ne è conseguito;
  • il costo dell’intervento, comprensivo delle spese professionali;
  • l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.

Tracciabilità pagamenti

Come abbiamo visto per gli altri incentivi, anche per il bonus facciate è necessario che i pagamenti siano effettuati con "bonifico parlante", che sia bancario o postale (anche online), dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Cessione del credito

La cessione del credito è valida anche per il bonus facciate. Il contribuente può, dunque, optare per un contributo della stessa somma sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto. Anche in questo caso il fornitore che esegue i lavori anticipa il compenso per gli interventi, che recupera successivamente come credito d'importa (con possibilità di cederlo a sua volta ad altri soggetti, che siano intermediari finanziari o istituti di credito).

Stesso discorso per le rate residue non fruite delle detrazioni sulle spese sostenute, che possono essere soggette a cessione del credito.

Inoltre, il limite generale di compensabilità previsto per i crediti di imposta e contributi, pari a 700.000 euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020), e il limite di 250.000 euro che si applica ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, non vengono impartiti.

La scelta di effettuare la cessione del credito deve essere svolta online, anche avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. Le modalità sono state definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell'8 agosto 2020, modificato dal successivo provvedimento del 12 ottobre 2020.


Bonus Verde: detrazione per sistemazione aree verdi

Che cos'è

Il bonus verde è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di immobili, al fine di migliorare la qualità degli ambienti urbani. La detrazione fa riferimento alle spese sostenute nelle annualità 2020 e 2021.

Quali sono gli interventi ammessi

Nello specifico, sono ammessi alla detrazioni i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di giardini pensili e coperture a verde.

Cosa si intende per sistemazione a verde: 

  • la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti; 
  • la riqualificazione di tappeti erbosi (sono esclusi quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro);
  • il restauro e il recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico.

Si può ottenere la detrazione Irpef del 36% anche per ulteriori spese che sono state sostenute per:

  • la realizzazione di impianti di irrigazione;
  • la realizzazione di pozzi;
  • la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Per quanto concerne gli interventi per la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi l’accesso al bonus è consentito qualora siano permanenti e riferiti ad un intervento innovativo.

Gli interventi che non rientrano nel bonus verde e, quindi, non sono agevolabili riguardano invece tutti quei lavori svolti in proprio ("in economia") e gli interventi concernenti la manutenzione ordinaria di giardini già esistenti.

Come usufruire del bonus

L’importo massimo detraibile è di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. Quindi l’importo massimo detraibile è di 1.800€ a fronte di una spesa di 5.000 €.

L’agevolazione non si applica agli immobili con destinazione diversa da quella abitativa. Pertanto, gli immobili come negozi oppure ufficio sono esclusi dal beneficio.

Come le altre misure anche questa va ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Tracciabilità pagamenti

Nel caso del bonus verde, come abbiamo già visto anche per altri bonus, è necessario che i pagamenti siano tracciabili, attraverso l'esecuzione di un "bonifico parlante". I pagamenti, infatti, per essere passibili di detrazioni, devono essere eseguiti attraverso un sistema (bonifico bancario o postale) che tenga traccia di:

  • causale del versamento
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • numero di partita iva o codice fiscale del soggetto a cui viene indirizzato il bonifico.

È prevista la cessione del credito?

Per il bonus verde non è prevista la possibilità di applicare la cessione del credito o lo sconto in fattura, come del resto neanche ulteriori adempimenti.


Bonus idrico

La misura del governo introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 con lo scopo di ridurre il consumo di acqua è conosciuta come bonus idrico, anche detto "bonus docce e rubinetti". Il Ministero della Transizione Ecologica (MITE) si è pronunciato con qualche mese di ritardo nell'ufficializzare l'avvio dell'incentivo fiscale. Quindi, se al momento la data di scadenza del bonus sembra essere rimasta il 31 dicembre 2021, non sono ancora escluse eventuali proroghe anche per il 2022.

Il bonus consiste nel rimborso, in un'unica rata, di 1.000 euro se la richiesta viene avviata da una persona fisica. Nel caso di imprese, invece, l'incentivo può prevedere un rimborso fino a 5.000 euro.

È usufruibile per la sostituzione e/o l'acquisto di bagni e, nello specifico, di sanitari in ceramica, soffioni doccia, rubinetti, lavandini che rispettino determinate caratteristiche tecniche. Caratteristiche essenziali per contribuire ad un minor spreco di acqua.

Scopri di più sul bonus idrico 2021: a chi spetta l'incentivo, quali interventi sono ammessi, come presentare la domanda di rimborso e le modalità per riceverlo.

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